DeepSeek, l’attenti di Trump. Cosa succede dopo trauma Big Tech USA a Wall Street

Laura Naka Antonelli

28/01/2025

Il presidente americano Donald Trump sul fenomeno DeepSeek, che ha traumatizzato le Big Tech USA. Cosa succede e succederà ora a Wall Street.

DeepSeek, l’attenti di Trump. Cosa succede dopo trauma Big Tech USA a Wall Street

Effetto Deepseek sull’azionario mondiale, soprattutto su Wall Street, dove si è scatenata l’ansia per il futuro delle Big Tech USA: quelle che hanno fatto finora il mercato, permettendo agli indici S&P 500 e Nasdaq di inanellare continui record, grazie alla grande scommessa lanciata in tutto il mondo sul futuro del business dell’intelligenza artificiale, AI, Artificial Intelligence. Che la tecnologia made in China fosse una gatta da pelare per i titani americani, lo si sapeva da un po’.

Che da un giorno all’altro un assistente AI dal nome Deepseek, dopo essere riuscito a entrare nell’Olimpo delle APP sull’AI più utilizzate, arrivasse a scalare la classifica delle Top Free APP dell’APP Store di Apple negli Stati Uniti, conquistandone la vetta, e superando perfino la rivale ChatGPT, è stato invece un colpo che alcune tra le Big Tech americane, forse fin troppo sicure del fatto loro, non sono riuscite a reggere.

Immediati e scatenati i sell off che si sono abbattuti sulla borsa USA. E immediato anche l’attenti lanciato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il fatto che Deepseek, forte del suo nuovo fiore occhiello appena lanciato, noto con la sigla R1, sia diventata praticamente l’APP gratuita più votata sull’APP Store è stato un verdetto che nessuno è riuscito a digerire, tanto meno una amministrazione USA, quella di Trump, che ha promesso battaglia in primis contro la Cina e i suoi prodotti, brandendo l’arma dei dazi.

Trauma DeepSeek a Wall Street, cosa ha detto Trump. Paura a Wall Street

Il presidente americano Donald Trump ha commentato il successo di DeepSeek parlando di una “sveglia” che è suonata per il settore hi-tech degli Stati Uniti.

Detto questo, a fronte degli alert vari di alcuni analisti che hanno subito agitato lo spettro del primato della Cina sul business dell’intelligenza artificiale, Trump ha fatto notare che il modello low-cost rappresenta in realtà uno “sviluppo davvero molto positivo” per l’AI (IA), nel complesso, in quanto dimostra che, “ invece di spendere miliardi e miliardi, si spenderà di meno per arrivare, si spera, allo stesso risultato ”. Le Big Tech USA, dunque, si sveglino.

Nelle mani del gestore degli hedge fund Liang Wenfeng, DeepSeek ha lanciato il suo nuovo modello R1 lo scorso 20 gennaio, spiazzando subito la Silicon Valley e il mondo intero dell’AI, in quanto questa versione di LLM (Large Language Model), ovvero di tecnologia AI focalizzata sull’analisi e sulla comprensione dei testi) potrebbe non solo eguagliare ma anche sorpassare le funzioni che vengono offerte al momento da modelli rivali, che sono stati ideati da alcune Big Tech come OpenAI, Google-Alphabet, Meta.

Tra l’altro, il nodo risiede nei costi necessari per dar vita a queste funzioni di AI che, nel caso della Cina sono, tanto per cambiare, più bassi rispetto a quelli sostenuti al momento dai giganti americani. Giganti che hanno per ora investito miliardi di dollari nell’acquisto di chip e dati altamente avanzati, per riuscire a dar vita a modelli capaci di risolvere problemi complessi. E che ora si ritrovano, di colpo, costretti a rivaleggiare con una startup cinese attiva nell’universo dell’intelligenza artificiale che sembra capace di creare soluzioni efficienti pagando costi che sono una frazione di quelli che gravano sulle spalle delle Big Tech americane.

A questo punto, cosa succederà ai grandi nomi di Wall Street? Non solo ai loro business ma, di conseguenza, anche alle loro azioni?

Cosa succederà dunque alla stessa Wall Street, la cui performance è stata dettata e condizionata proprio da nomi, per l’appunto, del calibro di Apple, Alphabet-Google, Microsoft, Meta, Nvidia, Amazon, come ha dimostrato più volte il trend dell’indice Nasdaq? Tutte componenti illustri, insieme a Tesla, delle cosidette Magnifiche 7?

L’alert, tra gli altri, della BCE, rischia di concretizzarsi?

Nvidia shock, crollo delle azioni pari a -17%. Fine della pacchia per le azioni?

Basta guardare al trend di Nvidia, la cui capitalizzazione di mercato ieri è scivolata di 600 miliardi di dollari, soffrendo il crollo nel corso di una sessione più imponente della storia di Wall Street.

Le azioni NVDA sono precipitate del 17%, chiudendo la seduta a quota $118,58 e concludendo così la sessione peggiore da quella del 16 marzo del 2020, nel pieno del periodo più drammatico della pandemia Covid.

Il tonfo del titolo ha inciso in modo decisivo sul trend del Nasdaq, che ha chiuso la giornata di contrattazioni di ieri perdendo il 3,1%.

Tonfi esagerati, il commento: “L’industria AI chiederà più chip, non di meno. Comprare Nvidia”

Ma la reazione non è stata forse esagerata? In una nota riportata dalla CNBC, gli analisti di Cantor hanno scritto che la diffusione dell’ultima tecnologia da parte di DeepSeek ha scatenato una grande angoscia sugli effetti che il nuovo capitolo tutto cinese della rivoluzione dell’AI potrebbe scatenare sulla domanda di chip di alto livello.

La startup cinese è riuscita infatti a creare un chatbot a costi più bassi, utilizzando una quantità di semiconduttori inferiore rispetto a quella utilizzata dai colossi come Google e OpenAI.

Gli esperti di Cantor hanno avvertito, di conseguenza, che è possibile che la borsa USA abbia scontato la paura che gli investimenti nei GPU di Nvidia abbiano testato il picco.

In realtà, un timore del genere potrebbe essere non solo esagerato, ma anche contraddetto da una previsione del tutto opposta.

A spiegarlo gli stessi analisti, che hanno sottolineato che “questa view potrebbe non essere più lontana dal vero”, visto che gli sviluppi dell’AI inevitabilmente porteranno “l’industria a chiedere più chip, non di meno”.

Gli esperti di Cantor hanno così raccomandato di continuare ad acquistare le azioni Nvidia anche dopo il boom segnato dai titoli, che sono schizzati del 239% nel 2023 e del 171% nel 2024.

A vedere affossate le proprie quotazioni non è stata tuttavia solo Nvidia ieri, ma anche Broadcom, le cui azioni sono anch’esse precipitate del 17%, riducendo la capitalizzazione di mercato dell’azienda di $200 miliardi.

Gli smobilizzi non potevano non contagiare i titoli delle aziende che dipendono dai GPU di Nvidia per le vendite dei loro hardware, come Dell, Hewlett Packard Enterprise e Super Micro Computer, in calo del 5% circa.

Male anche Oracle, che secondo il presidente americano Donald Trump potrebbe essere la pedina perfetta per rilevare la cinese TikTok, che ha ritracciato del 14%.

Le opportunità di costi più bassi per tutti con un modello open source

Detto questo, a ritenere esagerata la reazione di Wall Street, oltre agli analisti di Cantor, sono stati anche altri esperti.

Come Ray Wang, responsabile della divisione di analisti di Constellation Research, che da un lato ha spiegato alla CNBC cosa è successo ieri, e che dall’altro si è detto ottimista sul futuro proprio delle Big Tech USA, ovvero delle società americane che vantano una grande capitalizzazione di mercato: le cosiddette megacap.

Certo, venire a conoscenza della scalata veloce che una startup cinese come DeepSeek è stata capace di fare nella classifica delle APP per l’AI Top di Apple è stata una doccia fredda, in quanto si è praticamente appreso che una azienda made in China è riuscita a creare un modello di intelligenza artificiale più economico e competitivo, a dispetto delle megacap che stanno spendendo miliardi per dar vita alle infrastrutture di AI.

Ma il caso DeepSeek dimostra anche che un modello open source riesce a far scendere i costi e che, in particolare, potrebbe abbassare i costi che le stesse Big Tech USA sostengono.

Non è un caso che ieri azioni come quelle di Apple e Meta abbiano riportato un trend positivo, probabilmente scommettendo sulla possibilità che gli investitori stimino un miglioramento dei loro business grazie a costi per l’AI più bassi.

Ciò che DeepSeek ha dimostrato è che è possibile prendere un modello open source, renderlo disponibile e abbassare così i costi, così come è accaduto con Internet, mentre ora disponiamo di una AI che è centralizzata, chiusa, più costosa, in un mercato in cui esistono pochi player” sul campo, ha spiegato Wang.

Nei modelli open source, invece, come nel caso di Internet , il contesto è decentralizzato, caratterizzato da più player, più economico e disponibile per tutti”, ha continuato l’analista, affermando che si “tratta di qualcosa di positivo, in generale, per l’AI”, a fronte del fatto che “molte di queste aziende sono in sostanza duopoli nei loro mercati e al momento non esiste una vera competizione”.

Ora opportunità di acquisto a Wall Street? Ma attenti al consiglio di Ark Invest

Di conseguenza, in termini di investimento, riflettendo sull’interrogativo su cosa fare ora con le azioni delle Big Tech, l’esperto di Contestellation Research ha definito la situazione che si è venuta a creare “ davvero una opportunità di acquisto ”.

L’opinione è stata sostanzialmente positiva: “Questa forza esterna non farà altro che generare una efficienza ancora più esponenziale”.

Occhio anche all’analisi di Rahul Bhushan, Global Head of Index di ARK Invest Europe, che ha dato però un consiglio ben preciso: “Gli avanzamenti di DeepSeek servono a ricordare che l’opportunità dell’IA si sta espandendo ben oltre il focus limitato a semiconduttori e infrastrutture ”.

Bhushan ha continuato, facendo notare che “da oltre un anno sottolineiamo agli investitori che concentrandosi troppo sulle GPU si rischia di perdere le opportunità di trasformazione che stanno emergendo nel software, nelle piattaforme e nell’innovazione open-source ”.

In questa situazione, “ il modello V3 di DeepSeek , che eguaglia le prestazioni di GPT-4 utilizzando solo il 5% della potenza di calcolo, e il suo modello R-1, fornito a un tredicesimo del costo di GPT o1, sottolineano un’importante verità: il futuro dell’IA non consiste solo nell’ammassare GPU ”.

Praticamente, “questi progressi dimostrano come la necessità generi innovazioni, con i vincoli di risorse che promuovono efficienze rivoluzionarie, in grado di ridefinire le possibilità di sviluppo dell’IA”.

Inoltre, ha confermato il manager di ARK Invest Europe, “ il fatto che le innovazioni di DeepSeek siano open source non può essere sottovalutato. Questa mossa apre le porte a un’adozione diffusa e alla decentralizzazione, una tendenza che potrebbe democratizzare l’accesso all’IA e accelerare i progressi ben oltre gli attori tradizionali in Occidente. Inoltre, indica la crescente ingegnosità strategica della Cina nel plasmare il panorama dell’IA pur in presenza di dei limiti oggettivi”.

Di conseguenza, ha concluso Bhushan, “invitiamo gli investitori a rivalutare la loro esposizione all’IA”.

In che modo? “ Concentrandosi esclusivamente sui semiconduttori , si rischia di essere materialmente sottoesposti alle reali opportunità che stanno emergendo: soluzioni di IA scalabili ed efficienti e gli ecosistemi open-source che le consentono. Il paradigma sta cambiando e i portafogli devono cambiare con esso ”.