Decreto sicurezza bis: così Salvini vuole evitare una nuova Diciotti

Il Decreto sicurezza bis, che verrà presentato in Consiglio dei Ministri, è destinato a creare una spaccatura ancora più profonda in seno alla maggioranza di governo. Cosa prevede

Decreto sicurezza bis: così Salvini vuole evitare una nuova Diciotti

Verrebbe da pensare che non sia per nulla casuale il tempismo con il quale il ministro dell’Interno Matteo Salvini intende varare il suo Decreto sicurezza bis. Come il primo, il secondo testo si occupa dei temi più cari alla Lega come l’immigrazione, la lotta ai centri sociali e al clan dei Casamonica. Il primo Decreto sicurezza, però, ebbe vita abbastanza facile e il governo gli impresse anche la fiducia in Parlamento.

L’approvazione del bis non andrà altrettanto liscia, e non solo perché i rapporti fra i due alleati Lega e Movimento sono molto diversi, ma per i contenuti stessi del decreto, i quali rafforzano i poteri del Ministero dell’Interno togliendone a quello dei Trasporti in forza 5 Stelle. Le prime avvisaglie di dissenso da parte dei grillini di Luigi Di Maio sono già emerse, e il decreto è destinato a causare una spaccatura in Consiglio dei Ministri.

Cosa prevede il Decreto sicurezza bis

Sono 12 gli articoli del Decreto sicurezza bis, la prima parte dei quali è interamente dedicata al controllo dell’immigrazione. Negli ultimi giorni sono tornati a sbarcare migranti e Salvini teme, con l’infuriare della guerra in Libia, di essere messo in difficoltà da una nuova, consistente ondata di arrivi dal Nord Africa. Il primo articolo prevede sanzioni molto gravi nei confronti di quelle navi umanitarie che non rispettano “gli obblighi previsti dalle Convenzioni internazionali”. Si va da multe da 3.500 a 5.500 euro per ogni straniero salvato fino alla sospensione o revoca della licenza da 1 a 12 mesi alla nave battente bandiera italiana nei casi reiterati.

Ma la norma clamorosa che difficilmente Di Maio e gli altri ministri 5 Stelle potranno accettare è la seconda, che prevede l’attribuzione al Viminale di competenze al momento del Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, come il divieto o la limitazione di transito in acque territoriali per ragioni di sicurezza e di ordine pubblico. E per Salvini, come già espresso più volte da lui stesso, ogni nave carica di migranti potrebbe causare un problema di ordine pubblico.

Decreto sicurezza, più competenze al Viminale

L’obiettivo di Matteo Salvini, qui, è evidente: impedire che si crei un nuovo caso Diciotti. L’estate scorsa il vicepremier leghista aveva impedito lo sbarco di quasi 140 migranti da una nave della Marina già approdata a Catania, senza il varo di alcuna direttiva ufficiale. Solo il voto degli alleati grillini aveva impedito che Salvini venisse sottoposto a processo. Il leader del Carroccio non vuol certo lasciare il proprio destino nelle mani degli alleati, con i quali all’avvicinarsi delle elezioni europee i rapporti si fanno sempre più tesi.

Un’altra modifica che difficilmente Luigi Di Maio potrà accettare è quella che attribuisce tutta la materia d’indagine alle Direzioni distrettuali antimafia, anche per i casi in cui non sussiste l’aggravante di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le Procure ordinarie, di fatto, non potranno più indagare. Il decreto stanzia inoltre 3 milioni di euro per l’impiego di agenti di polizia straniera per operazioni sotto copertura per contrastare il traffico di umani.

Salvini, più sanzioni contro manifestazioni e clan

Altre norme previste dal Decreto sicurezza bis prevedono l’inasprimento delle sanzioni per chi devasta, danneggia o saccheggia nel corso di riunioni in luoghi pubblici o manifestazioni e per chi fa resistenza attiva o passiva contro un pubblico ufficiale. Sarebbero infine vietati fumogeni, petardi e materiali “imbrattanti”.

La norma numero 7 è quella che Salvini ha denominato la “spazzaclan”, e prevede l’istituzione di un commissario straordinario per avviare un programma per eliminare l’arretrato di sentenze di condanna nei confronti degli imputati ancora liberi, con 800 assunzioni di “personale non dirigenziale”. La spesa prevista è di 25 milioni di euro. L’ultima norma prevede l’impiego di 500 militari a Napoli in occasione delle Universiadi 2019, che si terranno a luglio.

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