Immigrazione, Salvini lancia raccolta firme contro le modifiche ai decreti sicurezza

Dopo l’ok del Governo alle modifiche ai decreti sicurezza, Matteo Salvini annuncia una raccolta firme

Immigrazione, Salvini lancia raccolta firme contro le modifiche ai decreti sicurezza

Mentre la maggioranza celebra la chiusura di un “capitolo vergognoso”, Matteo Salvini lancia una raccolta firme contro la modifica dei suoi decreti sicurezza avvenuta ieri sera in CdM. “Invece di costruire, distruggono”, attacca il leader della Lega.

Decreto Immigrazione, Salvini lancia raccolta firme

“Li fermeremo anche grazie alle firme dei cittadini. L’Italia merita di meglio”, scrive su Twitter Matteo Salvini annunciando la raccolta firme contro le modifiche ai decreti sicurezza, rinominati decreto “immigrazione”.

Nel corso del CdM di ieri sera, il Governo ha dato il via libera alle modifiche dei decreti sicurezza approvati nel corso del primo governo Conte. Il nuovo testo ha eliminato, in particolare, le multe milionarie alle ONG che salvano migranti in mare, sostituendole con sanzioni da 10 a 50.000 euro, e reintrodotto un sistema di integrazione.

La mossa non è piaciuta a Salvini, che dallo strappo dell’anno scorso ha visto cancellate una per una le riforme-bandiera della Lega e calare il proprio consenso nei sondaggi a vantaggio degli alleati di Fratelli d’Italia.

Meloni: “Furia immigrazionista”

Interviene anche l’alleata Giorgia Meloni, leader di FdI, che parla di una “furia immigrazionista” della sinistra.

In realtà, ricordano gli esperti, la maggiore criticità dei decreti sicurezza era quella di aver reso irregolari oltre 37.000 stranieri, in un contesto di scarsi risultati del Viminale sul fronte rimpatri.

Secondo Meloni, il nuovo decreto “spalanca le porte all’immigrazione illegale di massa” ed è “un segnale di arrendevolezza ai trafficanti di esseri umani che porterà a un aumento degli sbarchi e isolerà l’Italia in Europa”. Proprio in Ue, tuttavia, le cose si stanno cominciando a muovere, con la Commissione intenzionata ad abolire il trattato di Dublino affinché “ogni Paese faccia la propria parte”.

Caute le valutazioni anche dal fronte opposto. Il sindacalista Aboubakar Soumahoro, commentando la notizia, ricorda che i decreti non sono tuttavia cancellati, mentre la Bossi-Fini è ancora in vigore.

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