Ddl Concorrenza 2026, il testo. Cosa cambia con il nuovo provvedimento del governo Meloni

Simone Micocci

14 Luglio 2026 - 13:28

Verrà approvato oggi dal Consiglio dei ministri il Ddl sulla Concorrenza. Misure per carburanti, assicurazioni e telemarketing: ecco cosa dice l’ultima bozza di testo.

Ddl Concorrenza 2026, il testo. Cosa cambia con il nuovo provvedimento del governo Meloni

Viene approvato oggi il testo del Ddl Concorrenza 2026, che trovate di seguito in bozza.

Si tratta di un provvedimento con cui il governo Meloni interviene ogni anno su una pluralità di settori, attraverso un pacchetto di misure mirate, come già avvenuto, ad esempio, con il decreto Lavoro - conosciuto anche come decreto Primo maggio - o con il decreto Sicurezza.

Con il Ddl Concorrenza 2026 si interviene in modo particolare sul settore dei carburanti, introducendo controlli più rigorosi e nuovi requisiti per contrastare irregolarità e comportamenti illeciti nella gestione degli impianti di distribuzione di benzina e diesel.

Un altro ambito interessato è quello delle assicurazioni. Il Ddl Concorrenza attribuisce infatti al governo Meloni una delega per la riforma della Rc auto, con l’obiettivo di tutelare maggiormente gli automobilisti rendendo i premi più aderenti al rischio effettivo e rafforzando il contrasto alle frodi e all’evasione dell’obbligo assicurativo.

Il terzo tema affrontato, anch’esso ormai ricorrente, è quello delle telefonate di telemarketing. Fino a oggi, infatti, neppure il Registro pubblico delle opposizioni è riuscito a risolvere il problema: sui telefoni degli italiani continuano ad arrivare chiamate commerciali, spesso effettuate tramite voci registrate.

Il Ddl Concorrenza punta quindi a rafforzare ulteriormente le tutele, estendendo al settore delle telecomunicazioni le regole già previste per le proposte commerciali relative ai contratti di luce e gas.

Al netto delle modifiche che potrebbero essere apportate durante l’esame in Consiglio dei ministri e nel successivo iter parlamentare, vediamo quindi quali sono le novità più importanti contenute nel Ddl Concorrenza 2026.

Ddl Concorrenza 2026 - Testo in bozza
Clicca qui per scaricare.

Ddl concorrenza, le novità per i distributori di benzina

Come noto, il governo, nonostante la crisi di Hormuz non accenni a rientrare, ha deciso di non rinnovare il taglio delle accise. Con il Ddl Concorrenza, tuttavia, continuerà a intervenire sul settore dei carburanti, con l’obiettivo perlomeno di contrastare irregolarità e comportamenti illeciti nella gestione degli impianti di distribuzione.

La prima novità riguarda le autorizzazioni per i nuovi impianti, le quali dovranno essere rilasciate espressamente dall’ente territoriale competente entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, dopo aver verificato il possesso di specifici requisiti. Il titolare dovrà quindi dimostrare di avere la capacità - tanto organizzativa quanto economica - adeguata a garantire la continuità del servizio, oltre a essere in regola con gli obblighi contributivi e con l’applicazione del contratto collettivo di settore. A tal fine sarà necessario presentare il Durc.

Il rilascio dell’autorizzazione sarà inoltre subordinato ai controlli previsti dalla normativa antimafia e alla verifica dell’assenza delle cause di esclusione previste dal Codice dei contratti pubblici. Qualora tali requisiti vengano meno, l’autorizzazione potrà decadere, anche se prima del provvedimento definitivo sarà concesso un termine di 90 giorni per rimuovere le irregolarità riscontrate.

E attenzione, perché per quanto le autorizzazioni già rilasciate resteranno valide, potranno comunque essere sottoposte agli stessi controlli. In caso di trasferimento dell’impianto a un altro soggetto, inoltre, sarà necessaria l’autorizzazione del Comune, chiamato a verificare entro 90 giorni i requisiti del nuovo titolare.

Un’altra importante novità scatterà dal 1° gennaio 2028: non potranno più essere autorizzati nuovi impianti che non prevedano la distribuzione di almeno un vettore energetico alternativo ai combustibili fossili.

Il Ddl introduce, infine, incentivi per la trasformazione dei distributori tradizionali in stazioni per la ricarica dei veicoli elettrici o per la vendita di biocarburanti, con un contributo fino al 50% delle spese sostenute e comunque non superiore a 60 mila euro.

La riforma delle assicurazioni

Sempre con l’obiettivo di tutelare i consumatori, con particolare attenzione agli automobilisti, il Ddl Concorrenza traccia la strada per consentire al governo di procedere con una riforma dell’assicurazione Rc auto che, tuttavia, non entrerà automaticamente in vigore con l’approvazione del provvedimento.

Questo, infatti, attribuisce semplicemente al governo una delega ad adottare, entro 9 mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi con cui definire nel dettaglio le nuove regole.

Questo intervento dovrà innanzitutto prevedere una revisione del sistema bonus-malus, sfruttando la maggiore disponibilità di informazioni e le più evolute metodologie di valutazione del rischio, con l’obiettivo di valorizzare maggiormente i comportamenti di guida virtuosi e ridurre il peso di alcune variabili indirette, a partire da quella territoriale, che oggi può incidere in modo significativo sull’importo del premio assicurativo.

La delega prevede inoltre il perfezionamento della procedura di risarcimento diretto, anche attraverso una revisione dei criteri utilizzati per calcolare i forfait, così da migliorare trasparenza ed efficienza senza compromettere la stabilità dei premi.

Un altro capitolo riguarda il contrasto alle frodi e all’evasione dell’obbligo assicurativo. A questo scopo potranno essere utilizzati dati ed elementi oggettivi utili a individuare eventuali comportamenti fraudolenti, oltre a un sistema integrato di controllo e scambio delle informazioni sui veicoli soggetti all’obbligo di copertura.

Il blocco delle telefonate commerciali

Il Ddl Concorrenza interviene, infine, sul telemarketing selvaggio, estendendo al settore delle telecomunicazioni le tutele già previste per i contratti di luce e gas. La misura, inizialmente inserita nel decreto Accise e poi stralciata perché ritenuta estranea alla materia del provvedimento, viene quindi recuperata nel nuovo disegno di legge.

Una volta entrate in vigore le nuove disposizioni, anche gli operatori di telefonia e Internet potranno effettuare chiamate commerciali e proporre contratti soltanto quando il consumatore abbia fornito preventivamente il proprio consenso espresso. La stretta riguarderà, ad esempio, le telefonate finalizzate al cambio del gestore telefonico oppure all’attivazione di una nuova offerta per la linea fissa, mobile o Internet.

Come già previsto nel settore energetico, i contratti conclusi attraverso contatti commerciali effettuati senza il consenso dell’utente potranno essere considerati nulli e, quindi, privi di validità. Spetterà inoltre all’operatore dimostrare di aver ottenuto regolarmente l’autorizzazione del consumatore a ricevere la proposta.