L’assassinio di Charlie Kirk si sta rivelando come uno di quegli eventi che aprono il classico vaso di Pandora, con implicazioni, strascichi e conseguenze innumerevoli e a volte anche imprevedibili. Tra questi quello che coinvolge l’autrice della saga di Harry Potter, J.K. Rowling. In che modo? C’entra il fatto che il 22enne Tyler Robinson pare abbia messo in atto il suo progetto criminale per far pagare a Kirk le sue opinioni ostili ai transgender, come il partner del presunto killer. Ora, come molti sanno, negli ultimi anni la Rowling è diventata una delle voci più note dell’infuocato dibattito pubblico sul tema dell’identità di genere. A partire dal 2019, attraverso una serie di tweet e interventi pubblici, ha aspramente criticato le posizioni dei sostenitori dell’“ideologia gender” assieme alle politiche e alle pratiche che, a suo avviso e a parere di gran parte del mondo conservatore, mettono a rischio la sicurezza e i diritti delle donne, con particolare riguardo per l’accesso delle persone transgender agli sport e agli spazi riservati alle donne, come spogliatoi e bagni.
Rowling, per la verità, ha sempre dichiarato di sostenere i diritti delle persone transgender a vivere libere da discriminazioni, ma ha ribadito più volte la necessità di non cancellare le differenze tra uomini e donne biologici. Le sue posizioni le hanno attirato forti accuse di transfobia da parte di attivisti e parte dei media, ma anche il sostegno di un movimento più ampio, che rivendica la libertà di espressione per discutere criticamente le politiche legate al genere senza essere etichettato come discriminatorio.
La polemica ha segnato profondamente l’immagine pubblica di Rowling: se da un lato ha suscitato forti contestazioni anche tra gli estimatori della saga di Harry Potter e all’interno dello stesso cast cinematografico, dall’altro l’ha resa una figura simbolo della resistenza al pensiero unico sul tema del transgenderismo.
E veniamo alla novità di queste ore: sul Times di Londra Alex Barber ci informa che sul social prediletto dalla sinistra – Bluesky, creato come alternativa “liberal” a X dopo l’acquisto di Twitter da parte di Elon Musk – molti fanatici inneggiano all’”esecuzione” di Charlie Kirk ed auspicano che la stessa sorte venga riservata a J.K. Rowling. Uno di loro ha scritto: “Sono contento che quel tizio sia morto, ma stanno davvero esagerando con ‘Oh, questo è un giorno buio per l’America’ a proposito di uno di cui non avevo mai sentito parlare fino a quando non è stato sparato. Possiamo avere J.K. Rowling come prossima? Il Regno Unito sarebbe inconsolabile, ma è per il bene supremo delle persone trans.”
Le liste di proscrizione includono numerose figure del mondo conservatore americano, tra cui Donald J. Trump, Elon Musk, Ben Shapiro, Benny Johnson e Andy Ngo. L’ignobile spettacolo ha indotto la piattaforma social ad avvertire gli utenti di smettere di “glorificare la violenza”.
Giovedì scorso, la stessa Rowling ha postato su X condannando i commentatori di Bluesky come “illiberali” incapaci di tollerare la libertà di parola degli avversari, e ha equiparato gli atti di violenza politica al terrorismo. “Se credi che la libertà di parola valga per te ma non per i tuoi oppositori politici” ha scritto, “sei illiberale. Se nessuna prova contraria può cambiare le tue convinzioni, sei un fondamentalista. Se credi che lo Stato debba punire chi ha opinioni contrarie, sei un totalitario. Se credi che gli avversari politici debbano essere puniti con violenza o morte, sei un terrorista.”
Anche qualche giorno prima Rowling si è distinta per un duro attacco al governo britannico dopo l’arresto del comico irlandese Graham Linehan, accusato di aver pubblicato online commenti critici sull’ideologia transgender. Linehan era stato fermato pochi giorni fa all’aeroporto di Heathrow da ben cinque agenti armati e aveva raccontato di essere stato trattato “come un terrorista”, rinchiuso in cella e portato successivamente in ospedale a causa dello stress. Gli è persino stato vietato di continuare a usare i social. “In un Paese dove i pedofili sfuggono alle condanne e i crimini con coltello dilagano, arrestano un autore comico per un tweet. Non me lo sto inventando”, ha denunciato Linehan sul suo Substack. La Rowling ha reagito con sdegno: “Che diavolo è diventato il Regno Unito? Questo è totalitarismo. Assolutamente deplorevole”, ha scritto su X. Linehan, a sua volta, ha detto che l’episodio dimostra come la Gran Bretagna sia ormai “ostile alla libertà di parola e alle donne”, mentre la polizia “si piega alle pressioni di uomini violenti e prepotenti che si fanno passare per donne”.
Ora come ora, il consiglio da dare al comico irlandese, a Rowling e a tutti coloro che in qualche modo non sono perfettamente allineati al pensiero unico e al verbo predicato sui media mainstream sarebbe/è di alzare il livello di guardia e possibilmente di evitare le esposizioni prolungate e quelle non strettamente necessarie. A questo siamo ridotti nel “libero Occidente”, patria delle libertà e dei diritti civili. Ma è molto probabile che i buoni consigli cadano nel vuoto, perché gente che per difendere le proprie convinzioni ha avuto finora il fegato di inimicarsi spesso i tre quarti del loro ambiente, le istituzioni dello Stato e la quasi totalità dei mezzi d’informazione, personaggi di tale spessore e caratura non sono abituati a mollare la presa. Sono degli eroi. E come tali dobbiamo onorarli, possibilmente mentre sono ancora in vita.
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