Crisi imprese: c’è allarme (anche) per la malavita

Le imprese in crisi a causa del coronavirus potrebbero essere sopraffatte da un altro grande problema: l’intromissione della malavita. Confcommercio ha lanciato l’allarme, presentando uno studio.

Crisi imprese: c'è allarme (anche) per la malavita

Le imprese hanno un altro nemico in questo difficile momento di crisi: la malavita.

A denunciare il problema è stata Confcommercio che il 7 giugno ha presentato uno studio al riguardo, realizzato in collaborazione con Format Research.

Aziende, imprese ed esercizi commerciali nell’ambito della ristorazione stanno affrontando una serie di ostacoli importanti dopo l’imposizione del lockdown per l’epidemia.

Drastico calo di fatturato, carenza di liquidità, consumi in difficoltà, nuove spese per la sanificazione, pagamento di affitti e tasse: queste sono le urgenze che gli imprenditori stanno cercando di risolvere anche attraverso il sostegno del Governo e delle misure economiche, quali quelle introdotte con il Decreto Rilancio.

Intanto, però, la difficoltà delle imprese sta diventando terreno fertile per la crescita della malavita, criminalità e usura, a caccia proprio di imprenditori disperati e bisognosi di liquidità.

Ecco cosa ha mostrato lo studio di Confcommercio al riguardo.

La malavita: un problema in più per le imprese in crisi

L’indagine di Confcommercio e Format Research ha dato indicazioni preoccupanti sulle imprese: la criminalità, infatti, rappresenta un ostacolo ulteriore - alla già evidente crisi - per l’11% delle attività imprenditoriali in Italia.

Inoltre, il 10% degli imprenditori ha dichiarato di essere esposto all’usura o alla pratica di illegale appropriazione dell’azienda da parte della malavita.

Segnali inquietanti, quindi, in questa fase che vuole essere di rilancio del sistema economico italiano. Da sottolineare che, stando a quanto ha rilevato lo studio, il 20% di proprietari di negozi, piccole imprese e ristoranti si è dichiarato molto preoccupato per l’ingerenza della malavita, già presente nel quartiere di riferimento.

Se è vero che circa un’impresa su 3 ancora è incerta sul comportamento da tenere in caso di attacco da parte della criminalità, è anche importante ribadire che, stando all’indagine, il 67,4% degli imprenditori ha espresso una visione positiva delle Forze dell’ordine e della magistratura contro le azioni criminali.

Quanto pesa la crisi economica sulle imprese?

L’avanzare della criminalità sulle imprese è un segnale di quanto la crisi economica stia pesando sulle piccole e medie aziende e su esercizi commerciali molto diffusi e vitali in Italia, come i ristoranti.

Le risposte emerse dallo studio di Confcommercio hanno evidenziato che la scarsa liquidità e la decrescita dei consumi hanno impattato con una certa gravità per il 60% di commercianti e ristoratori.

Un 30% di imprenditori, inoltre, ha segnalato che le procedure burocratiche legate al dopo-lockdown e le nuove misure di sanificazione hanno particolarmente ostacolato l’attività economica.

L’allarme, comunque, è stato lanciato. Le parole di Sangalli, presidente di Confcommercio, sono state chiare:

“La crisi economica crea una zona d’ombra dove rischia di rafforzarsi la criminalità. Le nostre imprese in difficoltà denunciano sempre più spesso usura, estorsioni e acquisizioni illecite.”

Un ulteriore aspetto da considerare per il Governo alle prese con il rilancio dell’economia e delle imprese in crisi.

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