Crisi di governo in Spagna: nuove elezioni vicine, Ciudadanos primo per i sondaggi

Clima rovente anche in Spagna: il primo ministro Mariano Rajoy non avrebbe più la maggioranza, nuove elezioni politiche a un passo.

Crisi di governo in Spagna: nuove elezioni vicine, Ciudadanos primo per i sondaggi

Se l’Italia è nel caos, la Spagna non sembrerebbe essere messa molto meglio. Mentre in ballo ci sono di nuovo il governo Lega-5 Stelle oppure quello guidato da Carlo Cottarelli, il primo ministro iberico Rajoy non sembrerebbe avere più la forza per andare avanti.

Dopo il lungo stallo dei mesi passati con ben due elezioni ravvicinate, 2015 e 2016, la Spagna ora sembrerebbe essere ripiombata di nuovo nell’incertezza: con i popolari di Mariano Rajoy rimasti da soli e in bilico nel voto di fiducia, anche qui il ritorno alle urne parrebbe essere l’unica soluzione possibile.

La crisi in Spagna

Dopo ben due elezioni che non hanno prodotto alcun vincitore, in Spagna nel 2016 alla fine Mariano Rajoy è riuscito a formare un governo di minoranza grazie all’astensione durante il voto di fiducia da parte di alcuni parlamentari socialisti.

In questo periodo quindi il primo ministro ha governato sostenuto in Parlamento soprattutto da Ciudadanos, un partito di centro marcatamente liberale ed europeista che però adesso avrebbe voltato le spalle ai popolari.

Il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) ha infatti presentato una mozione di sfiducia nei confronti dell’attuale governo che sarà discussa venerdì 1 giugno, con Ciudadanos che ha annunciato di voler andare al più presto al voto.

Motivo di questa crisi è uno scandalo che ha riguardato diversi esponenti del Partito Popolare che, accusati a vario titolo di corruzione, riciclaggio ed evasione fiscale, sono stati condannati con la sentenza che ha messo alle corde il PP.

Nuove elezioni?

Se la mozione di sfiducia presentata dai socialisti dovesse passare, la Spagna non tornerebbe immediatamente alle urne. Mentre in Italia lo scioglimento delle Camere sarebbe inevitabile, a Madrid le cose funzionano in maniera differente.

Per presentare una mozione di sfiducia in Spagna, il partito richiedente deve indicare un candidato alternativo: in questo caso proprio il leader del PSOE Pedro Sánchez, che in pratica andrebbe a sostituire Mariano Rajoy nel ruolo di primo ministro.

Se dovesse avvenire questa sorta di “ribaltone”, a quel punto Sánchez ha dichiarato che per prima cosa andrebbe a indire subito delle elezioni anticipate. In quest’ottica tutto dipenderà da come si comporterà Ciudadanos.

Gli ultimi sondaggi danno il Partito Popolare in grande crisi, poco sopra al 16%, con entrambi i partiti di sinistra spagnoli, PSOE e Podemos, attorno al 20%. Prima forza politica però sarebbe proprio Ciudadanos con il 28,5%.

Forte di questi numeri, il sentore è che il partito centrista guidato da Alberto Rivera, a cui sembrerebbe che Matteo Renzi si voglia ispirare nel caso di una scissione dal PD, potrebbe decidere di staccare la spina al claudicante governo Rajoy.

La Spagna quindi si appresta ad andare incontro al terzo voto in poco più di tre anni. Se Roma piange, senza dubbio Madrid non sembrerebbe ridere.

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