Crisi diplomatica Italia-Francia: Macron richiama l’ambasciatore a Roma

A causa degli “attacchi senza precedenti del governo italiano”, la Francia ha richiamato il proprio ambasciatore a Roma aprendo così una crisi diplomatica.

Crisi diplomatica Italia-Francia: Macron richiama l'ambasciatore a Roma

Rapporti sempre più tesi tra Francia e Italia, con Emmanuel Macron che ha richiamato a Parigi l’ambasciatore francese di stanza a Roma a causa degli “attacchi senza precedenti del governo italiano”.

Dopo le tensioni sui migranti con tanto di accusa ai cugini d’Oltralpe di una nuova forma di colonialismo in virtù del Franco CFA, la classica goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stato l’incontro tra Luigi Di Maio e alcuni esponenti dei gilet gialli.

La crisi tra Italia e Francia

Dopo mesi di continui litigi, in pratica fin dalla nascita del governo Lega-Movimento 5 Stelle, la dura decisione da parte di Parigi di richiamare il proprio ambasciatore a Roma è arrivata nel primo pomeriggio.

La Francia è stata, da diversi mesi, oggetto di accuse ripetute, di attacchi senza fondamento, di dichiarazioni oltraggiose che tutti conoscono e hanno presente – si legge nel comunicato– Questo non ha precedenti dalla fine della guerra. Essere in disaccordo è una cosa, strumentalizzare la relazione a fini elettorali è un’altra”.

Le ultime ingerenze sono una provocazione ulteriore e inaccettabile - prosegue il comunicato - violano il rispetto dovuto all’elezione democratica fatta da un popolo amichevole e alleato e il rispetto che i governi democratici e liberamente eletti si devono reciprocamente”.

L’ambasciatore francese quindi è stato richiamato in patria per delle consultazioni. Di fatto la decisione di Macron è soltanto l’apice di una escalation di tensioni nate sulla questione dei migranti.

Oltre alla ripartizione degli immigrati sbarcati sulle nostre coste e quelli recuperati dalle varie Ong, di mezzo ci sono anche le accuse alla Gendarmeria per ciò che succede al confine tra i due paesi e la questione del Franco CFA.

Con le due nazioni su fronti opposti anche per quanto riguarda la Libia, sia Roma che Parigi ambiscono a essere l’interlocutore principale e soprattutto il maggiore partner commerciale del travagliato paese africano, il punto di rottura è arrivato con la vicenda dei gilet gialli.

I manifestanti che da dicembre tengono in scacco la Francia hanno infatti ricevuto il piano appoggio dei partiti di governo nostrani, tanto che Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista hanno appena incontrato alcuni rappresentanti dei gilet gialli in ottica di alleanza in vista delle elezioni europee.

Troppo questo per l’Eliseo, che ha deciso così di richiamare da Palazzo Farnese il proprio ambasciatore aprendo così una crisi diplomatica che, inevitabilmente, si andrà a fondere con la campagna elettorale delle europee.

Le reazioni di Lega e 5 Stelle

La decisione della Francia ha subito suscitato la reazione del governo italiano, anche se Lega e Movimento 5 Stelle in questo primo momento hanno avuto due approcci diversi a questa crisi diplomatica.

Non vogliamo litigare con nessuno - è stato il commento di Matteo Salvini - non siamo interessati alle polemiche: siamo persone concrete e difendiamo gli interessi degli italiani”.

Il leader della Lega poi si è detto disponibile anche “a incontrare il presidente Macron e il governo francese, sederci a un tavolo e affrontare, per quanto riguarda le mie competenze, tre questioni fondamentali. Stop con i respingimenti, stop con i terroristi italiani in Francia e basta danneggiare i nostri lavoratori pendolari che sono letteralmente vessati ogni giorno alle frontiere francesi da controlli che durano ore”.

Più dura invece la posizione del Movimento 5 Stelle, che invece di cercare di stemperare il clima sembrerebbe buttare altra benzina sul fuoco tanto che Manlio Di Stefano parla di “una provocazione” da parte della Francia.

Erano abituati ad avere sudditi in Italia, certo che ora notano la differenza - ha aggiunto il sottosegretario pentastellato agli Esteri - Noi abbiamo il pieno diritto di fare incontri politici in vista di eventuali operazioni al Parlamento europeo e quindi non riteniamo che nel nostro incontro ci sia nulla offensivo nei confronti dei francesi”.

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