Covid, Pregliasco: «Il pranzo di Natale? Rimandiamolo all’anno prossimo. Meglio su Zoom»

Emiliana Costa

19/10/2021

19/10/2021 - 12:28

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Il virologo Fabrizio Pregliasco ha spiegato come immagina il Natale 2021, per evitare che gli sforzi fatti per contenere la diffusione del Covid siano vanificati. Entriamo nel dettaglio.

Covid, Pregliasco: «Il pranzo di Natale? Rimandiamolo all'anno prossimo. Meglio su Zoom»

Il Natale 2020 in zona rossa, le restrizioni per incontrare amici e parenti e i pranzi di festa su Zoom e Skype sembravano solo un lontano ricordo. Quest’anno, con una campagna vaccinale poderosa che ha portato a una riduzione drastica dei contagi da Covid-19, gli italiani già pregustavano le feste in arrivo (da Halloween a Natale), con la speranza di poterle vivere finalmente come ai vecchi tempi.

Ma il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all’università Statale di Milano, invita a essere cauti ancora per un altro anno. Che Natale ci aspetta, dunque, secondo Pregliasco e quando si potranno allentare le restrizioni? Entriamo nel dettaglio.

Pregliasco, come sarà il Natale 2021

Secondo Pregliasco, sarebbe meglio essere prudenti anche in occasione del Natale 2021. Per evitare di vanificare tutti gli sforzi fatti finora. «I pranzi di Natale numerosi - ha spiegato Pregliasco - sarebbe meglio rimandarli all’anno prossimo. Meglio fare su Zoom o Skype, come stiamo facendo adesso».

Pregliasco, però, ha parlato anche di una possibile riduzione delle restrizioni e del green pass. Sull’utilizzo del certificato verde il virologo ha auspicato «che termini con il mese di dicembre». Poi ha aggiunto: «Se si arrivasse al 90% dei vaccinati potremmo velocizzare la fine delle restrizioni. Se si vaccinassero altri 2 milioni di italiani, spero ad esempio che potremo togliere l’obbligo mascherina al chiuso».

Nell’intervista a Un giorno da pecora, il virologo ha affrontato poi il tema delle eventuali cure e degli effetti del long Covid: «Si stanno facendo passi in avanti, ma ancora non abbiamo ben chiaro come trattare queste forme. Soprattutto di perdita del gusto e dell’olfatto, perché si tratta di un danno neurologico. Vediamo che nell’arco di diversi mesi le cose vanno un po’ a scemare, ma la sofferenza si prolunga per molto tempo. È meglio prevenire. Ancora mancano terapie specifiche per queste forme».

Pregliasco, l’ondata di contagi nel Regno Unito

Pregliasco ha risposto anche a una domanda sulla maxi-ondata di contagi da Covid-19 nel Regno Unito, solo ieri 50mila in 24 ore. Mai così alti da luglio. Downing Street ha avvertito i sudditi che sarà un «inverno impegnativo». Il virologo spiega così quello che sta accadendo in Uk: «Spero non sia una nuova variante che si è insinuata, ma che sia solo l’effetto di una temerarietà attuata fin da subito in quel Paese. Noi invece vediamo la luce in fondo al tunnel, ma siamo ancora all’interno del tunnel».

E sul boom di contagi inglesi aggiunge: "A meno che non ci sia una variante nuova, più pesante di Sars-CoV-2, in Inghilterra, io credo che questa ondata sia legata a una scelta un po’ più temeraria dell’Inghilterra. E credo che ad oggi la situazione attuale nostra faccia vedere un approccio molto più prudente e che ci fa partire bene all’inizio dell’inverno».

Pregliasco afferma però che “in Inghilterra, a fronte di tutti quei casi, la quota dei malati e dei decessi è molto più alta della nostra, ma non ha quella proporzionalità che aveva nelle fasi iniziali della malattia, quando dove la vaccinazione non c’era”.

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