Cottarelli rompe il tabù: “Per salvare l’Italia serve la motosega (e il mandato politico) di Milei”

Redazione

16 Aprile 2026 - 11:10

“In Italia spending review è una farsa: serve la motosega di Milei”. Cottarelli a Money Talks chiarisce che per tagliare le tasse serve un mandato popolare contro i privilegi.

Cottarelli rompe il tabù: “Per salvare l’Italia serve la motosega (e il mandato politico) di Milei”

Carlo Cottarelli, l’uomo che per anni è stato il simbolo del rigore istituzionale e dei conti in ordine, lancia una provocazione. E lo fa dai microfoni di Money Talks, il podcast di Money.it, in una puntata ricca di spunti sulla situazione economica attuale in Italia. E, soprattutto, sul futuro.

Tra i tanti temi trattati spicca il più spinoso di tutti: la spesa pubblica. Ma questa volta il «Professore» non si limita ai numeri e va oltre, rompendo un tabù e citando un esempio che, fino a ieri, sembrava agli antipodi della sua cultura tecnica: il Presidente argentino Javier Milei.

“In Italia facciamo finta di tagliare”

Durante l’intervista, Cottarelli scatta una fotografia della situazione italiana, definendo la nostra spending review poco più che un esercizio di stile.

Il problema, secondo l’ex Commissario, non è tecnico, ma di coraggio politico. Ed è qui che arriva il paragone shock con l’Argentina: “Facendo le proporzioni per la dimensione della nostra economia e quella argentina, il loco, il matto Milei ha tagliato la spesa per l’equivalente di 350 miliardi di euro in un anno”.

E perché l’ha fatto?

“Perché aveva avuto un mandato politico, non si è posto il problema. Ha chiesto il mandato, si è presentato in campagna elettorale con la motosega. Più chiaro di così non poteva essere, e l’ha ricevuto”.

Il «metodo motosega» contro i privilegi

Cottarelli non sposa l’ideologia di Milei, ma ne analizza con freddezza il metodo politico, sottolineando la differenza abissale di risultati.

“In Italia, invece, ogni volta che si prova a tagliare un euro, chi grida di più sono i pochi che ci perdono tanto, mentre i milioni di cittadini che ci guadagnerebbero non se ne accorgono nemmeno”.

Secondo l’economista, la politica italiana è ostaggio di questa dinamica: la paura di «dar fastidio» a piccole ma rumorose lobby di interesse blocca qualsiasi riforma strutturale. Il risultato? Una spesa pubblica che continua a gonfiarsi, un ciclo che rende impossibile una riduzione reale e permanente delle tasse sul lavoro.

Per questo motivo, di fronte a queste difficoltà, Cottarelli si è convinto che la revisione della spesa per importi ampi possa essere fatta soltanto se si è ricevuto un mandato popolare:

Vuol dire andare alle elezioni e dire: ’guardate, volete che vi tagliamo le tasse?’ Però se volete tagliare le tasse dovete darmi un mandato per tagliare anche la spesa. Senza questo il problema è molto semplice: il tecnico che tira fuori un elenco delle cose da tagliare va dal Presidente del Consiglio, che guarda l’elenco e dice ’politicamente queste cose non le posso fare’.

Quale futuro per l’Italia?

Cottarelli ne è certo: “si potrebbe, senza fare disastri sociali, ridurre la spesa di 30, 40, 50 miliardi su più di 1000 miliardi, e ridurre la pressione fiscale corrispondentemente, ma solo con un mandato politico”.

Non resta che vedere se alle prossime elezioni un partito politico o un’alleanza di partiti avrà il coraggio di dire “vogliamo ridurre la pressione fiscale, dobbiamo tagliare le spese, dateci un mandato per farlo, queste sono le cose che noi faremo, queste sono le tasse che taglieremo”, come suggerisce l’esperto.

Ma gli italiani darebbero poi il voto a chi propone una cosa di questo genere? Esattamente come per il taglio della burocrazia, anche il taglio della spesa non appare molto sexy, come ammette il Professore:

Eppure, queste sono le cose che servirebbero all’economia italiana: meno burocrazia, uno Stato un po’ più piccolo senza andare a distruggerlo, senza arrivare a nessun estremo.

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