Che succede se non pago l’affitto?

Isabella Policarpio

10 Aprile 2020 - 16:52

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Cosa succede se non pago l’affitto? Dopo quanto avviene lo sfratto e come posso evitarlo? In questo articolo la risposta alle vostre domande sul canone di affitto e i termini per lasciare l’immobile.

Che succede se non pago l'affitto?

Cosa succede se non pago l’affitto? E come deve comportarsi il proprietario dell’immobile? Sono domande molto comuni, anche perché il canone di affitto alcune volte è davvero un salasso. Il locatore ha il diritto di essere pagato e, conseguentemente, di agire in giudizio se gli inquilini rifiutano la quota sottoscritta. Procediamo con ordine.

Se l’affittuario non paga quanto stabilito entro i termini indicati nel contratto il locatore è legittimato a dare inizio alla procedura di sfratto, chiedendo all’inquilino di lasciare l’immobile e di pagare le somme arretrate.

Ma basta una sola rata non pagata per dar via allo sfratto? Di seguito risponderemo a queste e ad altre domande sul mancato pagamento del canone di locazione.

Quando si rischia lo sfratto se non si paga l’affitto

Basta una sola rata mensile mancante a dar luogo alla procedura di sfratto dell’inquilino moroso. Il padrone di casa ha il diritto di chiedere l’avvio della procedura di morosità dopo 20 giorni dal termine indicato nel contratto di affitto per il versamento del canone mensile (generalmente i primi 5 giorni del mese).

Non solo, il locatore può chiedere lo sfratto anche quando l’inquilino non è in regola con gli oneri accessori (bollette, luce, gas, riscaldamento) se l’importo di questi supera l’equivalente di due mensilità.

Dopo quanto tempo bisogna lasciare l’immobile?

Quindi, ricapitolando, se non hai pagato l’affitto entro i termini e nemmeno dopo l’avvertimento formale da parte del proprietario di casa, ci sarà lo sfratto per morosità. Ma dopo quanto tempo e quando bisogna lasciare definitivamente l’appartamento?

Quando riceverai la notifica della convalida di sfratto da parte del giudice dal quel momento inizia a decorrere il termine per abbandonare l’immobile: 60 giorni, che possono arrivare a 90 o a 120 giorni in caso di comprovati problemi economici dovuti, ad esempio, ad un licenziamento improvviso.

Regole diverse valgono per le categorie ritenute più deboli: lo sfratto dell’inquilino con a carico figli minori e lo sfratto dell’inquilino disabile ha regole e tempistiche più lunghe.

Tali soggetti, infatti, non possono essere sfrattati senza che prima abbiano trovato un’altra abitazione dignitosa in cui trasferirsi. Nel caso dei minori spesso lo sfratto per morosità richiede l’intervento degli assistenti sociali, in modo da non creare uno shock eccessivo e i relativi danni psicologici.

Sfratto di immobili ad uso commerciale

Per quanto riguarda gli immobili ad uso commerciale, per lo sfratto non è sufficiente la condizione per cui il locatario non paghi da più di 20 giorni: il ritardo infatti deve essere “importante” e deve essere valutato dal giudice a seconda dei casi. Di conseguenza, anche gli oneri accessori devono essere di “non scarsa importanza” per giustificare una notifica di sfratto per morosità e non vi è un importo prefissato per legge.

Come funziona lo sfratto

Nella notifica di sfratto il locatore chiede sia il rilascio dell’immobile che il pagamento degli affitti scaduti. Nel caso in cui l’inquilino non volesse abbandonare l’immobile c’è una soluzione: pagare i canoni arretrati.

La procedura di sfratto per morosità è la seguente:

  • dopo il 20° giorno di ritardo del pagamento, il locatore invia al locatario un atto di intimazione con il quale comunica a quest’ultimo che deve lasciare l’immobile;
  • contestualmente l’affittuario viene citato in giudizio e dopo almeno 20 giorni dalla notifica dell’atto viene programmata la prima udienza.

A questo punto, a seconda del comportamento dell’inquilino ci sono varie opzioni:

  • se il locatario non si presenta in giudizio e il locatore dichiara al giudice che la morosità persiste, allora il Tribunale pronuncia l’ordinanza di convalida dello sfratto;
  • se il locatario si presenta in giudizio e si oppone all’atto di intimazione (l’opposizione deve essere basarsi su prova scritta) allora il processo procede secondo le regole ordinarie. Sarà il giudice a stabilire se esistono le condizioni per lo sfratto;
  • se il locatario si presenta in giudizio e paga quanto dovuto lo sfratto non si realizza;
  • se il locatario si trova in difficoltà economica e presenta i documenti che lo dimostrano - ad esempio la lettera di licenziamento - può ottenere la dilazione del termine fino a 90 o 120 giorni, in basa a quanto grave sia la situazione. Se il locatario non adempie al pagamento nemmeno dopo il termine ulteriore, allora il giudice emette l’ordinanza di sfratto che è immediatamente esecutiva.

Il rilascio dell’immobile da parte del locatore deve avvenire entro 10 giorni dalla notifica dell’atto di precetto per il rilascio, dopodiché sarà l’ufficiale giudiziario ad essere incaricato dell’esecuzione forzata dello sfratto.

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