Se c’è muffa in casa posso non pagare l’affitto?

Patrizia Del Pidio

17 Marzo 2026 - 10:06

Muffa in casa: quando puoi smettere di pagare l’affitto? Scopri cosa dice il Codice Civile, come richiedere la riduzione del canone e come tutelarti legalmente nel 2026.

Se c’è muffa in casa posso non pagare l’affitto?

Un inquilino può smettere di pagare l’affitto se l’immobile ha la muffa? La risposta è che dipende. In alcuni casi chi vive nella casa può smettere di pagare il canone di locazione chiedendo la risoluzione del contratto di affitto senza preavviso. Bisogna fare attenzione perché le motivazioni devono essere specifiche e sono quelle indicate negli articoli 1578 e 1581 del codice civile.

La muffa è un inconveniente che rende meno salubre vivere in una casa e rappresenta uno dei motivi per i quali l’inquilino si può rifiutare di pagare il canone di affitto, ma in presenza di condizioni specifiche.

Vediamo quando è possibile rifiutarsi di pagare il canone di locazione?

Smettere di pagare l’affitto, quando è possibile?

Si può smettere di pagare l’affitto, a causa della muffa, solo quando la sua presenza rende inabitabile l’immobile. L’inquilino può sospendere il pagamento se è messo nella condizione di dover lasciare la casa perché inabitabile. Se, invece, la muffa rende inabitabili solo alcune stanze, permettendo di vivere nelle altre, l’inquilino può chiedere una riduzione del canone perché non può utilizzare tutto l’immobile.

La presenza della muffa in una casa altera il godimento del bene con un vizio della cosa locata, lo rende insalubre e meno bello esteticamente. Questa situazione rende la casa non vivibile pienamente e proprio per questo si può chiedere una riduzione del canone di affitto.

Con la muffa l’idoneità dell’immobile all’abitabilità diminuisce e si può chiedere la risoluzione del contratto o la riduzione del canone a patto che la presenza della muffa non fosse nota all’inquilino prima di entrare nella casa.

Il proprietario potrebbe dover riconoscere anche un risarcimento dei danni che la muffa ha comportato all’inquilino se quest’ultimo può produrre un certificato medico che sottolinei i problemi determinati dalla muffa in casa.

Come smettere di pagare l’affitto

Non basta avere la muffa in casa per smettere di pagare l’affitto. L’eventuale riduzione del canone o la risoluzione contrattuale deve essere concordata con il proprietario o deve essere prevista da una disposizione del giudice.

La Corte di Cassazione con la sentenza 18987 del 27 settembre 2016 ha sottolineato che l’inquilino non può sospendere completamente o in parte il pagamento del canone di affitto al proprietario se l’immobile può essere utilizzato almeno in parte.

Ovviamente, il proprietario deve consegnare l’immobile a norma e in buono stato.

Se, dopo la firma del contratto di affitto e il trasferimento nell’immobile dell’inquilino, si presentano problemi di muffa, il proprietario deve provvedere a sostenere tutti gli interventi che servono a ridurre l’eventuale umidità e la muffa.

Chi è responsabile della muffa?

Se la muffa nell’immobile si presenta a causa di infiltrazioni e umidità, a provvedere deve essere il proprietario. Se, invece, la muffa è causata da comportamenti sbagliati dell’inquilino, a pagare gli interventi deve essere il conduttore. Se in questo secondo caso si smette di pagare l’affitto si diventa inquilini morosi e si rischia lo sfratto.

Inoltre, se il proprietario si attiva subito per risolvere il problema, l’inquilino non può chiedere la risoluzione del contratto o la riduzione del canone di locazione. Se i problemi dovessero derivare dalle parti comuni del condominio a dover intervenire per la soluzione è il condominio stesso che sarà tenuto anche a risarcire gli eventuali danni.

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