Cosa sappiamo su GENE.01, il primo robot umanoide della startup italiana Generative Bionics

P. F.

07/01/2026

Ha debuttato ufficialmente al CES di Las Vegas GENE.01, il primo robot umanoide sviluppato dalla startup genovese Generative Bionics. Ecco quali sono le sue caratteristiche.

Cosa sappiamo su GENE.01, il primo robot umanoide della startup italiana Generative Bionics

È nato il primo robot umanoide italiano. Durante il Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas, la fiera tecnologica più importante al mondo, la startup genovese Generative Bionics ha presentato ufficialmente il primo prototipo dell’androide GENE.01. Nata all’interno dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), la società ha recentemente debuttato nel panorama europeo del deep tech con un round di finanziamento da 70 milioni di euro.

L’obiettivo è portare sul mercato una nuova generazione di robot umanoidi intelligenti, progettati per operare in sicurezza accanto alle persone e semplificare mansioni ripetitive, faticose o pericolose nei settori industriale, logistico, sanitario e della vendita al dettaglio, integrandosi nei processi produttivi per aumentare efficienza e sicurezza.

Cos’è e cosa può fare GENE.01

Nel corso dell’evento, il CEO e cofondatore Daniele Pucci ha illustrato la visione e le tecnologie dell’azienda, che punta a sfidare la serrata concorrenza con Cina e Stati Uniti nel campo della robotica umanoide:

“Oggi presentiamo il concept del nostro nuovo robot umanoide: GENE.01. Questa piattaforma definisce l’identità della nostra Physical AI e apre la strada al lancio del robot nella seconda metà del 2026. Con GENE.01 vogliamo progettare un umanoide che sia tanto efficiente quanto intelligente, ispirato all’essere umano, dove l’intelligenza non risiede solo nel cervello ma anche nel corpo”.

Il concetto di Physical AI, ovvero l’integrazione tra hardware robotico e intelligenza artificiale avanzata, consente agli umanoidi di apprendere dall’ambiente e adattarsi a condizioni operative complesse. GENE.01 rappresenta il progetto originario da cui prenderanno forma tutti i futuri robot di Generative Bionics. Il suo nome richiama il concetto di “gene”, inteso come nucleo dell’identità e dell’ereditarietà, l’elemento iniziale da cui si sviluppa l’evoluzione della robotica dell’azienda.

Il design dell’androide incorpora una rete di sensori tattili estesa all’intera superficie corporea. La pelle tattile full-body, composta da sensori di forza e contatto distribuiti, permette al robot di rilevare pressioni, interazioni e micro-contatti su tutto il corpo.

Il tatto diventa così un canale fondamentale di percezione, in grado di abilitare interazioni fisiche più sicure e una capacità di adattamento continua negli ambienti reali. Le proporzioni, la postura e la dinamica dei movimenti dell’androide sono studiate per favorire l’accettazione da parte delle persone.

La partnership con Advanced Micro Devices (AMD)

A dialogare con Pucci durante la presentazione c’era Lisa Su, CEO di Advanced Micro Devices (AMD), investitore e partner tecnologico di Generative Bionics, che fornisce e progetta soluzioni di calcolo ad alte prestazioni a bordo del robot, dedicate all’elaborazione in tempo reale:

“Le tecnologie AMD ci permettono di trattare il corpo del robot come parte integrante del sistema di calcolo, in cui meccatronica e intelligenza artificiale operano come un unico sistema. Questo include una pelle tattile distribuita su tutto il corpo, che abilita un nuovo livello di Physical AI umanocentrica, all’interno di un design italiano distintivo in cui forma, funzione ed esperienza umana convergono”.

La collaborazione con AMD fornisce a GENE.01 una base tecnologica strutturata su tre pilastri. Il primo è il concetto di “body as compute”. Grazie alle capacità di elaborazione ad alte prestazioni e al calcolo vicino ai sensori, le soluzioni AMD permettono di integrare in tempo reale intelligenza digitale e dinamiche fisiche, rendendo il corpo del robot parte attiva del processo computazionale, senza sacrificare l’efficienza energetica.

Il secondo asse riguarda l’intelligenza dell’interazione basata sul tatto. L’utilizzo di elettronica a bassa latenza, supportata da FPGA ed edge computing AMD, consente la fusione continua di dati tattili, visivi e di forza ad alta frequenza, garantendo risposte rapide e interazioni fisiche sicure anche in ambienti operativi complessi.

Il terzo pilastro è rappresentato da una piattaforma aperta. Il sostegno di AMD a toolchain e architetture di calcolo open-source rafforza la filosofia di apertura di Generative Bionics, rendendo lo stack di Physical AI condivisibile, modulare ed estendibile all’interno di un ecosistema collaborativo.

Nel loro complesso, queste componenti permettono ai robot di andare oltre la semplice esecuzione di comandi, favorendo l’apprendimento dall’esperienza fisica, il miglioramento progressivo dei comportamenti e una risposta sempre più fluida a scenari industriali dinamici e variabili.

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