Un ex agente CIA prova a riempire i vuoti. Non con prove impossibili, ma con fatti concreti e buon senso. E quello che racconta è sconvolgente.
Non è un mistero per nessuno che ciò che l’establishment di Washington ci concede di sapere – attraverso i suoi portavoce, i suoi think tank, i suoi esperti pagati – è un puntino luminoso in una stanza buia. Il resto sono silenzi, omissis, contraddizioni, incongruenze, archivi classificati. Eppure, ogni tanto, qualcuno che è stato dentro l’ingranaggio principale apre una crepa. Qualcuno come John Kiriakou .
Ex agente della CIA, ex detenuto per aver detto la verità sulle torture, oggi testimone di una guerra che gli americani non volevano e che pochi capiscono. Nell’intervista appena rilasciata a Tucker Carlson, Kiriakou ha sparato almeno tre notizioni . Tre rivelazioni talmente forti che, se anche solo in parte vere, cambiano tutto il quadro. E intorno a queste rivelazioni c’è un vuoto di informazioni ufficiali così profondo che l’unico modo per riempirlo è fare congetture, possibilmente ragionevoli. Ciò che farebbe chiunque con un briciolo di buon senso.
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