Ti hanno rubato il telefono? Agire nei primi minuti è fondamentale per non perdere nulla. Ecco un vademecum completo con tutti i passaggi da seguire.
Il momento in cui ti rendi conto che il tuo telefono è sparito è quello che conta di più. Rendersi conto immediatamente del furto e agire di conseguenza nel più breve tempo possibile diventa fondamentale per non perdere l’accesso al conto corrente, SPID, email, social network e tanto altro.
Ci sono più passaggi da seguire in un ordine preciso che coinvolgono l’operatore telefonico, le forze dell’ordine, la banca e i gestori dell’identità digitale. La buona notizia è che in Italia queste procedure sono oggi più rapide grazie al nuovo portale Denunce online della Polizia di Stato.
Ma vediamo step by step tutto quello che devi fare per rimediare ed evitare di correre rischi ulteriori una volta constatato che ti hanno rubato il telefono.
1. Localizzare e bloccare il telefono
Se hai un altro dispositivo a portata di mano, la prima cosa da fare è usare i servizi di localizzazione per provare a rintracciare il tuo smartphone. Trova il mio dispositivo di Android o Dov’è da iPhone sono le due app di riferimento.
Da Android devi effettuare l’accesso col tuo profilo Google, avere la geolocalizzazione attiva e avere configurato il servizio Find Hub.
Per gli iPhone è necessario accedere ad iCloud con la geolocalizzazione attiva. Da questi servizi puoi bloccare il telefono da remoto, visualizzarne l’ultima posizione nota e, se necessario, cancellarne il contenuto.
2. Bloccare la SIM
L’azione più urgente di tutte prevede il blocco della SIM, così da evitare che il ladro possa usare il tuo numero per chiamate, SMS o codici OTP. Ogni operatore ha un suo canale dedicato e attivo 24 ore su 24, eccone alcuni:
- TIM: numero 119, +39 33 99 119 dall’estero, oppure modulo di blocco/sblocco IMEI via email a [email protected];
- WindTre: numero 159, 1928 per Business, +39 320 5000 200 dall’estero;
- Vodafone: 190 da rete Vodafone, 800 100 195 da rete fissa o da altro operatore, +39 349 2000 190 dall’estero o area personale online;
- Fastweb: numero 192 193 o +39 375 600 4193 dall’estero;
- Iliad: modulo online da inviare via fax al numero 02 303 77 960 per bloccare SIM e IMEI, per richiedere subito la SIM sostitutiva chiama il numero 177.
3. Bloccare l’IMEI
Oltre alla SIM, è necessario bloccare anche l’IMEI per far sì che il ladro non possa inserire un’altra scheda telefonica funzionante. Puoi trovare il codice a 15 cifre sulla confezione originale, sulla fattura d’acquisto o componendo *#06# su un dispositivo gemello.
La richiesta di blocco IMEI va inoltrata all’operatore, di norma allegando anche la denuncia effettuata presso le forze dell’ordine.
4. Presentare la denuncia
Il blocco IMEI e i rimborsi assicurativi richiedono quasi sempre una denuncia formale. Oggi hai tre strade per procedere.
La prima è il portale Denunce online della Polizia di Stato, accessibile tramite il sito denunceonline.poliziadistato.it con SPID o CIE. Questo servizio è accessibile per lo smarrimento di beni personali, con un verbale protocollato che sarà disponibile nella tua area personale del portale entro 96 ore senza doverti presentare in ufficio.
Per il furto puoi trasmettere una pre-denuncia da formalizzare entro 48 ore in un ufficio di Polizia, con appuntamento fissato online.
In alternativa c’è il servizio Denuncia vi@ Web dei Carabinieri, utilizzabile per furto ad opera di ignoti o smarrimento, con conferma e firma in caserma entro 48 ore.
Come terza e ultima via c’è il metodo tradizionale, ossia uno sportello fisico presso la Questura, il Commissariato o una Caserma dei Carabinieri portando con sé documento, marca, modello, colore e IMEI del telefono.
Fai attenzione ai tempi legali. Per il furto semplice hai 3 mesi dal momento in cui vieni a conoscenza del fatto, termine oltre il quale perdi il diritto di chiedere la punizione del colpevole. Il furto aggravato è invece procedibile d’ufficio e non ha questo limite, ma prima denunci meglio è.
Se sei all’estero la denuncia va presentata alle autorità di polizia locali, poiché la competenza è del Paese in cui è avvenuto il fatto. Se insieme al telefono ti hanno rubato anche i documenti, rivolgiti al Consolato o all’Ambasciata italiana più vicini per ricevere l’ETD per il rientro.
5. Bloccare carte di pagamento
A questo punto, puoi chiamare subito il numero verde della tua banca oppure procedere tramite app per bloccare le carte di pagamento.
Ricordati che prima del blocco, la tua responsabilità per operazioni non autorizzate è limitata a 50 euro, dopo il blocco non rispondi più di nulla salvo colpa grave.
Accedi anche da PC all’home banking, cambia la password e disconnetti il dispositivo rubato dalla sezione dei dispositivi associati. Infine, disattiva i wallet digitali da iCloud per Apple Pay e da pay.google.com per Google Pay.
6. Mettere in sicurezza l’identità digitale
Ora puoi contattare il tuo gestore SPID e chiedere la sospensione immediata delle credenziali, reversibile non appena rientri in possesso dei tuoi dati.
Se avevi un’app di autenticazione come Google Authenticator installata sul telefono, il rischio è più alto e quindi è consigliabile agire il prima possibile.
Per la CIE, se non hai la tessera fisica con te, contatta il tuo Comune di residenza per il blocco delle funzionalità digitali. Cambia infine le password di email, dei social network e dell’app IO da un altro dispositivo.
Cosa fare nei giorni successivi
Dopo aver completato tutti i passaggi citati nei capitoli precedenti, non ti resta che aspettare. Nei giorni successivi è consigliabile monitorare estratti conto e movimenti delle carte, così da intercettare eventuali spese non autorizzate.
Verifica anche che non siano stati aperti servizi o richieste a tuo nome tramite lo SPID rubato, controllando enti come l’INPS o l’Agenzia delle Entrate.
Se hai una copertura assicurativa, presenta la richiesta di rimborso allegando la denuncia.
Fai inoltre attenzione alle truffe. Se ti contatta qualcuno che dice di essere il gestore del tuo SPID o del tuo conto bancario e ti chiede codici OTP e password, chiudi subito. Si tratta certamente di malintenzionati, poiché nessun operatore richiede per telefono questi dati sensibili.
Se infine sei all’estero e non parli la lingua locale, puoi chiedere il supporto alla tua struttura ricettiva oppure rivolgerti direttamente al Consolato italiano che potrà aiutarti anche sulla denuncia locale.
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