Ecco in quali Paesi dell’Europa navigare sul web con il cellulare può costare un vero salasso.
Le vacanze estive stanno entrando nel vivo e milioni di italiani si preparano a viaggiare fuori dai confini nazionali. Durante l’organizzazione del viaggio c’è un dettaglio che in molti tendono a trascurare e che rischia di mettere a dura prova il budget a propria disposizione, la tariffazione dello smartphone.
Da tempo, i cittadini europei si sono abituati alla comodità del Roaming Like Home, ovvero l’accordo comunitario che permette di utilizzare i minuti, gli SMS e gran parte dei giga della propria offerta nazionale in tutta l’Unione Europea senza costi aggiuntivi. Questa certezza rischia di trarre molti viaggiatori in errore, è però errato pensare che la totale gratuità del traffico sia applicabile a tutti i viaggi in Europa. C’è una trappola geografica e burocratica che i principali operatori applicano alla lettera e che può azzerare il credito dei cittadini meno attenti.
L’errore dell’Europa geografica: dove non vale il Roaming Zero
Il primo grande errore commesso dai consumatori consiste nel confondere l’Europa geografica con l’Unione Europea politica. Le regole comunitarie sul roaming si applicano esclusivamente ai Paesi membri dello Spazio Economico Europeo (SEE). Dunque, quando si valica il confine di una nazione politicamente extra-UE, le tariffe nazionali decadono istantaneamente e vengono sostituite da piani tariffari a consumo dai costi esorbitanti.
Il caso più eclatante è quello della Gran Bretagna che, dopo la concretizzazione della Brexit, è ufficialmente uscita dagli obblighi normativi di Bruxelles. Sebbene nei primi anni alcuni operatori italiani abbiano mantenuto una fittizia proroga della gratuità per fini commerciali, oggi la situazione è ben diversa. Mandare un messaggio su WhatsApp a Londra o navigare sul web può costare un vero e proprio salasso. Un’altra destinazione problematica è l’Albania, divenuta negli ultimi anni una meta balneare molto gettonata. Il paese delle aquile, pur essendo al centro delle rotte turistiche del Mediterraneo, non fa parte dell’Unione Europea. Qui le tariffe di roaming applicate dai gestori italiani sono tra le più care in assoluto.
Ancora più problematico è il caso della Svizzera, il paese si trova proprio al centro del continente e molti viaggiatori lo attraversano in auto o in treno, dimenticandosi di disattivare il traffico dati durante il passaggio. Bastano pochi chilometri sotto una cella telefonica elvetica per vedersi scalare cifre importanti dal conto telefonico. Non vanno poi dimenticati i Paesi della macro-regione balcanica come il Montenegro, la Serbia o la Macedonia del Nord, anch’essi totalmente esclusi dalle tutele del roaming gratuito.
I costi nascosti: cosa succede se si naviga senza una tariffa estero
Quando utilizziamo il traffico dati in assenza di un pacchetto specifico per i Paesi extra-UE siamo soggetti a tariffe a consumo, perciò paghiamo per ogni singolo megabyte (MB) utilizzato. In Albania, per esempio, un singolo megabyte può costare da 1 a oltre 5 euro a seconda del proprio gestore. Per capire meglio la questione dei consumi dobbiamo considerare che l’apertura di una singola pagina web con molte immagini oppure la riproduzione di un video di pochi secondi sui social consuma facilmente tra i 10 e i 20 MB. Ciò significa che cinque minuti di navigazione distratta possono tradursi in un addebito di 50 o 100 euro.
La legge prevede un tetto massimo di salvaguardia, fissato tendenzialmente intorno ai 60 euro, oltre il quale la connessione viene bloccata automaticamente dall’operatore per evitare il dissesto finanziario del cliente. Tuttavia, trovarsi con il telefono isolato all’inizio di una vacanza può diventare un disagio enorme.
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Il pericolo dei micro-Stati e del roaming marittimo
Un’altra insidia per i viaggiatori è rappresentata dai micro-Stati o dalle aree di confine. Se vi trovate a ridosso dei confini marittimi o terrestri di una nazione extra-UE, lo smartphone potrebbe agganciare il segnale dello Stato non tutelato. Questo può accadere, per esempio, su un traghetto diretto verso la Grecia che passa a ridosso delle acque territoriali albanesi.
I viaggi in mare e in traghetto hanno poi un’ulteriore livello di insidia, il roaming marittimo non è infatti regolato da nessun accordo internazionale sui prezzi. Quando le navi si allontanano dalla costa, i telefoni si collegano alle antenne satellitari di bordo, con il rischio di ricevere addebiti stellari anche solo per le notifiche delle app.
Come difendersi e risparmiare
Durante i viaggi lo smartphone è diventato uno strumento indispensabile, dalle prenotazioni alle mappe, passando per i wallet digitali, questo dispositivo semplifica notevolmente la vita fuori casa. Utilizzarlo evitando i salassi dovuti al roaming extra-UE è possibile, soprattutto se si gioca d’anticipo prima di superare i confini nazionali.
Prima di partire, è fondamentale consultare il sito ufficiale del proprio gestore telefonico controllando la lista esatta dei Paesi inclusi nella propria offerta e le eventuali opzioni attivabili per l’estero. Tutti i principali brand offrono infatti pacchetti settimanali o giornalieri per i viaggi internazionali. Con una spesa che varia dai 10 ai 30 euro è quindi possibile ottenere un pacchetto di giga e minuti sufficiente a coprire l’intero soggiorno all’estero.
Inoltre, se lo smartphone supporta le eSIM (embedded SIM) è possibile acquistare online e installare sul proprio telefono una scheda virtuale valida per il Paese che si intende visitare. Numerose piattaforme specializzate offrono pacchetti dati locali a prezzi estremamente competitivi. Come ulteriore forma di protezione è bene disattivare l’opzione «Roaming Dati» dalle impostazioni del telefono non appena si lascia l’Italia o l’Unione Europea, solo in questo modo si eviterà di spendere decine di euro per un solo momento di distrazione.