Cosa è accaduto a Wall Street il 10 ottobre

Il commento di Goldman Sachs Asset Management sul sell off che ha colpito i mercati azionari il 10 ottobre scorso

Cosa è accaduto a Wall Street il 10 ottobre

Poco più di una settimana fa, i mercati azionari globali hanno vissuto una delle giornate più turbolente, sicuramente la peggiore degli ultimi otto mesi per Wall Street, dove i principali indici sono crollati, mentre l’indice VIX - una misura della volatilità del mercato azionario statunitense – ha toccato i massimi di sei mesi.

Ma cosa è successo esattamente? Un’analisi del sell off che ha colpito i mercati lo scorso 10 ottobre arriva da Goldman Sachs Asset Management: diversi i fattori che hanno causato il cedimento e non tutti riferibili solo a quel singolo, drammatico giorno.

Diversi fattori

Il tonfo dei mercati azionari, in primis quello della Borsa di New York, il 10 ottobre scorso, non sarebbe ascrivibile ad un’unica causa, ma a più fattori: una risposta ritardata all’aumento dei tassi reali globali e in particolare degli Stati Uniti, la linea dura espressa dai politici statunitensi, preoccupazioni riguardo la crescita globale e il commercio.

Inoltre, secondo gli analisti di GSAM:

“l’andamento dei tassi è il fattore chiave dietro il sentimento deludente verso i mercati azionari questa settimana, con rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi nominali e reali a 10 anni superiori rispettivamente al 3,25% e all’1%, sui massimi del 2011”.

Ottobre come febbraio?

GSAM ricorda che l’indice VIX ha registrato la sua maggiore variazione percentuale già nel mese di febbraio e che il picco toccato a ottobre, sebbene alto, non era dello stesso livello.

Sul fronte degli scambi, gli analisti osservano che il volume registrato di recente è stato inferiore rispetto a quello di febbraio, circostanza che suggerirebbe come si siano registrate meno vendite dettate dal panico, sebbene gli investitori siano stati comunque influenzati dall’indice di volatilità relativo all’S&P 500.

“Siamo attenti al potenziale di un’ulteriore inversione della curva VIX e di maggiori correlazioni di singoli titoli, in quanto ciò può incoraggiare l’attività speculativa nelle azioni più performanti”

sottolineano gli analisti.

La crescita: Usa versus resto del mondo

Rispetto alle altre economie, gli Stati Uniti, prima del sell off del 10 ottobre scorso, mostravano una crescita forte e continua a fronte di una crescita moderata registrata in altre aree del mondo.

Nel 2018, le azioni statunitensi hanno guadagnato l’8% mentre quelle dei mercati sviluppati sono cresciute di appena un punto percentuali e quelle Eafe e dei mercati emergenti, invece, sono scese rispettivamente del 7% e del 14%. Insomma, gli Usa hanno sovraperfomato la crescita globale.

La dinamica registrata a Wall Street il 10 ottobre si configura dunque come una pausa dell’eccezionalità statunitense rispetto agli altri mercati: i risultati del terzo trimestre aiuteranno a capire se e come avverrà la ripresa. Inoltre, gli analisti ricordando che gli utili societari statunitensi quest’anno sono stati piuttosto solidi, sebbene i margini di profitto abbiano risentito di un aumento dei costi, che si è riflesso poi sui prezzi.

Più in generale, sullo scenario macroeconomico globale hanno inciso la crescita moderata, le tensioni commerciali e le incertezze politiche. In Cina, ad esempio, la crescita è rallentata e le previsioni suggeriscono ulteriori frenate; l’Europa, in cerca di una ripresa sostenuta, affronta sfide politiche come quella dell’Italia, mentre le economie emergenti, sulle importazioni dei materie prime, risentono dell’andamento del prezzo del petrolio.
Questo insomma lo sfondo in cui operano le imprese.

Le valutazioni sul mercato azionario

Dato il contesto economico attuale, le valutazioni azionarie statunitensi sembrano essere ragionevoli, mentre “le valutazioni Em appaiono sottovalutate rispetto alla loro storia e rispetto agli Stati Uniti”.

“Prevediamo una crescita del PIL reale del 2,9% quest’anno e una crescita degli utili annui a due cifre basse. Tuttavia, prevediamo una crescita moderata al 2,1% nel 2019 e riteniamo che la dinamica degli utili rallenterà man mano che l’impulso dallo stimolo fiscale si affievolisce e le pressioni sui prezzi aumentano. Pertanto, prevediamo che le valutazioni azionarie si contrarranno fino al 2020”

fanno sapere da GSAM.

Secondo gli analisti, inoltre, i segni dell’eccesso nel mercato azionario statunitense sono in aumento ma non ancora in discussione. Considerando domanda e prezzi nel mercato dell’offerta pubblica iniziale e la risposta del mercato a seguito di questa operazione,

“Le aziende hanno aumentato il prezzo a cui dovranno emettere le proprie azioni sul mercato in più occasioni, suggerendo entusiasmo per l’ambiente di mercato, eppure i prezzi delle azioni non si sono apprezzati materialmente una volta che giunti nel mercato secondario”.

Detto ciò, GSAM sottolinea però che non ha ancora osservato un “deterioramento della qualità delle aziende”.

Il rendimento dei Titoli di Stato

Al sell off azionario del 10 ottobre scorso non è seguita una forte reazione da parte del mercato dei titoli a reddito fisso, In particolare, l’aumento del rendimento dei Treasury americani è stato dovuto a più fattori, come la forte e costante crescita economica degli Usa.

Anche in altri Paesi, i titoli di Stato sembrano aver seguito l’andamento di quelli statunitensi, sebbene le dinamiche vadano contestualizzate Paese per Paese: nel Regno Unito, ad esempio, i rendimenti sono stati influenzati dai negoziati con l’Ue e in Canada dal nuovo accordo commerciale con Usa e Messico.

E l’Italia? Qui “i rendimenti restano elevati rispetto ai timori di sostenibilità fiscale”.

Il futuro dei mercati e i settori da monitorare

Cosa aspettarsi, dunque, in futuro? Tenendo conto che i bruschi movimenti dei mercati, come quello del 10 ottobre – come già detto – sono la conseguenza di più fattori e considerando uno scenario macroeconomico piuttosto sfumato nel quale sono inseriti, GSAM, nel suo Outlook Investment 2018, prevede una moderazione nella crescita, sebbene resti ancora espansiva, e una maggiore volatilità che può creare opportunità di investimento.

Gli analisti ritengono, infine, “che sia prematuro per gli investitori ridurre il rischio”.

I settori da tenere sotto osservazione per capire l’andamento dei mercati azionari, anche alla luce delle recenti misure protezionistiche adottate dagli Usa? I beni di lusso, il settore automobilistico e quello dei semiconduttori sono da monitorare attentamente.

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