Allerta S&P 500: supporti a rischio dopo l’escalation in Medio Oriente. Ecco cosa aspettarsi.
L’indice S&P 500 ha chiuso il mese di febbraio in calo di circa 50 punti, rispettando una stagionalità storicamente sfavorevole ma senza offrire segnali di rottura decisiva.
La chiusura in area 6878 si è infatti mantenuta comodamente all’interno di un intervallo laterale ormai ben definito. Il mercato continua a muoversi in una fase di consolidamento che dura da settimane e la vera domanda è se marzo riuscirà finalmente a imprimere una direzione chiara. L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran nel fine settimana potrebbe rappresentare un catalizzatore, ma sarà l’analisi tecnica a fornire le indicazioni più affidabili sulla natura di un eventuale movimento.
Sul grafico mensile, febbraio si conferma come uno dei mesi più deboli per lo S&P 500, avendo registrato un massimo, un minimo e una chiusura inferiori rispetto al mese precedente. Tuttavia, l’ampiezza della variazione è stata contenuta e la candela formatasi non evidenzia pattern di inversione netti. Marzo, storicamente sesto per performance media con un guadagno intorno all’1%, è spesso caratterizzato da movimenti ampi e talvolta violenti, come accaduto nel 2020 e nel 2025. Una chiusura sotto il minimo di febbraio in area 6775 potrebbe iniziare a delineare una struttura di inversione più credibile. [...]
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