10 titoli sulla difesa che stanno sbancando a Wall Street

Redazione Money Premium

16 Marzo 2026 - 07:23

Spesa militare verso i 3.100 miliardi con difesa hi-tech e IA bellica: i 10 titoli da tenere d’occhio.

10 titoli sulla difesa che stanno sbancando a Wall Street

L’escalation in Medio Oriente ha riportato il settore difesa al centro dell’attenzione dei mercati finanziari globali. Dopo l’operazione congiunta tra Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani, la volatilità è aumentata rapidamente: l’indice S&P VIX ha superato quota 22, livello che storicamente coincide con una revisione del pricing degli asset rischiosi.

Parallelamente, petrolio ed energia hanno registrato forti rialzi, mentre i titoli travel sono stati penalizzati. I contractor della difesa, al contrario, hanno consolidato una sovraperformance già avviata dall’inizio del 2026.

Il driver non è solo congiunturale. La spesa militare globale è proiettata verso i 3.100 miliardi di dollari entro il 2030, mentre gli Stati Uniti potrebbero arrivare a 1.500 miliardi annui qualora venissero approvate le ultime proposte di bilancio. Il riarmo europeo, la modernizzazione NATO, la competizione nell’Artico, le tensioni nel Mar Cinese Meridionale e i conflitti ibridi stanno creando un ciclo di investimenti strutturale. Inoltre, l’integrazione di intelligenza artificiale, sensoristica avanzata, sistemi autonomi e capacità ipersoniche sta spingendo le valutazioni del comparto verso multipli più simili al tech.

Tra le mid cap più dinamiche emerge Astronics Corporation, con una capitalizzazione di circa 2,9 miliardi di dollari. Nel quarto trimestre 2025 ha registrato ricavi record pari a 240,1 milioni (+15% su base annua), sostenuti dalla domanda di sistemi di alimentazione per cabine e soluzioni di illuminazione militare. Il backlog ha toccato livelli storici, mentre il tasso di crescita annuo composto degli utili atteso a 3-5 anni supera il 19%, contro una media settoriale intorno al 12%. Il rapporto PEG risulta a sconto di circa il 14% rispetto al comparto, segnale che la crescita compensa multipli apparentemente elevati.

Nel segmento materiali avanzati si distingue ATI Inc., capitalizzazione di circa 22,8 miliardi di dollari. Nel quarto trimestre 2025 ha generato 1,2 miliardi di ricavi con un EBITDA adjusted di 232 milioni, pari a un margine del 19,7% (+180 punti base anno su anno). La società produce sei delle sette leghe di nichel più avanzate per motori a reazione e beneficia della diversificazione delle forniture di titanio al di fuori della Russia. Le stime indicano una crescita degli utili a lungo termine del 24%, con otto revisioni al rialzo negli ultimi tre mesi e nessuna al ribasso.

Nel business aftermarket aeronautico, AAR Corp. (4,7 miliardi di market cap) ha riportato nel secondo trimestre fiscale 2026 ricavi per 686 milioni (+16%), con un aumento dell’utile operativo del 28%. L’EPS è atteso in crescita di circa il 20% nell’esercizio 2026, mentre i ricavi potrebbero raggiungere 3,21 miliardi (+15%). La leva finanziaria netta è scesa a 2,49x da 3,17x, rafforzando la struttura patrimoniale in vista di ulteriori acquisizioni.

Una delle realtà con la migliore crescita percentuale è Innovative Aerosystems, Inc., capitalizzazione intorno ai 490 milioni di dollari. Nel primo trimestre 2026 ha registrato ricavi per 21,8 milioni (+36,5%) ed EBITDA in aumento del 141%. L’azienda ha avviato la produzione su larga scala del flight control computer digitale per l’F-16 e punta a portare il fatturato annuo a 250 milioni rispetto agli attuali 90 milioni. L’EPS forward è stimato in crescita del 27%, dopo un incremento del 178% negli ultimi dodici mesi.

Sul fronte dei business jet e difesa integrata, Bombardier Inc. ha raggiunto nel 2025 ricavi record per 9,55 miliardi di dollari (+oltre 10%), con un quarto trimestre da 3,69 miliardi (+19%). La crescita dei servizi e della divisione difesa ha sostenuto l’espansione dei margini, mentre l’EPS è aumentato del 178% su base annua. Il PEG risulta a sconto del 27% rispetto al settore, nonostante la forte performance borsistica.

Tra i colossi, Lockheed Martin Corporation mantiene un backlog di circa 194 miliardi di dollari, pari a 2,5 volte le vendite annuali. Nel 2025 i ricavi hanno raggiunto 75 miliardi (+6%), sostenuti da consegne record di F-35 e missili intercettori. Il piano di aumento della produzione del sistema PAC-3 MSE prevede un’espansione da 600 a 2.000 unità annue. Il titolo quota circa 22 volte gli utili, con un PEG a sconto del 34% e 30 anni consecutivi di dividendi, di cui 23 in crescita.

RTX Corporation, con una capitalizzazione di circa 285 miliardi di dollari, ha chiuso il 2025 con un backlog record di 268 miliardi (+23%) e vendite per 88,6 miliardi (+11%). Nel quarto trimestre i ricavi sono saliti del 12% a 24,2 miliardi. Il mix internazionale rappresenta il 47% del portafoglio ordini, incluso un contratto da 1,2 miliardi per sistemi Patriot alla Spagna. L’EPS 2026 è atteso in crescita dell’8,3%, con dividendo ininterrotto da 36 anni.

Tra le nuove quotate spicca Karman Holdings Inc., capitalizzazione di circa 12,3 miliardi. I ricavi sono cresciuti con un CAGR del 24% negli ultimi tre anni. Le stime indicano un aumento degli utili del 219% nell’esercizio 2025 e dell’80% nel 2026, con ricavi attesi a 710 milioni (+51%). L’acquisizione di due società specializzate nella difesa marittima per 220 milioni amplia l’esposizione ai programmi navali e missilistici statunitensi.

Nel comparto droni e ipersonica, Kratos Defense & Security Solutions, Inc. ha registrato nel 2025 ricavi per 1,346 miliardi (+18,5%). Il management punta a portare la produzione del drone Valkyrie a 40 unità annue entro il 2027 e a raddoppiare i ricavi nel segmento ipersonico a 400 milioni nel 2026. Le stime prevedono un incremento dell’EPS del 41% nel 2026, con ricavi a 1,66 miliardi (+23%).

Infine, V2X, Inc. ha chiuso il 2025 con ricavi per 4,48 miliardi (+4%) e un doppio earnings beat nel quarto trimestre. La pipeline qualificata supera i 60 miliardi di dollari, con contratti che includono modernizzazione F-16, programmi di addestramento T-6 e servizi per sensori spaziali. Il titolo tratta a circa 12 volte gli utili, con un PEG a sconto del 67% rispetto al settore e una crescita EPS forward superiore al 20%.

Il settore difesa combina visibilità sui flussi di cassa, backlog pluriennali e crescita strutturale legata a tecnologie avanzate e nuove dottrine militari. L’attuale contesto geopolitico ha accelerato un trend già in atto: la sicurezza nazionale è tornata priorità assoluta nei bilanci pubblici, e i mercati stanno premiando le società meglio posizionate lungo questa nuova traiettoria di investimento globale.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.