Russia e Nato, cosa c’è dietro l’incontro tra Orban e Trump

Roberto Vivaldelli

12/03/2024

L’asse tra l’ex presidente Usa Donald Trump e Viktor Orban può avere risvolti internazionali importanti, a cominciare dalla Nato. Ecco cosa c’è dietro.

Russia e Nato, cosa c’è dietro l’incontro tra Orban e Trump

L’incontro a Mar-a-Lago (Florida) tra l’ex presidente Usa Donald Trump e il premier ungherese Viktor Orban ha provocato un’ondata di critiche e polemiche all’indirizzo dei due leader da parte dell’establishment liberale.

Il presidente Joe Biden ha sfruttato l’incontro tra i due leader «antisistema» per rimarcare il «mantra» della sua campagna elettorale circa la tutela della democrazia «in patria e nel mondo» come ha avuto modo di sottolineare nel suo discorso allo Stato dell’Unione. I due nemici, manco a dirlo, sono proprio Trump (minacciai interna) e il leader russo, Vladimir Putin (la minaccia esterna). Il «link» tra i due, in questa reductio ad Hitlerum, il collegamento, due sarebbe appunto il premier magiaro inviso all’establishment Ue per via delle sueposizioni sull’immigrazione e sulla guerra in Ucraina.

Biden all’attacco di Trump e Orban

«Sapete con chi si è incontrato oggi a Mar-a-Lago?». Ha detto Biden durante un evento elettorale in Pennsylvania. «L’ungherese Orban, che ha dichiarato apertamente di non pensare che la democrazia funzioni, ma di cercare una dittatura». Il presidente ha aggiunto che i leader mondiali gli avrebbero confidato che Trump «non può vincere di nuovo, perché è in gioco la democrazia». Una strategia pericolosa e manichea, quella del presidente uscente, che rischia di polarizzare un dibattito già molto teso. Trump, in un post sulla piattaforma Truth Social, ha dichiarato che è stato un onore avere il primo ministro ungherese e sua figlia Flóra nel suo resort.

«Viktor è un grande leader, rispettato in tutto il mondo», ha scritto. «L’Ungheria è un Paese sicuro grazie alle sue forti politiche sull’immigrazione, e finché lui sarà al comando, lo sarà sempre!». L’Ungheria e Orban sono un punto di riferimento per il mondo conservatore poiché il leader magiaro è simbolo della lotta all’immigrazione illegale - tema al centro dell’agenda politica di The Donald - senza contare che i due leader hanno un acerrimo nemico in comune: il finanziere liberal George Soros e la sua rete filantropica. La campagna di Trump ha dichiarato che durante l’incontro si sono affrontate «un’ampia gamma di questioni che riguardano l’Ungheria e gli Stati Uniti», tra cui l«’importanza fondamentale di confini forti e sicuri per proteggere la sovranità di ciascuna nazione».

Ungheria, spina nel fianco della NATO al fianco di The Donald

Budapest potrebbe inoltre rappresentare un valido alleato di Donald Trump in Europa e nell’ambito dell’Alleanza Atlantica. Un possibile ponte per un dialogo franco con la Federazione russa, al fine di congelare il conflitto in Ucraina e stipulare un Patto di sicurezza con Mosca: che non significa affatto raggiungere la «pace» ma arrivare a un congelamento del conflitto. Obiettivo che un eventuale amministrazione Trump vorrebbe raggiungere in tempi brevi, al fine di concentrarsi sul Pacifico e sul contenimento della Cina. L’Ungheria diventerebbe così un prezioso alleato dell’amministrazione Usa in Europa, archiviando così i pessimi rapporti avuti con Joe Biden.

Non a caso, in questa fase l’Ungheria sta mettendo i bastoni di traverso ai piani dell’Alleanza Atlantica, ad esempio bocciando la candidatura del primo ministro olandese Mark Rutte a segretario generale della NATO, come ha confermato il ministro degli Affari esteri e del Commercio Péter Szijjártó.

Motivo? Le infelici affermazioni di Rutte all’indirizzo di Budapest. Il secondo mandato dell’attuale capo della NATO Jens Stoltenberg – prorogato due volte di un anno a causa della guerra in Ucraina – scadrà infatti a ottobre e la maggior parte degli Stati membri della NATO desidera avere una nuova persona in carica prima delle elezioni europee. Per essere eletto, un candidato ha bisogno del voto di tutti gli Stati membri: anche in questo senso potrebbe consolidarsi l’asse Trump/Orban, al fine di intralciare i piani di chi vorrebbe un Segretario generale alla Stoltenberg, prono a un certa élite politica che domina in occidente. Per questo l’incontro tra Trump e Orban di Mar-a-Lago ha dei risvolti non solo sul piano della campagna elettorale statunitense, ma potrebbe averli anche sul piano internazionale.