Coronavirus: stop salvataggio migranti. Più morti in mare?

Il coronavirus costringe allo stop anche le missioni di salvataggio dei migranti in mare. Le ong stanno annunciando il fermo delle loro navi per motivi precauzionali sanitari. Cosa significa questo per i richiedenti asilo?

Coronavirus: stop salvataggio migranti. Più morti in mare?

Il coronavirus ferma anche le missioni di salvataggio dei migranti. Le navi delle ong impegnate nel soccorso dei richiedenti asilo nel Mare Mediterraneo, causa pandemia, dovranno fermare le loro attività.

Con profondo rammarico, ma in piena sintonia con le misure restrittive necessarie per contenere i contagi, le più importanti organizzazioni non governative stanno annunciando lo stop delle loro imbarcazioni.

Non partiranno più, da questo momento fino a data da definirsi, le missioni di salvataggio dei migranti nel Mediteranneo. Quali effetti ci saranno? Se i sovranisti e i nazionalisti dei “porti chiusi” potrebbero dirsi soddisfatti di questa nuova situazione, in realtà la novità rischia soltanto di aggravare il bilancio dei morti in mare.

I migranti, infatti, starebbero tornando sulle coste europee, nonostante il coronavirus.

Il coronavirus ferma i salvataggi dei migranti. Ecco perché

Gli equipaggi e le imbarcazioni erano pronte per nuove e necessarie missioni in mare, in difesa dei disperati migranti in viaggio verso l’Europa. Il coronavirus, però, si è rivelato più forte delle ragioni umanitarie e ha costretto le ong ad uno stop delle loro attività.

I motivi sono facilmente intuibili. L’epidemia è diventata talmente potente, diffusa e pericolosa per la salute delle popolazioni, che le misure restrittive sugli spostamenti devono essere rispettate anche dalle organizzazioni non governative.

L’attuale situazione dello stop delle navi ong in mare è ben spiegata da Mediterranea Saving Humans:

“Lo svilupparsi della pandemia nella quale ci troviamo immersi, e le sacrosante misure adottate per tentare il contenimento del contagio, e per tentare di salvare le persone più fragili ed esposte, ci impone oggi congelare l’attività operativa in mare…...da qui la decisione di congelare la partenza della nostra missione in mare, monitorando giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, l’evolversi della situazione fino a” quando l’emergenza COVID-19 renderà possibile tornare ad essere operativi.

Sono ferme anche le imbarcazioni di Sea Watch, Sos Mediterranée e Medici senza frontiere. Si preannuncia, quindi, un periodo complesso anche per l’immigrazione via mare. I viaggi, infatti, non sono affatto bloccati.

Migranti in arrivo via mare: cosa aspettarsi senza salvataggi?

Nonostante i numeri degli sbarchi in Italia a marzo siano pressoché nulli, difficilmente si può affermare che i migranti abbiano smesso i loro spostamenti di fortuna per timore del coronavirus.

Negli ultimi giorni, infatti, si sono registrati nuovi arrivi sulle nostre coste. Il Viminale ha segnalato l’approdo in Italia di circa 180 migranti tra il 12 e 13 marzo. Bisogna poi considerare che i cosiddetti sbarchi autonomi, che in questi giorni hanno coinvolto l’isola di Lampedusa.

Il sindaco ha allertato sulla necessità di controlli e spazi per mettere in quarantena i migranti, secondo le misure anti-coronavirus.

Una situazione complicata, quindi, che potrebbe aggravarsi se gli sbarchi iniziassero a intensificarsi con la bella stagione. Senza il sostegno delle criticate e discusse missioni delle ong, si prospettano altre morti innocenti di migranti nel Mediterraneo?

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