Coronavirus Regno Unito: Johnson cambia rotta? In arrivo nuove misure

Coronavirus nel Regno Unito: Boris Johnson annuncia nuove misure più restrittive per arginare i contagi in aumento nella nazione. Un cambio di rotta nella strategia politica britannica contro l’epidemia?

Coronavirus Regno Unito: Johnson cambia rotta? In arrivo nuove misure

Johnson si allinea all’Europa sulle misure contro il coronavirus in Regno Unito? Nonostante la titubanza mostrata finora nel voler assumere provvedimenti restrittivi, il premier britannico pare stia cambiando rotta.

L’epidemia avanza anche nella sua nazione, con ritmi preoccupanti e aumenti sia nei casi di contagio che di decessi. Ad oggi, il Paese ha superato i 4.000 positivi e i decessi sono arrivati a quota 168, con un balzo di 40 morti in più rispetto al giorno precedente.

In realtà, le previsioni sull’andamento dell’epidemia in Regno Unito erano già allarmanti, prima che cominciassero a palesarsi questi dati. Gli esperti avevano addirittura ipotizzato scenari da 500.000 morti.

Boris Johnson, però, non aveva risposto con il lockdown degli altri Stai europei. La sua convinzione era di poter salvaguardare comunque la nazione con altre vie, quali l’immunità di gregge, molto criticata.

Oggi, 20 marzo, qualcosa sembra che stia cambiando nella politica britannica contro il coronavirus: il premier Johnson cambia rotta? L’annuncio è di misure più restrittive e senza precedenti per l’UK.

Coronavirus in Regno Unito: Johnson annuncia nuove misure

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha annunciato - finalmente - nuove misure più rigorose per fronteggiare il coronavirus. E, soprattutto, per fermare i contagi che stanno interessando sempre più persone della popolazione.

Da Downing Street il premier ha parlato alla nazione lanciando provvedimenti necessari e finora non presi in considerazione. Da domani, quindi, caffè, bar e ristoranti dovranno restare chiusi. Stesso ordine per cinema, teatri, palestre, locali notturni, centri ricreativi.

Lo stop alle attività dei locali è arrivato con un certo ritardo rispetto a Paesi quali Italia e Spagna. Il distanziamento sociale, però, è considerato ora una assoluta necessità anche per il Regno Unito, che è costretto a rompere la sua resistenza.

Le parole di Johnson sono state chiare:

“Questi sono luoghi in cui le persone si incontrano e, in molti casi, lo scopo di queste attività è riunire le persone. Ma la cosa triste è che fisicamente dobbiamo tenere le persone separate.”

Si è dunque convinto anche il primo ministro britannico che il blocco e la chiusura sono interventi inevitabili. La mossa di interdire le attività di pub e locali appare, comunque, tardiva. Si aggiunge alla decisione di tenere chiuse le scuole fino a nuovo ordine.

Ma la popolazione, dopo una risposta così blanda da parte della politica sull’emergenza sanitaria, saprà adesso assumere un atteggiamento responsabile?

Coronavirus: cosa succederà nel Regno Unito?

Dopo la conferenza stampa di oggi, 20 marzo, non sono esclusi altri colpi di scena nella strategia di Johnson contro il coronavirus.

Lo stesso premier ha lasciato intendere di poter adottare altri rigorosi provvedimenti, soprattutto per la città di Londra, dove ancora si spostano milioni di persone in metro e con i trasporti pubblici.

La situazione è destinata a peggiorare ormai. In vista di scenari difficili, il ministro delle Finanze, dopo l’annuncio di un piano da 330 miliardi di sterline, ha rassicurato i lavoratori.

L’ultima promessa riguarda, infatti, il sostegno del Governo per chi non potrà lavorare. L’ipotesi è la copertura dell’80% del salario da parte dello Stato per chi sarà costretto a fermarsi.

La vera preoccupazione britannica, però, risiede nella capacità di assistenza sanitaria per eventuali malati da coronavirus. La nazione ha in dotazione metà dei ventilatori che possiede l’Italia e un numero di posti letto in terapia intensiva molto esiguo in confronto al nostro Paese.

Se, quindi, il premier Johnson sta davvero cambiando rotta sulla politica di contenimento dei contagi da coronavirus nel Regno Unito, la notizia è rincuorante.

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