Coronavirus Europa: a Lisbona torna il blocco

Il coronavirus non molla l’Europa. Anche se il nostro continente è ormai in piena fase di riapertura, alcuni Paesi tremano per i nuovi contagi. Tra questi il Portogallo. A Lisbona si torna indietro: ripristinato il blocco

Coronavirus Europa: a Lisbona torna il blocco

L’epidemia non è finita del tutto in Europa. A confermarlo ci sono i focolai tedeschi, l’aumento dei casi in Russia e Svezia e il passo indietro di Lisbona.

La capitale del Portogallo, infatti, è stata costretta a ripristinare misure restrittive abolite a maggio. Si torna al lockdown? Il blocco adottato nuovamente dal 23 giugno non è totale, ma rappresenta un campanello d’allarme: il coronavirus c’è ancora.

Ogni Stato europeo, infatti, si trova adesso nella delicata fase di apertura dell’economia e di stretta osservazione della curva epidemiologica. Anche la Spagna è appena uscita dallo stato di emergenza. Ma la paura della seconda ondata è forte ovunque.

Cosa sta succedendo in Portogallo e a Lisbona?

Paura epidemia a Lisbona: torna il blocco

Il 4 maggio erano state allentate alcune misure restrittive a Lisbona, dando il via anche nella capitale portoghese a una nuova fase.

Ora, però, il coronavirus è tornato a farsi minaccioso in alcune parti della città, tanto da indurre il presidente Costa a fare un passo indietro. Sono state reintrodotte, infatti, alcune restrizioni per arginare i contagi in aumento.

Dal 23 giugno a Lisbona, nello specifico in 15 municipi dell’area metropolitana, gli assembramenti consentiti sono soltanto di 10 persone al massimo. Alle ore 20, inoltre, chiudono tutti i negozi esclusi i ristoranti.

La regione che comprende la capitale è sottoposta allo stato di calamità, che ha quindi subito una proroga.

Nuova allerta coronavirus in Portogallo

La situazione epidemiologica in Portogallo era rimasta sotto i livelli di allarme nella fase di maggiore diffusione. Considerando anche i numerosi casi della vicina Spagna, il Governo portoghese aveva ricevuto più elogi che critiche sulla gestione coronavirus.

Circa 40.000 i casi totali e poco più di 1.500 i decessi. Dalla metà di maggio circa, però, a Lisbona e nei territori della valle del Tago i contagi sono tornati a salire, facendo registrare una media di 250 positivi al giorno.

Un ritmo non rassicurante secondo le autorità considerando anche che nelle prime due settimane di giugno, a livello europeo, il Portogallo ha registrato la seconda più alta incidenza di casi, come si può vedere nel grafico elaborato da Internazionale:

Casi coronavirus in Europa a giugno

Svezia, Portogallo e Russia sono i Paesi con maggiori aumenti in questo inizio di giugno all’insegna degli allentamenti.

Intanto, Lisbona ha risposto in modo deciso al rischio nuova ondata: si torna indietro con le misure restrittive. Altri Paesi europei, oltre alla Germania con i suoi focolai, rischiano di tornare al blocco?

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