Coronavirus: la Spagna esce dallo stato di emergenza

La Spagna esce dallo stato di emergenza proclamato per il coronavirus. La nazione iberica si appresta a tornare alla vera normalità in questa domenica, 21 giugno. Focus ora su turismo e sicurezza sanitaria

Coronavirus: la Spagna esce dallo stato di emergenza

In Spagna non c’è più lo stato di emergenza per il coronavirus. La novità è entrata in vigore domenica 21 giugno, con l’inizio dell’estate.

La nazione iberica, quindi, si appresta a inaugurare la stagione delle vacanze e del turismo nella migliore prospettiva. Nonostante si guardi ancora all’epidemia con una certa prudenza, il Paese ha aperto le sue frontiere con ottimismo.

Mentre la Germania è alle prese con l’accendersi di pericolosi focolai e l’Italia sta iniziando a mettere alla prova la stagione balneare, la Spagna ha cancellato definitivamente la dimensione dello stato di emergenza.

In Spagna non è più stato di emergenza

Come l’Italia, anche la Spagna ha dovuto fare i conti con un’epidemia aggressiva nel proprio Paese. La nazione iberica ha superato i 28.000 decessi per coronavirus, registrando oltre 245.000 casi di positività.

Lo Stato ha assistito a scene drammatiche a livello sanitario, imponendo, come altri Paesi europei e in generale del mondo, un lockdown lungo e rigoroso.

Con l’entrata dell’estate, domenica 21 giugno, Madrid ha voltato pagina: l’intera nazione, infatti, è uscita ufficialmente dallo stato di emergenza, decretato a marzo e durato ben 14 settimane.

La prudenza, ovviamente, resta un imperativo categorico. Sánchez ha ricordato alla popolazione di non dare per scontata la ripresa conquistata dalla Spagna:

Non possiamo abbassare la guardia. Dobbiamo continuare a seguire le norme di igiene e protezione con lo stesso senso di responsabilità personale che abbiamo visto fino ad ora. Tutti possiamo essere o un muro contro il virus o il mezzo della sua trasmissione. Dipende da ognuno di noi.”

Le regole di distanziamento sociale rimangono in vigore: le persone devono stare a 1,5 m di distanza in pubblico, indossare mascherine nei negozi e sui trasporti pubblici e lavarsi le mani frequentemente.

Intanto, però, gli allentamenti ormai approvati consentiranno agli spagnoli di muoversi liberamente da una provincia all’altra. E, novità di grande importanza, dal 21 giugno la Spagna ha aperto i suoi confini ai paesi dell’UE e ad altri anche nell’area Schengen.

I visitatori dei cosiddetti Paesi terzi saranno autorizzati a rientrare in Spagna dal 1 ° luglio e il Portogallo aprirà il suo confine terrestre con la nazione lo stesso giorno.

Al via il turismo spagnolo

La notizia dell’uscita dallo stato di emergenza significa, per la Spagna, soprattutto la rinascita del turismo.

I visitatori stranieri hanno iniziato ad arrivare di nuovo nel territorio nazionale quando lo Stato ha riaperto - domenica 21 giugno - i suoi confini dopo la chiusura forzata dal coronavirus.

Essendo il secondo Paese più visitato al mondo, la Spagna è alla disperata ricerca di riattivare il suo settore turistico il prima possibile. Il Governo ha lanciato una campagna pubblicitaria denominata Spain for Sure nel tentativo di rassicurare i visitatori e accendere i motori del settore, che costituisce circa il 12% del PIL.

Il governo spagnolo ha anche annunciato che i visitatori britannici non avrebbero dovuto rispettare i 14 giorni di quarantena all’arrivo e ha invitato il Regno Unito a mostrare reciprocità al riguardo. La presenza degli inglesi in estate è massiccia nelle località turistiche iberiche e per questo attesa con trepidazione.

Proprio per sostenere l’economia turistica, Madrid ha presentato un piano da 4,3 miliardi di euro destinato a ripristinare la fiducia in Spagna come destinazione sicura, migliorare la sua competitività e rafforzare la sua immagine all’estero.

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