Coronavirus, lenti a contatto aumentano il rischio: l’allarme degli oculisti

Le lenti a contatto sono un possibile veicolo per il coronavirus. Gli oculisti lanciano l’allarme e consigliano l’uso di occhiali o lenti a contatto monouso.

Coronavirus, lenti a contatto aumentano il rischio: l'allarme degli oculisti

Le lenti a contatto possono essere un veicolo per il coronavirus. Questo è l’allarme lanciato dagli oculisti. È il materiale delle lenti, poroso e in silicone, che permetterebbe al virus di annidarsi e sopravvivere per giorni sulla superficie del dispositivo oculare.

Un grosso rischio in quanto il contatto con gli occhi è uno dei canali di accesso prediletto dall’infezione. A maggior ragione per chi soffre di secchezza oculare, soggetti più sensibili al contagio.

Se si fosse costretti a uscire di casa in questi giorni di quarantena, la raccomandazione degli esperti è dunque quella di evitare di usare le lenti a contatto e di prediligere gli occhiali.

Coronavirus, lenti a contatto possibile rischio

Attenzione alle lenti a contatto, sono un possibile veicolo di virus”. È l’allarme lanciato da Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana (SOI). Il presidente SOI fa fede ai risultati di uno studio pubblicato sul ’Journal of Hospital Infection’ e dedicato alla persistenza del COVID-19 sui materiali sintetici.

Secondo la ricerca, il coronavirus resisterebbe sulla gomma silicone 5 giorni. Il silicone è il materiale con cui sono fatte molte lenti a contatto. A questo si aggiunge il fatto che le lenti, inevitabilmente, vanno a contatto con le mani che rappresentano un altro veicolo privilegiato dal virus per diffondersi. Questo fa aumentare ancora di più il rischio contagio.

Il consiglio di Piovella dunque è di correggere un eventuale difetto visivo usando gli occhiali. In alternativa è meglio preferire le lenti a contatto giornaliere monouso ed evitare quelle riutilizzabili: “le lenti multiuso appaiono obsolete e meno sicure. Con le ’usa e getta’ si ha il vantaggio di avere una lente nuova tutti i giorni e che non deve essere sterilizzata durante la notte per poterla indossare il giorno dopo”.

Addio a lenti settimanali, da 15, 30, 90 e 180 giorni dunque. SOI avverte: “Utilizzate sempre lenti giornaliere monouso senza mai indossarle più di una volta” e consiglia di limitare l’uso delle lenti a contatto multiuso solo a quelle situazioni dove le lenti giornaliere non siano disponibili per “motivi di costruzione tecnica”.

Meglio usare gli occhiali

A questo avviso fa eco Elena Pacella, responsabile del pronto soccorso oftalmico dell’azienda universitaria Policlinico Umberto I. La Pacella raccomanda l’uso degli occhiali perché, non solo sono preferibili alle lenti in quanto evitano il contatto diretto con l’occhio, ma anche perché possono fungere da barriera: “gli occhiali coprono fisicamente gli occhi dalle goccioline che arrivano dagli starnuti, anche a distanza di 4 metri, o dai colpi di tosse”.

Inoltre la dottoressa sottolinea quanto le lenti siano un ricettacolo di sporcizia: “le lentine sono fatte di materiale poroso quindi assorbono tutto ciò che può arrivare sulla superficie oculare. Il virus potrebbe restare lì, quindi la custodia potrebbe infettarsi”.

Il rischio poi aumenta per chi ha un occhio particolarmente sensibile e ha problemi di secchezza. Questi pazienti infatti risulterebbero più esposti al contagio “in quanto portatori di patologie immunodepresse”. In questo caso però, per ovviare al problema e limitare sia la secchezza sia il contatto occhio-mano, si potrebbero usare le lacrime artificiali o gli spray che permettono alla persona di non dover nemmeno toccare l’occhio. Attenzione anche per chi lavora al computer. Toccando spesso la tastiera, per loro aumenta la possibilità di toccarsi gli occhi senza prima lavarsi le mani, per questo: “meglio usare i lubrificanti oculari, per allontanare l’eventuale elemento ed espellerlo”.

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