Coronavirus: G7 pronto a sospendere il debito dei Paesi poveri, atteso ok del G20

Anna Maria Ciardullo

15 Aprile 2020 - 13:05

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Il G7 ha dichiarato di essere pronto a sospendere il debito dei Paesi poveri per aiutarli nella lotta al coronavirus, a patto che anche il G20 dia il suo ok

Coronavirus: G7 pronto a sospendere il debito dei Paesi poveri, atteso ok del G20

Il G7 ha dichiarato di essere pronto a sospendere il debito dei Paesi poveri se ci sarà l’accordo con i membri del G20.

Il piano di moratoria servirà agli emergenti per liberare risorse da destinare al contenimento dei contagi, alla cura dei pazienti gravi e al sostegno delle loro economie. Ciò ridurrà, di conseguenza, anche l’impatto della pandemia sull’economia globale.

La notizia si legge in un documento congiunto dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali del G7, pubblicato dal Tesoro americano al termine di un meeting virtuale che ha avuto luogo ieri, 14 aprile.

Durante l’incontro tutti i rappresentanti hanno ribadito il loro impegno a fare il necessario per risolvere la crisi sanitaria e ripristinare la crescita economica. Resta cruciale, dunque, l’intervento del G20.

G7 pronto a sospendere il debito per i Paesi poveri: i dettagli

La portata di questa crisi sanitaria sta generando sfide senza precedenti per l’economia globale.

I rappresentanti dei sette maggiori Paesi industrializzati hanno concordato di concedere un alleggerimento del debito contratto da quelli in via di sviluppo sospendendo temporaneamente le scadenze dei pagamenti, a patto però che tutti i membri del G20 acconsentano a sostenere questa iniziativa.

La sospensione riguarda 77 Paesi, quaranta dei quali si trovano nell’Africa sub sahariana. Nel continente africano preoccupa molto la costante crescita dei contagi e si teme che possa diventare un nuovo centro della pandemia a causa delle scarse risorse di cui dispone per combatterla.

Questa proposta, se accettata, recita la nota ufficiale: “permetterebbe un migliore accesso alla liquidità” per aiutare queste realtà ad affrontare gli effetti della crisi sulla salute e sull’economia. La sospensione potrebbe liberare fino a 12 miliardi di dollari.

Durante il confronto, il G7 ha sottolineato anche la necessità di collaborazione da parte dei Paesi beneficiari e creditori con la Banca mondiale e l’FMI:

“per migliorare la trasparenza del debito e attuare un monitoraggio e una comunicazione adeguati sull’uso delle risorse così liberate”.

L’Oxfam ha parlato di un passo gradito, ma non sufficiente. L’associazione sostiene che solo la cancellazione del debito potrebbe determinare lo scossone necessario.

L’impegno del FMI e della Banca mondiale

Il Fondo Monetario Internazionale ha annunciato ieri anche l’approvazione di un taglio del debito per 25 Paesi. Inoltre esso si è detto pronto a mettere in campo la sua capacità di prestito di 1.000 miliardi di dollari per aiutare i suoi membri a superare la crisi.

La Banca mondiale aveva annunciato le prime misure di emergenza già il 2 aprile scorso, prevedendo uno stanziamento di 1,9 miliardi di dollari per 25 Paesi poveri e la disponibilità a soccorrere quelli in maggiore difficoltà con 160 miliardi di dollari complessivi in 15 mesi.

Anche il G20 sta valutando la prossima mossa

Secondo quanto riportato da Reuters, l’ok del G20 non dovrebbe tardare ad arrivare. Un alto funzionario tedesco ha fatto sapere che i leader finanziari delle principali economie mondiali stanno valutando un’immediata moratoria del debito a sostegno delle nazioni più povere, per un valore di 14 miliardi di dollari.

Nonostante molti Paesi siano riluttanti all’idea d’impegnarsi ad annullare il debito, come la Cina, grande creditore dell’Africa nell’ambito del progetto nuova “via della seta”, secondo il funzionario, il piano per liberare fondi vede il sostegno di tutti i Paesi creditori del G20 e del Club di Parigi.

Il prospetto sarebbe già in via di perfezionamento, pronto per essere presentato entro domani. Si attende solo che la decisione venga formalizzata.

Una decisione da prendere in fretta”, si legge in un appello congiunto pubblicato oggi dal Financial Times e sottoscritto, tra gli altri, da Giuseppe Conte, Angela Merkel ed Emmanuel Macron, nonché dal presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, dal senegalese Macky Sall e dal primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali.

Secondo i leader firmatari “solo una vittoria in Africa può permettere di battere il coronavirus ovunque”, per questo, la richiesta è di un intervento più deciso per il continente, per almeno cento miliardi.

Nuova convocazione del G7 da parte di Trump

Gli Stati Uniti, che detengono la presidenza di turno del G7, hanno convocato una nuova video conferenza dei leader del G7 dedicata all’emergenza coronavirus che si terrà domani.

La decisione è stata resa nota dal portavoce della Casa Bianca, Judd Deere, il quale ha ricordato che questa riunione servirà a “coordinare le risposte nazionali” in diverse aree: salute, finanza, assistenza umanitaria, scienza e tecnologia.

I ministri del G7, infatti, oltre a essersi dichiarati pronti a sospendere il debito dei Paesi più poveri, hanno anche confermato l’impegno a coordinare le politiche per contrastare la pandemia e i suoi effetti economici, nel rispetto degli standard normativi internazionali.

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