Questa coppia di pensionati ha dovuto smantellare una recinzione da 5.200€, tutto perché non piaceva al vicino. Ecco com’è successo.
Le cause di vicinato che tanto affollano i tribunali italiani sono in realtà un problema che riguarda persone di ogni età e località nel mondo. Proprio in questi giorni sta facendo scalpore la notizia di due pensionati britannici sono stati costretti a smantellare una recinzione da 5.200 euro che non piaceva al vicino. Considerando che al centro della vicenda ci sono una coppia anziana e una spesa importante è comprensibile che la vicenda stia suscitando tante perplessità. Gran parte dell’opinione pubblica britannica si è schierata con i pensionati, criticando la “troppa rigidità” delle regole e la severità del vicino di casa.
Visto il numero di cause analoghe che affolla pure il Regno Unito è comunque pretenzioso dire che altri sarebbero stati più tolleranti, e noi italiani non siamo da meno. Le controversie che ruotano intorno a giardini, cortili e relative installazioni sono sempre numerose e non è affatto raro che riguardino pensionati e/o opere di un certo valore. Per chiarezza, comunque, vediamo cos’è successo e quali sono le regole di riferimento in Italia.
Coppia di pensionati deve smantellare una recinzione da 5.200 euro
I protagonisti di questa storia sono due pensionati di Bradford (al centro del West Yorkshire), proprietari di una grande casa in una zona “semirurale”. Di fronte a loro si stagliano campi aperti e aree di campagna, ma la strada presente è circondata da diverse abitazioni. Questa caratteristica ha comunque contribuito ad avallare la richiesta di rimozione da parte dei vicini, come si evince dalla decisione del Consiglio locale. Ma procediamo con ordine. La recinzione incriminata non è sempre stata lì, al suo posto in precedenza c’era una grande siepe alta più di 2 metri e mezzo.
L’età e i problemi di salute hanno reso troppo difficoltoso occuparsi della manutenzione della siepe, peraltro parecchio oneroso, così la coppia ha deciso di rimuoverla. Al suo posto ha installato una recinzione alta poco più di 2 metri e lunga 25 metri, utile a circondare tutta la casa, garantendo sicurezza e privacy alla coppia. Un sistema pratico, economico e molto efficiente che tuttavia ha suscitato il fastidio di un vicino di casa, che ha preteso formalmente la rimozione della recinzione, essendo disturbato dalla sua altezza.
I due pensionati si sono quindi rivolti al Consiglio locale per ottenere il permesso edilizio, che avrebbe confermato la conformità dell’installazione e messo a tacere le lamentele del vicinato. In realtà, dopo un’ispezione e un secondo controllo dovuto al ricorso presentato dai pensionati il Consiglio locale ha negato il permesso, contestando posizione, materiali, colore, dimensioni che rendono la recinzione “una caratteristica discordante e stridente nella scena stradale”.
La coppia ritiene di aver subito un’ingiustizia perché nella stessa area sono presenti recinzioni simili e anche più sopra le righe, come un cancello nero a confronto di quello grigio della coppia, che ha dovuto rimuovere perdendo così i 3.200 euro spesi. Probabilmente gli altri vicini non si sono lamentati della costruzione, quindi c’è una tolleranza comune che non ha dato spazio a liti. In ogni caso, anche in Italia un vicino di casa può pretendere la rimozione di alcune opere, ma a condizioni ben precise.
I vicini possono farti togliere le recinzioni
Ovviamente, recinzioni e qualsiasi altro elemento della proprietà non devono necessariamente piacere ai vicini. Se però danno loro fastidio, fosse anche per il gusto estetico, bisogna assicurarsi di aver rispettato la legge e i regolamenti locali. Indipendentemente dalle motivazioni che li spingono, infatti, i vicini possono imporre la rimozione di una recinzione non gradita se non è conforme ai requisiti dettati dalla normativa. Per quanto riguarda l’altezza delle opere, ci sono parametri davvero molto specifici.
In particolare, è prevista un’altezza massima di 3 metri per i muri di cinta che dividono i confini, mentre le altre installazioni devono poggiare ad almeno 3 metri di distanza dal confine/muro divisorio, fatti salvi i regolamenti locali. Rispettando le distanze è possibile installare opere più alte, avendo cura di non violare il regolamento locale (soprattutto se la zona è regolamentata in modo particolare), l’eventuale regolamento condominiale e i diritti del vicino, ad esempio alla luce. Alcuni regolamenti comunali prevedono anche il colore delle recinzioni, pertanto è bene verificare tutti gli aspetti, anche perché le recinzioni di carattere permanente necessitano del permesso di costruire.
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