Coronavirus Regno Unito: ancora restrizioni su arrivi nel Paese

Mentre i Paesi europei allentano le misure e programmano il libero movimento tra i confini, il Regno Unito adotta ancora restrizioni severe. Dall’8 giugno non si potrà arrivare e stare nella nazione senza isolamento: il piano

Coronavirus Regno Unito: ancora restrizioni su arrivi nel Paese

Il coronavirus fa ancora molta paura nel Regno Unito. Per questo, la nazione ha annunciato misure ancora piuttosto restrittive per chi viaggerà verso il Paese.

Se, infatti, molti Stati europei stanno ormai programmando lo spostamento tra le frontiere, libero dall’obbligo di restare in quarantena, questo non succederà ancora in Regno Unito.

Ecco cosa ha deciso il Governo Johnson per arginare l’emergenza coronavirus.

Regno Unito, ancora stretta sui confini: il piano

Le persone che arriveranno nel Regno Unito saranno obbligate ad autoisolarsi per 14 giorni dall’8 giugno per aiutare a rallentare la diffusione del coronavirus: questa la decisione del Governo.

I viaggiatori dovranno comunicare dove trascorreranno la quarantena, con l’applicazione di controlli a campione casuali e multe da 1.000 sterline in Inghilterra.

Il segretario interno Priti Patel ha dichiarato che la misura “ridurrà il rischio di casi che attraversano il nostro confine”

Saranno esentati i camionisti, i lavoratori agricoli stagionali e i medicinali per coronavirus. e lobbligo non si applicherà a coloro che viaggiano dalla Repubblica d’Irlanda, dalle Isole del Canale e dall’Isola di Man.

La misura sta già suscitando critiche, soprattutto in vista della stagione estiva e dei possibili arrivi per il turismo. La vicina Francia, per esempio, ha espresso rammarico e contrarietà sulla novità che sarà imposta anche ai propri connazionali in viaggio.

Il Regno Unito, comunque, resta uno Stato a rischio. Qui il virus fa ancora preoccupare: i contagiati sono 252.000 e i decessi oltre 36.400.

Il Governo ha spiegato che sono si stanno chiudendo i confini e neanche compromettendo le vacanze estive: l’obiettivo di tale decisione è soltanto quello di evitare una seconda ondata, che sarebbe davvero catastrofica per il Regno Unito.

Anche i cosiddetti ponti aerei - accordi con Paesi che hanno bassi tassi di infezione che consentono ai turisti di viaggiare senza essere messi in quarantena - inizialmente non saranno in vigore.

Massima prudenza, quindi, nel Regno Unito che si sente ancora in piena emergenza.

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