Oro ai minimi del 2026. Conviene ancora comprare oro fisico, ETF o minerarie? La guida.
Conviene investire in oro nel 2026? A gennaio 2026 la quotazione sfiorava i 5.600 dollari l’oncia, a metà giugno tratta a 4.180 dollari, vicini ai minimi annuali, per un calo del 25% che non si spiega solo con l’intesa USA-Iran. È vero, la riapertura di Hormuz ha tolto pressione al premio geopolitico e all’inflazione, ma ci sono almeno altri due fattori che guidano il prezzo dell’oro: tassi di interesse e dollaro.
Kevin Warsh, il nuovo numero uno della Federal Reserve, ha lasciato i tassi fermi al 3,50-3,75% nella riunione del 17 giugno. Rispetto al suo predecessore ha smesso di dare indicazioni verbali sulle prossime mosse (niente più forward guidance discorsiva). Il dot plot, però, è chiaro: nove membri su diciotto vedono ora un rialzo nel 2026, contro zero a marzo, e l’ultimo taglio in calendario è stato cancellato. La BCE l’11 giugno ha portato i tassi al 2,25% sui depositi e al 2,40% sul rifinanziamento, primo rialzo dopo anni di tagli. Due banche centrali restrittive insieme. Per chi aveva costruito la tesi «tassi giù, oro su» è un problema, perché quella tesi a giugno 2026 non vale più.
Una conseguenza diretta della politica restrittiva è il rafforzamento del dollaro. Le posizioni speculative nette rialziste sul biglietto verde sono balzate del 69% nelle ultime settimane, secondo i dati CFTC. Capitale che esce dall’oro e si rifugia nel dollaro. Il grafico, in più, manda un segnale tecnico: a maggio il prezzo ha perso la media mobile esponenziale a 200 giorni, in giugno ha tentato un ritorno verso quella linea senza riconquistarla, e ora tratta di nuovo vicino ai minimi del movimento. [...]
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