Prezzo oro e argento, le previsioni per agosto 2026. Il mercato è arrivato a un punto decisivo?

Gerardo Marciano

28 Luglio 2026 - 19:39

Oro e argento sono arrivati su importanti supporti di lungo periodo. Ecco perché agosto potrebbe diventare un mese decisivo per l’evoluzione del quadro tecnico.

Prezzo oro e argento, le previsioni per agosto 2026. Il mercato è arrivato a un punto decisivo?

Ci sono momenti nei quali un grafico racconta molto più delle notizie economiche. Per settimane l’attenzione degli operatori si è concentrata sulle decisioni delle banche centrali, sull’andamento del dollaro e sulle tensioni geopolitiche. Tutti elementi che continuano a influenzare il comportamento dei metalli preziosi. Eppure, osservando oggi i grafici di lungo periodo, emerge un elemento che potrebbe risultare ancora più interessante.
Sia l’oro sia l’argento stanno infatti verificando contemporaneamente la tenuta degli stessi riferimenti tecnici di lungo periodo. Una situazione che non si presenta frequentemente e che potrebbe rendere agosto uno dei mesi più importanti dell’intero 2026 per comprendere se la correzione degli ultimi mesi rappresenti soltanto una pausa del trend rialzista oppure l’inizio di una fase più articolata.

Naturalmente nessun indicatore è in grado di prevedere il futuro. Tuttavia esistono livelli grafici che, più di altri, tendono a concentrare l’attenzione degli operatori. È proprio questo che rende le prossime settimane particolarmente interessanti.

Oro e argento stanno osservando gli stessi supporti di lungo periodo

Dal punto di vista dell’analisi tecnica, la configurazione attuale presenta un elemento piuttosto raro.
L’oro si trova infatti appoggiato sulla media mobile a 21 mesi e sulla media mobile esponenziale a 9 trimestri, due indicatori che descrivono la tendenza primaria del mercato attraverso orizzonti temporali differenti. La prima tende a filtrare gran parte delle oscillazioni di breve periodo e viene spesso utilizzata per individuare la direzione del ciclo principale. La seconda reagisce con maggiore rapidità ai cambiamenti della struttura dei prezzi pur mantenendo una prospettiva di lungo termine.

Quando questi due riferimenti convergono nella stessa area, il mercato entra spesso in una fase nella quale domanda e offerta sono chiamate a stabilire se la correzione stia semplicemente rallentando oppure sia destinata a proseguire.

Il quadro non è però ancora completamente costruttivo. Sul grafico giornaliero l’oro continua infatti a muoversi al di sotto della media mobile a 200 giorni, che attualmente transita in area 4.623. Quest’ultima rappresenta uno dei principali riferimenti osservati dagli operatori per valutare il trend di medio periodo. Finché le quotazioni rimarranno sotto questo livello, il mercato non avrà ancora fornito un segnale di rafforzamento della struttura grafica.

L’aspetto forse più interessante è che una configurazione molto simile caratterizza anche l’argento.
Anche il metallo bianco, dopo la profonda correzione registrata negli ultimi mesi, è tornato ad appoggiarsi sia alla media mobile a 21 mesi sia alla media mobile esponenziale a 9 trimestri.

È proprio questa contemporanea presenza degli stessi supporti tecnici sui due principali metalli preziosi a rendere particolarmente significativa la fase attuale. Non perché tali livelli debbano necessariamente arrestare la correzione, ma perché raramente l’intero comparto arriva nello stesso momento a verificare supporti così importanti.

Un elemento che rende ancora più interessante l’attuale configurazione è il fatto che situazioni simili, pur non essendo frequenti, si sono già osservate in altri cicli dei mercati. La contemporanea presenza di questi riferimenti tecnici non implica necessariamente un’inversione dei prezzi, ma individua un’area nella quale molti analisti tecnici concentrano la propria attenzione per valutare l’evoluzione del trend. Naturalmente ogni ciclo presenta caratteristiche proprie e il comportamento passato non costituisce una garanzia per il futuro. Tuttavia, questa convergenza di segnali tecnici rappresenta un elemento che merita attenzione, poiché suggerisce che il mercato si trovi in un momento di verifica particolarmente significativo sotto il profilo grafico.

Agosto potrebbe dire molto più delle previsioni degli analisti

Negli ultimi mesi gli analisti hanno progressivamente rivisto le proprie stime su oro e argento, ridimensionando molti degli obiettivi formulati durante la fase di maggiore entusiasmo.

Le ragioni sono note. Un dollaro più forte tende a penalizzare le materie prime denominate nella valuta statunitense, mentre rendimenti obbligazionari più elevati aumentano l’attrattività degli strumenti che distribuiscono interessi rispetto ai metalli preziosi, che non producono cedole né dividendi. A ciò si aggiungono le continue incertezze sulle future decisioni della Federal Reserve.

Per l’argento esiste inoltre una componente ulteriore. Oltre a essere considerato un bene rifugio, rappresenta anche una materia prima industriale largamente utilizzata nell’elettronica, nel fotovoltaico, nell’automotive e nelle tecnologie legate alla transizione energetica. Il suo andamento dipende quindi sia dai flussi finanziari sia dalle prospettive della crescita economica.

In una fase come quella attuale, tuttavia, le previsioni potrebbero passare temporaneamente in secondo piano.
Se oro e argento riuscissero a mantenersi sopra gli attuali supporti dinamici, il mercato potrebbe iniziare una fase di consolidamento utile a ricostruire una struttura grafica più equilibrata. Se invece tali livelli dovessero essere violati con decisione, aumenterebbe la probabilità di un’estensione della fase correttiva verso le successive aree di supporto.

La differenza tra questi due scenari non dipenderà dalle aspettative formulate dagli analisti, ma dalla risposta che il mercato darà proprio su questi livelli.

È per questo motivo che agosto potrebbe assumere un’importanza particolare. Dopo il poderoso rialzo degli ultimi anni e la successiva correzione, l’intero comparto dei metalli preziosi sembra essere arrivato a uno dei passaggi tecnicamente più interessanti del 2026.

Più che cercare di anticipare il mercato, le prossime settimane potrebbero offrire una risposta a una domanda che molti operatori si stanno ponendo: la fase di debolezza osservata negli ultimi mesi rappresenta soltanto una fisiologica pausa del trend principale oppure l’inizio di un ciclo differente?

Come spesso accade nell’analisi tecnica, non saranno le previsioni a fornire la risposta più affidabile, ma l’evoluzione dei prezzi e la capacità del mercato di difendere o meno livelli che oggi risultano osservati da un numero elevato di operatori.