Conviene comprare Circle dopo l’IPO da record che ha spinto i prezzi a 83,23 dollari? Il primo giorno di contrattazione a Wall Street, le azioni della fintech newyorkese – emittente della stablecoin USDC – hanno aperto a 69 dollari, oltre il doppio rispetto al prezzo IPO di 31 dollari, terminando gli scambi con un progresso del +168%.
Un risultato clamoroso, che riaccende i riflettori sulle IPO tech e crypto dopo mesi di scarsa vitalità sul mercato. Ma c’è di più: le stablecoin, finora considerati strumenti tecnici all’interno dell’universo delle criptovalute, iniziano a giocare un ruolo da protagonista anche nella finanza tradizionale.
I numeri di Circle spiegano perché l’IPO è così importante per il futuro delle stablecoin e aiutano a capire cosa aspettarsi nei prossimi mesi tra mercati, regolamentazione e adozione globale.
Circle, una IPO «esplosiva» da oltre 1 miliardo di dollari
Circle ha venduto in totale 34 milioni di azioni. La richiesta è stata altissima e ha permesso di raccogliere 1,05 miliardi di dollari. Il prezzo di vendita è stato fissato a 31 dollari per azione, nettamente superiore alla stima iniziale tra 24 e 26 dollari. Un segnale chiaro dell’interesse crescente verso il settore e della fiducia degli investitori nel progetto.
Secondo Lynn Martin, presidente del NYSE Group, si è trattato di una delle IPO più esplosive degli ultimi anni, con il titolo capace di valutare Circle oltre 17,5 miliardi di dollari su base completamente diluita. Non a caso, il CEO Jeremy Allaire ha parlato apertamente di una “nuova fase” per l’adozione mainstream delle stablecoin, con l’obiettivo di integrare USDC nel sistema finanziario globale.
Perché questa IPO è diversa da tutte le altre (e perché seguirla)
Dietro l’euforia da listino si nasconde un messaggio strutturale importante: il mercato crede che le criptovalute non scompariranno, ma anzi si stanno istituzionalizzando. USDC, la stablecoin emessa da Circle e ancorata al dollaro statunitense, non è un asset speculativo, ma un’infrastruttura per pagamenti e regolamenti digitali sempre più usata da banche, fintech e imprese globali.
Circle ha già lanciato la sua Payments Network, che consente regolamenti transfrontalieri istantanei in USDC, ed è al lavoro per offrire nuove modalità d’interazione tra le stablecoin e le istituzioni finanziarie.
In più, l’attuale clima politico negli USA, molto più favorevole alla regolamentazione pro-cripto sotto l’amministrazione Trump, potrebbe rimuovere ostacoli normativi storici. In particolare, il GENIUS Act, un disegno di legge in discussione al Congresso, potrebbe fornire regole chiare e stabili per il mercato delle stablecoin, offrendo a Circle un vantaggio competitivo rispetto alla rivale Tether.
I numeri di Circle (è già profittevole)
Anche i fondamentali di Circle confermano il potenziale esplosivo di crescita. Non si tratta solo di una scommessa a breve termine, ma di una realtà profittevole che potrebbe continuare a crescere nel tempo. Nel 2024 ha registrato:
- 1,7 miliardi di dollari di ricavi
- 155,7 milioni di utile netto
- 284,9 milioni di EBITDA rettificato
Questo trend è stato confermato anche nei primi mesi del 2025, con un Q1 chiuso a:
- 578,6 milioni di ricavi
- 64,8 milioni di utile netto
- 122,4 milioni di EBITDA rettificato
Gran parte della redditività proviene dagli interessi maturati sulle riserve in dollari (dove le stablecoin devono essere collateralizzate). Circle però ha dichiarato di voler diversificare le fonti di reddito, concentrandosi sempre più su pagamenti e API per sviluppatori.
Conviene comprare Circle dopo l’IPO da record?
La domanda è più che legittima, soprattutto per chi guarda con interesse al mondo crypto ma vuole evitare la volatilità estrema di asset come Bitcoin o Ethereum.
Circle, infatti, non è una “crypto company” tradizionale: il suo modello di business si avvicina più a quello di una fintech regolamentata. L’azienda guadagna offrendo infrastrutture per pagamenti digitali basati sulla blockchain, in particolare tramite USDC, una stablecoin ancorata al dollaro.
Dunque non sit ratta di una criptovaluta spinta dall’hype del momento. Qui parliamo di un’azienda che offre un servizio concreto: rendere i pagamenti digitali più rapidi, sicuri e trasparenti grazie alla blockchain. Ma attenzione: dopo un debutto in Borsa con +168% in un solo giorno, è facile lasciarsi trascinare dall’entusiasmo.
La realtà è che titoli così, soprattutto nel settore tech e crypto, spesso attraversano fasi di forte volatilità nei primi mesi di contrattazione. Chi entra ora deve mettere in conto la possibilità che il prezzo attuale sia gonfiato dalla corsa iniziale e che possa seguire una fase di assestamento o addirittura un ritracciamento.
Ecco tre aspetti chiave da valutare prima di investire in Circle:
Regole del gioco in evoluzione: se il GENIUS Act verrà approvato, Circle potrebbe trovarsi nella posizione ideale per diventare il punto di riferimento nel mercato delle stablecoin regolamentate. Ma finché la legge non è chiara, rimane il rischio.
Un modo più cauto per entrare nel mondo crypto: investire in Circle può essere una strategia per esporsi al settore delle criptovalute in modo più indiretto, senza acquistare Bitcoin o Ethereum. Ma è comunque un investimento legato all’umore del mercato crypto. Se il sentiment cambia, Circle potrebbe farne le spese.
Possibile effetto ETF: i fondi tematici su IPO e tech, come quelli di Renaissance Capital, potrebbero includere CRCL nei loro portafogli, spingendo la domanda sul titolo. Questo può favorire il rialzo, ma anche amplificare le oscillazioni, rendendo Circle molto volatile.