Anthropic sfida SpaceX. Chi vincerà la corsa delle IPO?

Redazione Money Premium

19/08/2026

Due IPO, due visioni, un solo trono. Ciò che distingue le operazioni del 2026 non è soltanto la scala finanziaria, ma il profilo delle società coinvolte.

Anthropic sfida SpaceX. Chi vincerà la corsa delle IPO?

L’ingresso in Borsa di SpaceX a giugno del 2026 e l’imminente debutto di Anthropic rappresentano due momenti destinati a definire la nuova frontiera delle IPO.

Due storie di crescita eccezionale, due visioni strategiche radicalmente diverse e un unico interrogativo che agita i mercati: quale modello riuscirà a conquistare in modo più duraturo la fiducia degli investitori pubblici?

I numeri delle aziende

SpaceX, guidata da Elon Musk, ha completato la propria offerta pubblica iniziale a giugno del 2026, fissando il prezzo a 135 dollari per azione e collocando 555,6 milioni di titoli. L’operazione ha raccolto 75 miliardi di dollari, saliti a circa 85,7 miliardi con l’esercizio del greenshoe, stabilendo un nuovo record assoluto e valutando la società a 1,77 trilioni di dollari. I ricavi consolidati del 2025 si sono attestati a 18,7 miliardi di dollari, a fronte di una perdita netta di 4,9 miliardi, con un multiplo di circa 95 volte i fatturati dell’anno precedente.

L’azienda opera attraverso tre divisioni integrate: il lancio di razzi, la connettività via Starlink e le attività di intelligenza artificiale, queste ultime rafforzate dall’integrazione di xAI. I proventi dell’IPO sono destinati a finanziare progetti ad altissimo rischio e lunghissimo orizzonte, tra cui data center orbitali, basi lunari e la colonizzazione di Marte.

Anthropic, fondata da Dario Amodei e Daniela Amodei, non ha ancora quotato le proprie azioni, ma ha depositato in forma confidenziale il modulo S-1 il primo giugno del 2026 e punta a un debutto a ottobre. L’ultima valutazione privata, raggiunta a maggio con un round da 65 miliardi di dollari, ha fissato il valore della società a 965 miliardi.

Gli investitori istituzionali, tuttavia, prefigurano una capitalizzazione di Borsa superiore ai 2 trilioni di dollari, sostenuta da un run-rate di ricavi annualizzati passato da circa 9 miliardi a fine 2025 a 47 miliardi a maggio del 2026, con proiezioni comprese tra 100 e 120 miliardi entro la fine dell’anno. Il multiplo implicito risulterebbe sensibilmente inferiore a quello di SpaceX, oscillando tra le 20 e le 40 volte a seconda delle stime di fatturato utilizzate. La società si concentra esclusivamente sullo sviluppo di modelli di linguaggio avanzati, in particolare la famiglia Claude, con un’enfasi dichiarata sulla sicurezza e sull’allineamento dell’intelligenza artificiale.

Due IPO che hanno molto in comune

Dal punto di vista finanziario le due operazioni condividono la dimensione eccezionale e la capacità di attrarre capitali su scala globale. Entrambe mirano a raccogliere risorse per investimenti intensivi in infrastrutture computazionali e in capacità produttive, in un contesto di mercati ancora disposti a premiare la crescita a dispetto di perdite o di multipli elevati. La differenza sostanziale risiede nella qualità e nella velocità dei ricavi: SpaceX presenta un profilo di crescita più moderato e una struttura di costi ancora gravata da investimenti in settori capital-intensive come i lanci e l’intelligenza artificiale orbitale, mentre Anthropic mostra un’espansione esponenziale del fatturato, alimentata dalla domanda enterprise e da prodotti come Claude Code, con segnali di avvicinamento alla redditività operativa.

Sul piano strategico le somiglianze emergono nella volontà di mantenere un forte controllo fondatore e nella visione di lungo periodo. Elon Musk ha strutturato l’IPO di SpaceX con azioni a doppia classe che gli garantiscono un’influenza predominante, mentre Anthropic conserva una governance orientata alla missione di sicurezza, coerente con la sua natura di public benefit corporation. Entrambe le società utilizzano la quotazione non solo per liquidare investitori precoci, ma soprattutto per accedere a un serbatoio di capitale permanente che consenta di accelerare ambizioni che i mercati privati non sarebbero più in grado di sostenere da soli.

Un cambio di paradigma

Le differenze strategiche risultano tuttavia più marcate. SpaceX persegue una diversificazione verticale che unisce spazio, connettività e intelligenza artificiale in un’unica piattaforma, puntando a mercati total addressable stimati in 28,5 trilioni di dollari, di cui una parte rilevante legata a data center in orbita. La narrativa è quella della sopravvivenza multiplanetaria della specie umana. Anthropic, al contrario, rimane focalizzata sul dominio puro dell’intelligenza artificiale generativa, competendo direttamente con OpenAI e puntando sulla qualità dei modelli, sull’adozione aziendale e sulla leadership in materia di sicurezza. La sua strategia di crescita si fonda sull’espansione rapida della base clienti e sull’aumento dei margini lordi, piuttosto che sulla conquista di nuovi ambiti fisici.

Le quotazioni storiche miravano soprattutto a liquidare partecipazioni pubbliche o a rafforzare bilanci già solidi. SpaceX e Anthropic utilizzano invece il mercato azionario come strumento per finanziare ambizioni di portata generazionale, l’una orientata alla conquista dello spazio e alla costruzione di infrastrutture orbitali, l’altra alla leadership nei modelli di linguaggio avanzati e alla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Il risultato è che le operazioni del 2026 non si limitano a battere i record numerici di Saudi Aramco, Alibaba o Visa: riscrivono le regole di ciò che i mercati pubblici sono disposti a finanziare, elevando a standard la scommessa su aziende tecnologicamente disruptive e ancora lontane dalla piena maturità economica.

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