Manca poco all’IPO di Shein. Come comprare le azioni?

Redazione Money Premium

24 Agosto 2026 - 16:55

Per il risparmiatore italiano si apre una finestra di opportunità su un titolo potenzialmente ad alta crescita ma anche ad alto rischio. Ecco tutto ciò che devi sapere.

Manca poco all’IPO di Shein. Come comprare le azioni?

L’IPO di Shein è uno degli eventi più attesi, discussi e travagliati del panorama finanziario internazionale degli ultimi quattro anni.

Oggi l’azienda ha finalmente lanciato l’offerta pubblica globale sul Hong Kong Stock Exchange, chiudendo un percorso lungo e accidentato.Fondata da Chris Xu (noto anche come Sky Xu o Xu Yangtian) nel 2008 a Nanjing come piccolo rivenditore online di abbigliamento da sposa, Shein si è trasformata in un colosso globale dell’ultra-fast fashion. Shein serve clienti in oltre 150 paesi grazie a un modello basato su una supply chain iper-efficiente, analisi dati in tempo reale e prezzi estremamente aggressivi.

Dopo l’ascesa vertiginosa durante la pandemia, quando la valutazione toccò i cento miliardi di dollari nel 2022, l’azienda ha dovuto affrontare una serie di ostacoli regolatori, geopolitici e di mercato. Questi hanno progressivamente eroso il suo valore percepito, costringendola a rinunciare ai tentativi di quotazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito e a puntare su Hong Kong.

Il lungo percorso verso la quotazione

Il percorso verso la quotazione è stato segnato da ripetuti rinvii e revisioni. Nel novembre 2023 Shein aveva presentato una domanda confidenziale per la New York Stock Exchange, ma l’operazione si è arenata di fronte alle crescenti preoccupazioni del Congresso americano riguardo alle pratiche della catena di fornitura, in particolare il possibile utilizzo di cotone proveniente dalla regione dello Xinjiang e i rischi di lavoro forzato. Le tensioni tra Stati Uniti e Cina, unite alle indagini su condizioni di lavoro e trasparenza ambientale, hanno reso politicamente impraticabile il listing americano.L’azienda, che nel 2021 aveva trasferito la sede legale a Singapore pur mantenendo la maggior parte della produzione in Cina, ha poi puntato sul London Stock Exchange. La Financial Conduct Authority britannica aveva approvato la bozza del prospetto, ma l’approvazione della China Securities Regulatory Commission non è mai arrivata, bloccando di fatto il progetto per divergenze su come descrivere i rischi legati alla supply chain.

Il 10 luglio 2026 è arrivato il primo segnale concreto di svolta: la China Securities Regulatory Commission ha rilasciato il nulla osta per l’IPO a Hong Kong, autorizzando l’emissione di fino a 341,6 milioni di azioni H. Il 24 agosto 2026 Shein ha ufficialmente lanciato l’offerta pubblica globale sul Hong Kong Stock Exchange, offrendo 279.992.500 azioni Class B (circa 280 milioni) a un prezzo compreso tra 47,60 e 49,50 dollari di Hong Kong. L’operazione mira a raccogliere fino a 13,86 miliardi di HKD (circa 1,77 miliardi di dollari) e a una valutazione di quasi 27 miliardi di dollari al massimo del range (circa 26,8 miliardi), livello nettamente inferiore rispetto ai 64 miliardi del 2023-2024 e soprattutto rispetto al picco di 98,2 miliardi del 2022 (un calo di circa il 70-73%).

Il prezzo finale verrà annunciato il 31 agosto 2026 e la negoziazione partirà il 1° settembre 2026 con ticker 00625. L’azienda prevede di utilizzare circa l’80% dei proventi (circa 40% per tecnologie e AI, 40% per brand e espansione internazionale) e ha previsto meccanismi di compensazione fino a circa 3,5 miliardi di dollari in cash per gli investitori storici. Tra i cornerstone investor (impegno complessivo di circa 383 milioni di dollari) figurano Boyu Capital, Tiger Global, General Atlantic, Tencent, Greenwoods, Taikang Life e UBS Asset Management. Joint sponsors sono Goldman Sachs, Morgan Stanley e JPMorgan. È la più grande nuova emissione di Hong Kong nel 2026.

Quanto vale davvero Shein?

Il forte ridimensionamento della valutazione riflette una serie di pressioni strutturali che hanno colpito il modello di business di Shein. La fine dell’esenzione “de minimis” negli Stati Uniti ha aumentato i costi logistici e ha eroso il vantaggio di prezzo: nel primo trimestre 2026 i ricavi USA sono calati del 14,3% a 2,04 miliardi di dollari. Misure analoghe (tariffa fissa di 3 euro sui pacchi a basso valore) sono in fase di implementazione in Europa e nel Regno Unito. I numeri del prospetto mostrano ricavi 2025 a 41,85 miliardi di dollari (+8% rispetto ai 38,75 miliardi del 2024 e ai 32,1 miliardi del 2023, CAGR 2023-2025 del 14,2%), ma utile netto sceso del 38,7% a 2,06 miliardi di dollari (da 3,365 miliardi). Nel Q1 2026 perdita netta di 99 milioni di dollari (contro un utile di 395 milioni dello stesso periodo 2025), in parte per un onere contabile di 328 milioni legato al fair value delle azioni preferenziali convertibili; i ricavi del trimestre sono cresciuti solo dell’1,1% a 9,05 miliardi.

Gli analisti giudicano la valutazione di 27 miliardi più realistica ma ancora impegnativa. Bloomberg Intelligence stima un fair value tra 22 e 25 miliardi (13-15 volte gli utili 2027 normalizzati, previsti a circa 1,67 miliardi, con crescita successiva del 20% annuo). Kenny Ng (China Everbright Securities) sottolinea che il calo riflette le maggiori sfide alla crescita. Winston Ma (NYU e ex CIC) parla di “nuovo equilibrio”: gli investitori pubblici non pagano più per l’iper-crescita, ma finanziano una piattaforma cross-border matura che deve difendere i margini da dazi, costi di compliance e scrutinio regolatorio. Dickie Wong (uSMART Securities) si dichiara non positivo: “la crescita è già rallentata molto… non raccomanderei la sottoscrizione a questo stadio”.

Reuters Breakingviews osserva che anche 27 miliardi “sembra generoso” e che gli early investor rischiano ulteriori perdite. Case di investimento: a circa 0,7 volte i ricavi previsionali (più costoso di Zalando a 0,4x, ma più economico di H&M a 1,1x e Inditex a 4x), Shein offre scala enorme (circa 280 milioni di clienti attivi) e potenziale di recupero sui margini tramite prezzi più alti, AI e marketplace 3P (i ricavi da servizi sono saliti a 4,7 miliardi nel 2025). Tuttavia i rischi restano elevati: concorrenza di Temu, pressioni ESG (multe in Francia e Italia, indagini DSA europee), dipendenza dalla supply chain cinese e volatilità geopolitica. Molti analisti vedono un’opportunità solo per investitori contrarian disposti ad attendere la stabilizzazione post-listing.

Come acquistare le azioni Shein?

Per un risparmiatore italiano interessato a partecipare all’operazione, la strada si apre solo dopo l’effettiva quotazione sul Hong Kong Stock Exchange. Fino a quel momento non è possibile acquistare azioni reali di Shein su mercati regolamentati, ma solo eventualmente partecipare a round privati (riservati a investitori professionali o qualificati) o seguire l’andamento attraverso fondi o veicoli indiretti, con tutti i limiti e i rischi che questo comporta. Una volta che le azioni saranno negoziate a Hong Kong, il risparmiatore residente in Italia potrà acquistarle attraverso intermediari autorizzati che offrono accesso ai mercati asiatici.

Piattaforme come Interactive Brokers, DEGIRO, eToro e alcuni istituti bancari italiani come FinecoBank permettono di operare sul Hong Kong Stock Exchange, previa apertura di un conto titoli.Il processo è relativamente standard ma richiede attenzione a diversi aspetti pratici e fiscali. Innanzitutto occorre scegliere un broker regolamentato (preferibilmente con sede o succursale in Europa e vigilato da autorità come Consob o equivalenti) che garantisca accesso diretto o indiretto al mercato di Hong Kong, verifichi la disponibilità del titolo una volta quotato e offra un regime amministrato per semplificare gli adempimenti fiscali.

Due aspetti da considerare: fiscalità e rischio cambio

Dopo l’apertura del conto, che avviene online con documento di identità, codice fiscale e prova di residenza, si procede al versamento dei fondi tramite bonifico SEPA. A quel punto si potrà cercare il ticker di Shein (che verrà comunicato ufficialmente in prossimità dell’IPO) e piazzare l’ordine di acquisto, tenendo conto delle commissioni di negoziazione, degli spread e dei costi di cambio valuta (poiché le azioni saranno denominate in dollari di Hong Kong).

Un elemento cruciale per l’investitore italiano è la fiscalità. I proventi derivanti dalla vendita di azioni (plusvalenze) sono tassati al 26% in Italia; se il broker opera in regime amministrato, sarà lo stesso intermediario a calcolare, trattenere e versare l’imposta, sollevando il cliente da dichiarazioni complesse. In caso di regime dichiarativo, invece, sarà necessario gestire autonomamente la compilazione del quadro RT del modello Redditi.

Va inoltre considerato il rischio di cambio: le fluttuazioni tra euro e dollaro di Hong Kong possono amplificare o ridurre i rendimenti. La volatilità tipica delle IPO, soprattutto di un’azienda con forte esposizione geopolitica e settoriale come Shein, consiglia prudenza: molti investitori preferiscono attendere i primi mesi di negoziazione per osservare come il titolo si stabilizza prima di entrare.

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