L’International CEO di Ripple ha svelato il piano dell’azienda per la nuova infrastruttura blockchain dedicata a Wall Street. Ecco tutti i dettagli.
Negli ultimi anni, si è iniziato a parlare con sempre più frequenza del concetto di “Wall Street 2.0”. Di base, si pensa che l’infrastruttura tradizionale della finanza caratterizzata da orari di apertura fissi e sistemi di regolamento lenti sia pronta per lasciare spazio a un modello continuo basato sulla blockchain.
Una possibile rivoluzione che dunque potrebbe portare a un più ampio ripensamento di tutta la struttura che caratterizza i mercati finanziari. Sul tema è intervenuto l’International CEO di Ripple Prime Michael Higgins, secondo cui la sua azienda starebbe già costruendo il progetto per garantire la continuità operativa dei mercati istituzionali.
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Il progetto Ripple per la blockchain di Wall Street
In un’intervista rilasciata a Markets Media, l’International CEOdi Ripple Prime Michael Higgins ha voluto sottolineare come le reti blockchain diano modo di usufruire di servizi finanziari senza limiti, al di là dei tradizionali orari bancari. Questa potrebbe essere la naturale evoluzione di quella che lui stesso ha chiamato “Wall Street 2.0”.
L’attuale fase di debolezza del mercato delle crypto non va confuso con la crisi degli asset digitali in sé, ha poi spiegato. La stessa Ripple Prime è strutturata proprio per sostenere mercati che richiedono infrastrutture blockchain sempre attive e con accesso continuo, dando così modo alle istituzioni di operare oltre le finestre di regolamento convenzionali.
Ad alimentare questo grande obiettivo c’è stata l’acquisizione di Hidden Road avvenuta a ottobre 2025 per circa 1,25 miliardi di dollari. L’operazione ha contribuito ad ampliare le capacità di Ripple Prime sul fronte del brokerage istituzionale e dei servizi di finanziamento. Non a caso, secondo diversi dirigenti i ricavi sarebbero triplicati su base annua.
Il confronto con gli operatori tradizionali
Secondo Higgins, le banche tradizionali presto amplieranno la propria offerta di prime brokerage digitale, non appena i quadri normativi diventeranno più chiari. Tutto ciò nonostante in questo periodo storico numerosi operatori continuino a fare affidamento su sistemi tecnologici – a sua detta – datati.
Tra le altre cose, l’International CEO di Ripple Prime ha spiegato come la sua azienda, grazie a una piattaforma tecnologica unificata, possa integrare nuove piazze di scambio più rapidamente rispetto ai concorrenti tradizionali, portando così a una semplificazione generale dell’onboarding su mercati finanziari differenti.
Resta ora da vedere quali saranno i prossimi step previsti dalla roadmap. Non sono ancora state indicate tempistiche precise, ma sembra che il prossimo passo da compiere per Ripple Prime sarà l’adozione di stablecoin conformi al GENIUS Act come RLUSD, per poi procedere con la migrazione delle attività di post-trade per ridurre i costi e migliorare il regolamento.