Controlli ISEE, cosa rischia chi dichiara il falso?

Rosaria Imparato

27/09/2021

27/09/2021 - 16:56

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Come funzionano i controlli ISEE e cosa rischia chi dichiara il falso?

Controlli ISEE, cosa rischia chi dichiara il falso?

Cosa rischia chi dichiara il falso nel proprio modello ISEE e viene scoperto in seguito ai controlli?

L’ISEE è un documento che serve a indicare la situazione economica del nucleo familiare, ed è necessario per accedere a una serie di prestazioni sociali agevolate, come il reddito di cittadinanza, il bonus bebè, il bonus PC o anche il bonus vacanze.

Per molti di questi bonus, l’ISEE serve a dimostrare di avere una situazione reddituale al di sotto di una determinata soglia.

Potrebbe accadere quindi che pur di ottenere quel determinato bonus o quella precisa prestazione, il contribuente decida di dichiarare il falso. Si tratta però di un reato (falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale) che ha conseguenze non indifferenti: non solo la perdita del beneficio, ma anche la reclusione fino a sei anni.

Controlli ISEE, cosa rischia chi dichiara il falso? Perdita del beneficio e restituzione del contributo

L’ISEE serve richiedere una serie di bonus e prestazioni legate alla situazione reddituale.

I controlli sono fatti a campione, quindi molti contribuenti che hanno dichiarato dati falsi potrebbero anche passarla liscia, ma mentire non conviene. Anche se non si tratta di evasione fiscale, è comunque un raggiro ai danni dello Stato, per ottenere prestazioni agevolate che non spetterebbero.

Chi commette il reato di falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale va incontro a conseguenze non così leggere: la prima è la perdita del beneficio.

D’altronde, il beneficio sarebbe illegittimo: non sarebbe giusto godere di un’agevolazione ottenuto dichiarando dati non conformi alla realtà. Il contributo ottenuto viene quindi revocato, e la cifra percepita fino a quel momento va restituita.

Controlli ISEE e dichiarazione del falso: si rischia fino a sei anni di reclusione

La restituzione del beneficio non è l’unica conseguenza possibile: ce n’è un’altra ben più grave che dovrebbe far passare la voglia ai contribuenti di fare i “furbetti” con l’ISEE.

Se durante i controlli dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza si riesce a dimostrare che la dichiarazione del falso è stata volontaria, c’è un’integrazione di un vero e proprio reato di falso.

La punizione per un reato simile è la reclusione fino a sei anni.

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