Conti di risparmio e investimento: la strategia europea per mobilitare i capitali privati

Antonello Motroni

11 Ottobre 2025 - 07:02

La Raccomandazione (UE) 2025/2029 introduce principi comuni per favorire l’allocazione efficiente del risparmio retail verso l’economia reale, armonizzando regole, costi e fiscalità negli Stati membri

Conti di risparmio e investimento: la strategia europea per mobilitare i capitali privati

Quando la Commissione Europea ha presentato la Savings and Investment Union, una delle sfide era rappresentata dall’individuazione di strumenti/misure per aumentare i risparmi della clientela retail da allocare in impieghi reali. Nonostante l’elevato tasso di risparmio dei cittadini dell’UE, essi spesso non riescono a massimizzarne la redditività a causa della frammentazione dei mercati, della complessità degli investimenti e di un’insufficiente alfabetizzazione finanziaria.

Con la Raccomandazione (UE) 2025/2029, adottata il 30 settembre 2025, Bruxelles compie un passo importante nella direzione auspicata, definendo i tratti salienti che dovrebbero caratterizzare i conti di risparmio e investimento individuali. Taluni hanno obiettato che la scelta di procedere tramite una Raccomandazione agli Stati membri anziché tramite un regolamento o direttiva, rischia di minare il successo dell’iniziativa; è anche vero, come ha ribattuto la Commissione, che se tutti gli Stati membri daranno attuazione alle indicazioni della Raccomandazione, il risultato sarà comunque raggiunto.

L’idea di istituire conti di risparmio individuali per finanziare attività reali non è nuova e ci sono già diverse esperienze in Europa, si pensi ad esempio ai PIR (Piani individuali di risparmio a lungo termine). La Commissione auspica che le indicazioni contenute nella Raccomandazione diventino patrimonio comune di tutti i conti individuali e di risparmio, sia quelli già commercializzati, sia quelli che saranno istituiti a seguito dell’iniziativa.

Il modello dei conti individuali di risparmio definito dalla Raccomandazione si fonda sui seguenti principi:

  1. facilità di utilizzo da parte dei clienti e di gestione da parte dei provider,
  2. flessibilità nella negoziazione degli strumenti finanziari,
  3. agevolazioni fiscali.

A differenza di quanto avviene per i PIR, per i quali sono previsti limiti annuali di contribuzione, sia nella versione tradizionale, sia in quella alternative PIR, Bruxelles raccomanda agli Stati membri flessibilità in fase di contribuzione, sia in termini di importi minimi da versare, sia in termini di versamenti regolari; inoltre, i risparmiatori dovrebbero poter aprire più conti individuali di risparmio e investimento.

Quanto alla fornitura del prodotto, in caso di commercializzazione mediante libera prestazione di servizi, gli Stati membri non dovrebbero prevedere requisiti aggiuntivi oltre quelli previsti dalle normative settoriali del potenziale fornitore. Il collocamento dei conti potrebbe avvenire anche senza consulenza e dovrebbe essere ammesso il trasferimento degli attivi tra conti.

Le commissioni praticate ai sottoscrittori devono essere eque, proporzionate, trasparenti e intelligibili. I costi di trasferimento dovrebbero prevedere soltanto oneri di natura amministrativa e dovrebbero essere chiaramente rendicontati. Gli Stati membri, inoltre, dovrebbero garantire che il trasferimento, anche transfrontaliero, non sia soggetto a tassazione e non metta in discussione i vantaggi fiscali esistenti.

Tra gli eligible asset dei conti di risparmio e investimento la Raccomandazione elenca almeno le azioni, le obbligazioni e le quote di OICVM, consentendo tuttavia agli Stati membri la facoltà di estendere il paniere degli strumenti finanziari investibili, a condizione che la scelta ricada su investimenti adeguati alla clientela retail; l’investimento in strumenti finanziari complessi dovrebbe essere precluso in ogni caso.

Altra differenza rispetto ai PIR è rappresentata dall’assenza di indicazioni sulle tipologie di investimenti: la Raccomandazione, infatti, non prevede un esplicito vincolo di portafoglio ma incoraggia gli Stati membri a favorire opzioni di investimento destinate all’economia dell’UE, per contribuire alle priorità strategiche dell’Unione stessa, comprese le transizioni digitale, verde e sociale e il rafforzamento della difesa e della sicurezza del blocco.

I profili fiscali dei conti di risparmio e investimento rivestono particolare importanza; oltre a raccomandare l’adozione di un quadro che favorisca una efficiente gestione degli adempimenti fiscali da parte dei fornitori, la Commissione incoraggia gli Stati membri a introdurre incentivi fiscali adeguati e in linea con quelli riconosciuti a prodotti similari.

Tra le possibili modalità di incentivazione fiscale vengono espressamente richiamate le deduzioni dei contributi versati, le esenzioni fiscali o i differimenti di imposta fino al momento del riscatto e la non discriminazione rispetto a forme di risparmio similari già commercializzate.

Da ultimo la Raccomandazione si sofferma sulla creazione di un substrato culturale favorevole alla diffusione dei conti di risparmio e investimento, richiedendo agli Stati membri di scambiarsi buone pratiche, di revisionare periodicamente l’adeguatezza degli incentivi concessi e di avviare campagne promozionali per favorire la conoscenza dei conti e degli incentivi ad essi concessi.