Il Direttore dell’Agenzia delle entrate ha provveduto a dettare le regole operative per la consulenza giuridica. Ecco di cosa si tratta e come funziona. Istruzioni.
Consulenza giuridica: cos’è e come funziona? Quando è possibile richiederla e quali sono le istruzioni per presentare l’istanza? Nella riforma dello Statuto del contribuente era stata introdotta la consulenza giuridica che aveva il ruolo di sostituire in parte l’interpello, di fatto fino ad ora non erano state dettate le regole applicative e di conseguenza non era stata operativa. Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dell’8 giugno 2026 si è provveduto a riempire tale vuoto.
Vediamo, quindi, cos’è la consulenza giuridica, chi può richiederla e le istruzioni per accedere al servizio.
Cos’è la consulenza giuridica?
La consulenza giuridica è disciplinata dall’articolo 10-octies dello Statuto del contribuente, con il Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate si provvede ad attuare la norma. Stabilisce tale articolo che “L’amministrazione finanziaria offre, su richiesta, consulenza giuridica alle associazioni sindacali e di categoria, agli ordini professionali, agli enti pubblici, alle regioni e agli enti locali, nonché alle amministrazioni dello Stato per fornire chiarimenti interpretativi di disposizioni tributarie su casi di rilevanza generale che non riguardano singoli contribuenti”
La richiesta di consulenza giuridica non ha effetto sulle scadenze. La richiesta di consulenza serve a ottenere un’interpretazione delle norme. Non si tratta di un servizio generalizzato, infatti, non tutti possono accedervi. Può essere richiesta da:
- associazioni sindacali e di categoria e ordini professionali che esprimono interessi diffusi nell’ambito della Regione, ai quali sia stato attribuito il codice fiscale;
- enti pubblici territoriali ed enti locali, nonché organi periferici delle amministrazioni statali, operanti nell’ambito della Regione, ai quali sia stato attribuito il codice fiscale.
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A chi deve essere richiesta la consulenza giuridica?
L’istanza di consulenza giuridica è redatta in forma libera ed esente da bollo, è sottoscritta. Nell’istanza il rappresentante deve dichiarare di non essere a conoscenza dell’esistenza di controlli in corso o non ancora conclusi, né comunque definiti tramite ravvedimento, accertamento con adesione, acquiescenza, conciliazione o a seguito di giudicato, nei confronti dell’istante e dei soggetti associati o rappresentati, con riferimento alla stessa questione interpretativa oggetto del quesito.
Le istanze di consulenza giuridica sono presentate alla Direzione regionale competente in relazione al domicilio fiscale del soggetto istante. In caso di soggetto non residente o istanze formulate dalle amministrazioni centrali dello Stato, da enti di rilevanza nazionale sono presentate alla Divisione Contribuenti.
In caso di errori nella individuazione corretta del destinatario l’Ufficio ricevente la trasmette all’Ufficio competente. In tal caso, il termine per la risposta inizia a decorrere dalla data di ricezione dell’istanza da parte dell’Ufficio competente.
La consulenza giuridica deve essere richiesta con PEC e gli indirizzi delle varie direzioni sono elencati nel Provvedimento del giorno 8 giugno che qui alleghiamo
Integrazione dell’istanza di consulenza e termini
Nel caso in cui l’istanza sia carente di requisiti, ma regolarizzabile, entro 30 giorni vi è l’invito a regolarizzare l’istanza. Nei successivi 30 giorni l’istante può provvedere.
Quando non è possibile fornire risposta all’istanza di consulenza giuridica sulla base dei documenti allegati, l’Ufficio procedente può chiedere all’istante, una sola volta, nel termine ordinatorio di trenta giorni dalla ricezione o dalla regolarizzazione, di integrare la documentazione presentata.
Se, invece, il richiedente non rispetta i termini per integrare o regolarizzare la domanda, l’Amministrazione la considera rinunciata e ne dà comunicazione.
La consulenza giuridica viene fornita per iscritto e motivata entro 120 giorni dalla data di ricezione. I termini sono sospesi dal 1° al 31 agosto di ogni anno e nel caso in cui il termine finale cada in un giorno festivo o nel sabato.
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