Concorso Scuola 2019: nuove regole, procedure e requisiti

La Legge di Bilancio 2019 modifica ancora il concorso scuola: addio al FIT e agli ambiti territoriali, novità anche per il sostegno.

Concorso Scuola 2019: nuove regole, procedure e requisiti

La Legge di Bilancio 2019 modifica il concorso scuola: nonostante le nuove regole introdotte con la Buona Scuola non siano state ancora messe in pratica (l’ultimo concorso docenti risale al 2016), infatti, il Governo ha già deciso di cambiare.

Novità più importante riguarda la cancellazione del percorso triennale FIT (formazione iniziale e tirocinio) che i vincitori del concorso avrebbero dovuto sostenere prima di accedere ufficialmente al ruolo. Un’altra novità poi riguarda la cancellazione degli ambiti territoriali introdotti dalla Buona Scuola; se la Legge di Bilancio verrà approvata senza modifiche in tal senso, quindi, i docenti saranno nuovamente nominati su scuola come accadeva in passato.

La Legge di Bilancio non interviene però su quella che molto probabilmente è stata la novità più importante introdotta dalla Buona Scuola: l’abolizione dell’abilitazione tra i requisiti per la partecipazione al concorso scuola. È il concorso in sé, infatti, ad essere abilitante all’insegnamento.

Nell’attesa che il bando del primo concorso scuola con le nuove regole venga pubblicato, quindi, vediamo come sarà strutturato, quali sono i requisiti necessari per partecipare e cosa succederà una volta superata la selezione.

Requisiti

Per iscriversi al concorso l’aspirante docente deve essere in possesso di uno dei seguenti requisiti:

  • laurea magistrale o a ciclo unico;
  • diploma di II°livello dell’alta formazione artistica, musicale coreutica;
  • titolo equipollente o equiparto coerente con la classe di certificazione.

Questi titoli naturalmente dovranno essere validi per l’iscrizione ad una delle classi di concorso vigenti. A tal proposito, ecco la tabella aggiornata delle classi di concorso con i titoli necessari ai fini dell’iscrizione.

DPR n°19 del 2016- Tabelle classi di concorso aggiornate
Clicca qui per scoprire a quale classe di concorso puoi iscriverti con il tuo titolo di studio.

Inoltre, i candidati dovranno essere in possesso di 24 CFU/CFA universitari conseguiti nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Non saranno richiesti i 24 CFU per quei soggetti già in possesso di un titolo abilitante, seppur per un’altra classe di concorso o per un diverso grado di istruzione.

Lo stesso vale per i precari storici, ossia per coloro che negli ultimi 8 anni scolastici - precedenti all’avvio delle procedure concorsuali - abbiamo maturato almeno 3 anni di servizio, anche non continuativi, su posto comune o di sostegno.

Questi, oltre a poter partecipare al concorso senza dover prima conseguire i suddetti 24 CFU (ma solo se partecipano per una tra le classi di concorso per le quali abbiano maturato almeno un anno di servizio) avranno anche un 10% di posti riservati per l’assunzione.

Prove di esame

Nel prossimo Concorso Scuola i candidati dovranno sostenere tre prove di esame, due scritte e una orale. Per chi vuole diventare insegnante di sostegno, invece, è prevista un’ulteriore prova scritta aggiuntiva.

Nel dettaglio, le prove del Concorso Scuola avranno le seguenti finalità:

  • prima prova: l’obiettivo è di valutare il grado delle conoscenze del candidato su una disciplina specifica. Il candidato può scegliere quella che vuole tra quelle afferenti alla classe di concorso alla quale è iscritto. L’unico vincolo è rappresentato per gli insegnanti di lingue e culture straniere, per i quali la prima prova deve basarsi sulla lingua d’insegnamento;
  • seconda prova: accedono a questa prova scritta solamente i candidati che hanno superato il primo test. L’obiettivo della seconda prova scritta è di valutare il livello di conoscenza del candidato sulle discipline antropo-psico-metodologiche e tecnologie didattiche.
  • prova orale: per chi supera le due prove scritte c’è l’orale, nel quale può essere compresa una prova pratica qualora la commissione lo richieda. Nell’orale saranno valutate le conoscenze del candidato in merito alle discipline facenti parte della sua classe di concorso. Inoltre, in questa sede verrà accertato il grado di conoscenza della lingua straniera (livello B2) e il possesso delle abilità informatiche di base.

Per il sostegno ci sarà una prova scritta aggiuntiva alle due suddette; questa, infatti, ha come obiettivo quello di valutare il livello di preparazione del candidato sulla pedagogia speciale sulla didattica per l’inclusione scolastica.

Cosa succede una volta concluso il concorso?

Come anticipato, una volta concluso il concorso i vincitori non dovranno sostenere, come previsto dalla riforma del reclutamento attuata dalla Buona Scuola, il tirocinio triennale FIT.

Questo, infatti, è stato cancellato dalla Legge di Bilancio 2019; al suo posto ci sarà un solo anno di prova e formazione come supplente, al termine del quale è prevista l’assunzione in ruolo. Qualora il docente dovesse ottenere un giudizio negativo al termine dell’anno di prova, dovrà ripeterlo nuovamente.

In caso di esito positivo, invece, il docente sarà assunto nella stessa scuola per cui ha ricoperto la supplenza nell’anno di prova; la novità è che dovrà restare lì, senza alcuna possibilità di richiedere la mobilità, per almeno altri 4 anni.

Infine, per quel che riguarda il sostegno la Legge di Bilancio precisa che nel concorso non ci saranno idonei non vincitori, ma solo vincitori: questo perché la graduatoria finale - che avrà valenza biennale - sarà composta esclusivamente per un numero di soggetti pari al numero dei posti messi a concorso.

Iscriviti alla newsletter "Lavoro" per ricevere le news su Scuola

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.