Concorsi statali: novità e cosa cambia con la riforma Madia

Anna Maria D’Andrea

21 Marzo 2018 - 15:46

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Concorso unico per diventare dipendenti statali: la riforma Madia cambia le regole sulle prove da sostenere e sulla valutazione dei titoli. Penalizzato chi studia a memoria, premiate le competenze pratiche.

È fissata alle ore 15 di oggi la convocazione della Conferenza Unificata durante la quale saranno discusse le nuove regole per i concorsi statali.

In arrivo il concorso unico previsto dalla riforma Madia, con nuovi criteri di valutazione dei titoli e nuove regole anche per quanto riguarda le prove da sostenere: sarà premiata la logica più che la memoria e ai futuri dipendenti statali potrà essere richiesto anche di redigere una circolare o cimentarsi con prove pratiche.

Gli ultimi tasselli della riforma della PA, il decreto legislativo n. 75/2017 trovano pian piano posto, nelle stesse ore in cui si fa un gran parlare della beffa degli aumenti “a tempo” sugli stipendi per i dipendenti statali.

Come saranno i nuovi concorsi per i dipendenti statali e quali sono le principali novità? L’obiettivo è quello di premiare i più meritevoli, con l’introduzione di regole di concorso unico per lavorare alle dipendenze della Pubblica Amministrazione.

Statali, ecco le novità del concorso unico

L’obiettivo della direttiva Madia, che dovrà essere esaminata e approvata anche alla Conferenza Unificata delle Regioni, è quello di rendere sempre più efficiente la procedura di selezione dei dipendenti della Pubblica Amministrazione.

In un Paese in cui è l’inefficienza degli uffici statali è sotto l’occhio di tutti i cittadini, la riforma del Ministro della PA Marianna Madia mira ad introdurre nuovi criteri di valutazione e modalità di selezione dei dipendenti statali.

In primo luogo sarà introdotto il concorso unico, organizzato a livello centrale, che potrà essere svolto su base regionale qualora le assunzioni dovessero riguardare posizioni vacanti esclusivamente in una determinata regione. Il concorso centralizzato sarà obbligatorio per le amministrazioni centrali e sarà fortemente consigliato per le restanti.

Secondo quanto previsto dalla bozza della direttiva Madia, visionata e riportata in sintesi dall’ANSA, il concorso unico nella PA consente “un’adeguata partecipazione ed economicità dello svolgimento della procedura concorsuale e l’applicazione di criteri di valutazione oggettivi e uniformi”.

Spazio ai giovani: nuovi criteri valutazione

La riforma Madia modifica le regole sui requisiti per poter partecipare ai concorsi statali. Per ricoprire alcuni incarichi all’interno della PA non sarà più fondamentale avere necessariamente competenza specifica nel settore.

Questo perché premiare le esperienze pregresse potrebbe avere l’effetto negativo di escludere dalle procedure di assunzione i più giovani, anche se per ricoprire incarichi dirigenziali e ruoli di rilievo sarà in ogni caso richiesta “particolare competenza in materia o esperienza nel settore”.

In sintesi se da un lato si mira ad introdurre negli uffici statali sempre più giovani leve, dall’altro è previsto che per concorrere ai posti dirigenziali sia fondamentale aver maturato esperienza ed esser preparati allo svolgimento del proprio ruolo.

Ma anche in questo caso la riforma Madia della PA è chiara: non basterà essere in possesso di una determinata esperienza, ma bisognerà aver svolto la propria attività in modo meritevole.

Bandi concorsi statali

Regole più stringenti per i candidati: i bandi di concorso prevederanno la possibilità di inserire un numero limitato di titoli al fine della valutazione e dell’assegnazione del punteggio per la formazione della graduatoria.

Chi vorrà candidarsi a ricoprire un ruolo all’interno degli uffici statali dovrà scegliere quali titoli indicare e ovviamente dovrà esser data priorità a quelli più rilevanti.

Tra questi, saranno premiati i titoli relativi alle competenze linguistiche: l’inglese potrà essere prova d’esame se non proprio requisito di assunzione (cosa, tra l’altro, già prevista dal bando di concorso Inps).

Novità anche in merito allo svolgimento delle prove di concorso: potrà essere prevista una preselezione nel caso di numero elevato di candidati. I test saranno strutturati di modo da valutare le capacità pratiche e non solo la competenza mnemonica.

Prove pratiche nei nuovi concorsi pubblici: spazio al problem solving

Il dipendente statale del futuro dovrà essere non soltanto bravo a parlare e a scrivere in inglese ed essere avvezzo all’uso della tecnologia: dovrà essere in grado di “risolvere problemi”.

Proprio per questo, le prove dei concorsi statali dovranno essere strutturate non soltanto in quesiti teorici ma anche in prove pratiche: ai candidati potrà essere richiesto anche di redigere una circolare.

Il tutto con il fine di evitare di premiare lo studio a memoria e di dare priorità alle competenze pratiche, alla logica e alla capacità di problem solving.

Tutti i concorsi statali in un unico portale

Nell’ampio piano di riforma delle procedure di assunzione all’interno della Pubblica Amministrazione, la direttiva Madia prevede la costruzione di un Portale del Reclutamento, attraverso il quale cittadini e amministrazioni potranno prendere visione di tutte le informazioni sui concorsi pubblici banditi.

Sarà, inoltre, un ulteriore passo verso la digitalizzazione della PA: le domande di partecipazione ai concorsi potranno essere presentate online, con un modulo unico, e si potrà parare la relativa tassa di partecipazione stando comodamente seduti di fronte al proprio pc.

Una vera e propria rivoluzione, che assume particolare rilevanza tenuto conto che nei prossimi anni sono circa 450 mila i pensionamenti previsti e, conseguentemente, i posti che sarà necessario ricoprire.

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