Concorsi pubblici, novità valutazione titoli: ecco cosa cambia

Teresa Maddonni

5 Maggio 2021 - 10:04

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Concorsi pubblici: novità per la valutazione dei titoli e dell’esperienza professionale con degli emendamenti presentati al decreto Covid di aprile e che riguardano anche il concorso scuola. Vediamo cosa dovrebbe cambiare.

Concorsi pubblici, novità valutazione titoli: ecco cosa cambia

Concorsi pubblici: arrivano delle novità per la valutazione dei titoli con alcuni emendamenti presentati dai 5Stelle al decreto Covid n.44 del 1° aprile che ha definito le nuove regole.

Alle modifiche dei concorsi pubblici sembra sia favorevole anche il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, ma cosa cambia? O meglio cosa cambierebbe dal momento che l’iter per la conversione in legge del decreto Covid è ancora in corso.

Nelle scorse settimana, dopo l’entrata in vigore del decreto Covid che modifica e semplifica la procedura di svolgimento dei concorsi pubblici, si è alzato un polverone di polemiche strettamente legate proprio ai criteri di valutazione dei titoli e dell’esperienza professionale che andrebbero, per qualcuno, a penalizzare giovani e neolaureati.

Ora si vuole modificare i concorsi pubblici ulteriormente facendo sì che valutazione dei titoli e dell’esperienza professionale non potranno, insieme, avere un peso che superi un terzo del punteggio complessivo.

Concorsi pubblici: cosa cambia per la valutazione dei titoli

Per i concorsi pubblici si andrebbero a rendere più rigide le regole sulla valutazione dei titoli, anche l’esperienza professionale, con gli emendamenti presentati dai 5 Stelle al decreto Covid.

Pronto a recepire la proposta dei 5 Stelle, a detta degli stessi senatori che l’hanno avanzata, il ministro Brunetta. Per i concorsi pubblici si vuole correggere il tiro della nuova regola facendo sì che titoli ed esperienza professionale non possano superare il 33% del punteggio complessivo.

Questa norma tuttavia va a fissare nuovi paletti già previsti per i concorsi pubblici nella legge n.56/2019 all’articolo 3, comma 6, lettera b in cui si legge che “l’attribuzione, singolarmente o per categoria di titoli, di un punteggio fisso stabilito dal bando, con la previsione che il totale dei punteggi per titoli non può essere superiore a un terzo del punteggio complessivo attribuibile.”

Non solo si prevede, con la modifica per i concorsi pubblici a quanto stabilito con il decreto Covid come ricordano i 5 Stelle che hanno presentato gli emendamenti che “i titoli dovranno essere strettamente correlati alla natura e alle caratteristiche delle posizioni bandite”.

Questo criterio tuttavia, come sottolinea Il Sole 24 Ore, anche oggi può essere impugnato davanti ai giudici amministrativi qualora non si rispetti per la valutazione dei candidati durante i concorsi pubblici, vale a dire nel caso in cui i titoli richiesti non siano coerenti con la natura del bando.

Ricordiamo che la polemica sulla valutazione dei titoli nei concorsi pubblici è stata avanzata dal momento che il decreto Covid prevede alla’articolo 10 comma 1 lettera c: “una fase di valutazione dei titoli legalmente riconosciuti ai fini dell’ammissione alle successive fasi concorsuali. I titoli e l’eventuale esperienza professionale, inclusi i titoli di servizio, possono concorrere alla formazione del punteggio finale.”

Si prevede, con la modifica prevista in uno degli emendamenti, anche che la valutazione dei titoli vada a riguardare solo i concorsi pubblici per i profili a elevata specializzazione.

Le regole per i nuovi concorsi pubblici prevedono:

  • l’eliminazione della preselettiva e la sostituzione con la valutazione dei titoli e dell’esperienza;
  • una prova scritta;
  • una prova orale.

Ricordiamo che da poco è stato riaperto il bando per il concorso al comune di Roma per 1.470 posti che si svolgerà con una sola prova scritta che si compone di 60 quesiti a risposta multipla rispetto a quanto precedentemente stabilito.

Concorsi pubblici: no alla valutazione dei titoli per la scuola

E sulle modifiche da apportare al decreto Covid per i concorsi pubblici sono intervenuti proprio i senatori 5 Stelle firmatari degli emendamenti.

Gli stessi infatti chiedono che non si applichi la valutazione dei titoli e dell’esperienza al concorso scuola.

“L’emendamento prevede che titoli ed esperienze professionali possano concorrere alla formazione del punteggio finale solo in misura non superiore a un terzo. È un ottimo primo passo in avanti e pensiamo sia anche una risposta seria alle proteste dei nostri giovani.”

Queste le parole dei senatori 5 Stelle che hanno aggiunto:

“Ma vogliamo andare oltre, il MoVimento 5 Stelle in commissione propone d’inserire un criterio di proporzionalità anche laddove permanga la valutazione dei titoli per l’ingresso ai concorsi: chiediamo che questa sia svolta tenendo conto in modo proporzionato delle mansioni collegate alle professionalità e ai profili richiesti nei bandi.”

E sul concorso scuola aggiungono:

“Infine continuiamo a batterci affinché i nuovi criteri non si applichino ai concorsi per la scuola. Altrimenti si darebbe troppo vantaggio a chi vanta titoli di servizio acquisiti a danno dei più giovani aspiranti docenti.”

E concludono gli stessi:

“Avere modalità più agili e moderne per lo svolgimento dei concorsi pubblici è giusto così come è importante portare nella P.A. competenze nuove e elevate per adeguare la macchina pubblica alle nuove sfide. Ma non possiamo mettere in dubbio il principio di uguaglianza trascurando il diritto dei giovani neolaureati a mettere a frutto i loro studi e vincere i concorsi per meriti dimostrati in sede di selezione“.

Per i dettagli sulla modifica dei concorsi pubblici occorre attendere l’epilogo della fase di conversione in legge del decreto Covid di aprile.

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