Il concordato preventivo biennale cambia ancora, la svolta potrebbe arrivare con il concordato preventivo quadriennale che spalma l’aumento di reddito necessario per la piena affidabilità fiscale.
Concordato preventivo quadriennale? Il governo ci prova ancora, dopo le scarse adesioni delle due precedenti edizioni e il timore che chi ha aderito nel 2024 non rinnovi l’accordo con il Fisco a causa della, per ora, impossibilità di accedere all’iperammortamento previsto nella Legge di Bilancio 2026, sul tavolo ci sono ulteriori proposte. Tra le ipotesi più accreditate un rialzo graduale del reddito “atteso” e il rinnovo quadriennale dell’accordo con il Fisco.
Ecco quali sono i progetti di riforma del concordato preventivo biennale con raggiungimento affidabilità fiscale spalmata su 4 anni (concordato preventivo quadriennale).
Concordato preventivo biennale: la sfida del 2026
L’obiettivo è sempre lo stesso: fare in modo che un numero sempre maggiore di partite Iva decida di aderire al concordato preventivo biennale (o quadriennale) e dopo le scarse adesioni degli anni passati sono in cantiere ulteriori novità.
La sfida del 2026 è doppia: fare in modo che chi ha aderito per il biennio 2024-2025 rinnovi l’adesione e, allo stesso, tempo indurre chi non ha aderito nelle due edizioni precedenti a farlo ora.
Da sempre l’ostacolo più grande all’adesione al concordato è stato il calcolo della base imponibile sulla quale applicare la tassazione per due anni, questa infatti, viene decisa sulla base dei punteggi ISA maturati e in genere è più alta rispetto a quanto dichiarato negli anni precedenti.
Ne deriva che chi aderisce al concordato ha sicuramente minori controlli, ma allo stesso tempo paga più tasse di quelle pagate in precedenza, d’altronde l’obiettivo del governo sempre dichiarato è quello di contrastare l’evasione fiscale ed aumentare le entrate.
Concordato preventivo: introdotta la gradualità nell’adeguamento della base imponibile?
Le proposte per l’accordo 2026-2027 prevedono una maggiore gradualità nella determinazione della base imponibile che consente di arrivare a un punteggio Isa pari a 10. Questo implica che per i primi anni la differenza tra i redditi dichiarati negli anni precedenti e il reddito da concordato è lieve per poi aumentare in modo graduale e più morbido rispetto ad adesso.
L’obiettivo è utilizzare i dati raccolti durante i primi anni di concordato preventivo per un’analisi più accurata ed evitare di gonfiare troppo i preventivi sui redditi potenzialmente prodotti negli anni successivi. Questa misura potrebbe essere accompagnata dal concordato preventivo quadriennale. L’accordo dovrebbe essere biennale con esercizio per l’opzione di rinnovo automatico per il biennio successivo.
Se ad oggi l’aumento di base imponibile viene spalmata su due anni, in seguito potrebbe essere spalmato su 4 anni.
Non è ancora noto se anche per l’edizione 2026-2027 sarà disponibile la possibilità di accedere al ravvedimento speciale, cioè il condono fiscale che consente di regolarizzare gli anni di imposta precedenti attraverso un calcolo forfettario delle maggiori imposte dovute (imposte sui redditi e Irap). L’adesione al ravvedimento evita i controlli sulle annualità sanate.
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