Ravvedimento speciale, torna la sanatoria fiscale

Nadia Pascale

27 Maggio 2026 - 12:38

Presentato l’emendamento per il condono fiscale relativo agli anni 2020-2024. Addio controlli fiscali pagando una somma forfettaria.

Ravvedimento speciale, torna la sanatoria fiscale
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Il ravvedimento speciale era atteso da tutti i titolari di partita Iva, soggetti ISA ed è arrivato l’emendamento che consente di ottenere la sanatoria fiscale per gli anni di imposta 2020-2024, ecco cosa prevede.

Forza Italia presenta l’emendamento per il ravvedimento speciale in favore di chi aderisce al concordato preventivo biennale. L’emendamento è stato presentato in sede di conversione del decreto Accise ter. Ecco chi potrà accedere al maxi condono fiscale e i benefici.

Siamo giunti alla terza edizione del concordato preventivo biennale e per entrambe le prime due il ravvedimento speciale è sempre stato concesso. Si tratta di un vero e proprio incentivo per aumentare l’appeal del concordato, cioè l’accordo tra Fisco e contribuente inerente la base imponibile su cui applicare la tassazione per due anni.

Il tratto saliente del concordato è rappresentato dal fatto che nella maggior parte dei casi, a fronte di una drastica riduzione dei controlli fiscali, si versano generalmente più imposte rispetto a quante ne sono state versate negli anni precedenti. Ciò avviene in forza del punteggio ISA, minore è l’affidabilità fiscale del contribuente e maggiore è la differenza tra quanto pagato e quanto è necessario pagare in futuro.

Per invogliare maggiormente i contribuenti ad aderire viene proposta una sanatoria fiscale sugli anni precedenti: pagando delle somme determinate forfettariamente, sempre sulla base degli indici ISA, si ottiene un condono fiscale su quegli anni.
Per il concordato 2026-2027 la sanatoria ancora non era stata proposta anche se non sono mancati incentivi, come la possibilità di accedere all’iperammortamento.

Come funziona il ravvedimento speciale

Lo schema del ravvedimento speciale resta simile a quello approvato negli anni precedenti. Nella versione 2025-2026 è previsto che la base imponibile delle imposte sui redditi sia calcolata avendo come punto di riferimento il punteggio ISA maturato nello specifico anno di imposta. In particolare per ciascuna annualità il reddito di impresa o di lavoro autonomo è aumentato di:

  • 5%, per chi ha un punteggio ISA pari a 10;
  • 10%, per chi ha un punteggio ISA compreso tra 8 e 10;
  • 20%, per chi ha un punteggio ISA compreso tra 6 e 8;
  • 30%, per chi ha un punteggio ISA compreso tra 4 e 6;
  • 40%, per chi ha un punteggio ISA compreso tra 3 e 4;
  • 50%, per chi ha un punteggio ISA inferiore a 3.

Su questa base imponibile trovano poi applicazione le aliquote. Pen le imposte sui redditi le aliquote sono:

  • 10%, per chi ottiene un punteggio ISA pari o superiore a 8;
  • 12%, per chi ottiene un punteggio ISA compreso tra 6 e 8;
  • 15%, per chi ottiene un punteggio ISA inferiore a 6.

Per l’Irap l’aliquota applicata è 3,9%.

Fino ad ora la base imponibile è stata ridotta del 30% per gli anni 2020 e 2021, Covid.

Naturalmente in questa fase non vi è certezza sulla approvazione definitiva del ravvedimento speciale. Deve però essere sottolineato che chi ha aderito negli anni precedenti, ha avuto la possibilità di sanare anomalie con le edizioni precedenti (fino all’anno di imposta 2023).
Nel 2024 chi ha aderito al concordato non ha bisogno di sanare l’anno fiscale. Chi non ha aderito e non è stato attratto dal condono fiscale negli anni precedenti, difficilmente vedrà ora un incentivo nella sanatoria fiscale.