Come cambia il Concordato per partite Iva e imprese nel biennio 2026/2027

Patrizia Del Pidio

5 Agosto 2026 - 12:04

Via libera definitivo alla delega fiscale: 21 decreti e 8 Testi Unici. Tutte le novità su Concordato preventivo 2026-2027, sanatorie e tagli ai controlli.

Come cambia il Concordato per partite Iva e imprese nel biennio 2026/2027

Con l’approvazione degli ultimi tre decreti legislativi da parte del Consiglio dei Ministri, la riforma fiscale raggiunge una tappa importantissima. Il bilancio complessivo della revisione del sistema fiscale italiano conta 21 decreti legislativi e 8 testi unici; questi ultimi entreranno ufficialmente in vigore a partire dal 1° gennaio 2027.

L’obiettivo primario dei testi unici è quello di riordinare oltre 440 testi normativi che si sono stratificati nel tempo. Lo scopo ultimo dell’esecutivo, in ogni caso, è quello di dare vita a un unico Codice Tributario entro la fine della legislatura.

L’intervento di maggior impatto riguarda le modifiche apportate al Concordato preventivo biennale (CPB) per il biennio 2026/2027, con nuove regole concepite per incentivare l’adesione di imprese e liberi professionisti. Vediamo cosa cambia.

Cosa cambia per chi rinnova il concordato preventivo biennale?

Per i contribuenti che entro il 31 ottobre 2026 decideranno di rinnovare l’accordo con l’Agenzia delle Entrate, il decreto integrativo introduce agevolazioni importanti al concordato preventivo biennale.

Per chi aderisce al Cpb 2026/2027 è prevista la novità di poter versare le somme dovute per saldo e acconto ratealmente e senza l’applicazione di interessi. Inoltre viene rinnovato il ravvedimento speciale estendendolo fino al 2023: sarà possibile sanare le annualità passate con versamento di imposta sostitutiva calcolata sui livelli di affidabilità fiscale per gli anni compresi dal 2020 al 2023. Rispetto alla prima versione, che prevedeva la possibilità di sanare solo l’annualità 2023, la versione definitiva del decreto estende la possibilità di sanatoria fino al 2020.

Per chi aderisce al rinnovo, inoltre, i termini entro i quali il Fisco può notificare gli avvisi di accertamento vengono ridotti di due anni. Per chi sceglie l’accordo per il fisco per il biennio 2026/2027, infine, sono previste soglie più alte per i visti di conformità. Il limite entro cui è possibile compensare i crediti di imposta senza l’obbligo del visto di conformità del professionista sale:

  • da 70.000 a 100.000 euro se si tratta di crediti Iva;
  • da 50.000 a 70.000 euro se si tratta di crediti Irpef, Ires e Irap.

Nuove regole del concordato e cause di decadenza

Il provvedimento approvato modifica anche i requisiti di accesso al concordato preventivo sia per chi rinnova, sia per chi è al primo accesso. Per le nuove adesioni viene semplificata la correzione di omissioni o errori formali che potrà essere effettuata con la presentazione della dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso.

Per le cause di decadenza dall’elenco dei motivi che fanno perdere il diritto di accesso al concordato viene eliminata l’assenza di debiti erariali e previdenziali scaduti al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di adesione. Questa modifica riveste una particolare importanza perché evita la decadenza a coloro che hanno in corso procedure di rottamazione o dilazioni per debiti cristallizzati l’anno prima dell’adesione.

Per fare in modo che l’ampliamento della compagine sociale non determini la decadenza del concordato preventivo, viene riconosciuta la possibilità di ingresso a nuovi soci o associati a patto che nell’anno d’imposta precedente non abbiano conseguito un reddito superiore a 35.000 euro.