Con questo BTP guadagni il 7,5% in 8 mesi tra rateo interessi e capital gain

Stefano Vozza

27 Novembre 2025 - 08:24

Obbligazioni dai ricchi ritorni sul breve termine grazie alle cedole e ai giusti movimenti dei corsi sul mercato secondario

Con questo BTP guadagni il 7,5% in 8 mesi tra rateo interessi e capital gain

Chi lo ha detto che l’investimento in obbligazioni sia “noioso” o poco stimolante in termini di perfomance o dinamiche di mercato? Tutto dipende da caso a caso. Ci sono bond che restano relativamente stabili nel tempo causa la loro breve vita utile e/o lo scarso appeal dei tassi cedolari o per i timori legati all’emittente. Di contro, ve ne sono altri che regalano adrenalina e cambi di scenari più o meno frequenti con annessi ritorni in negativo e in positivo.

Tra i vari, ecco da dove deriva il più 7,5% di guadagno in 8 mesi tra rateo interessi e capital gain grazie a un BTP.

L’obbligazione sovrana MEF emessa nel 2005

Il riferimento è al BTP Tf 4% 1fb37 con matricola ISIN IT0003934657 emesso il 1° agosto del 2005. All’epoca era un trentennale oggi ridotto ad appena, si fa per dire, 11,18 anni di vita residua visto che la data di rimborso finale è al 1° febbraio 2037.

L’obbligazione gode di un ricco flottante (più di 30 miliardi di euro) e un buon flusso cedolare, pari al 2% lordo semestrale e il 4% annuo. In pratica 1.000 € di nominale danno diritto a 20 € lordi di incassi ogni 6 mesi, da tassare al 12,50% di ritenuta fiscale per un 17,50 € netto/semestre.

A rimetterci è tuttavia l’effettivo a scadenza sceso al 3,49% lordo dato il prezzo attuale sui 105 centesimi, per un credito d’imposta intorno allo 0,6%. A questi corsi, quindi, il ritorno lordo cumulato da qui all’1/02/’37 si aggira sul 39%.

Il movimento dei prezzi sul mecato secondario

Tuttavia, anche nel recente passato il mercato ha dato modo e occasione di entrare sul titolo alla parità e anche al di sotto. Il minimo annuo, a marzo scorso, è stato a 99,55 mentre il massimo ’25 lo si è avuto un mesetto fa a 105,81.

Sul grafico a base settimanale si scorgono diversi mini cicli up e down, con due di essi a rubare maggiormente l’attenzione. Il primo (in ordine di tempo) è quello che porta dal picco di 105 di inizio febbraio fino al minimo annuo di marzo, un 5% circa di crollo dei corsi in 40 giorni circa. Da lì è ripresa la salita fino a un primo massimo a 105,2 ai primi di giugno e un secondo a 105,81 un mese fa. Ovviamente all’interno di questi due trend annui se ne sono formati altri di più modesta entità.

Ora il grande dilemma del mercato è un altro: i corsi ritesteranno l’high a 108,02 del 2024 o è più probabile che storneranno su valori meno cari degli attuali? Difficile rispondere ma c’è la sensazione che al momento il mercato abbia incorporato buona parte delle buone notizie attese sul fronte obbligazionario.

Cumulo di cedola e capital gain

Intanto chi ha avuto modo e disponibilità economica di entrare sul mercato a marzo scorso può ritenersi soddisfatto della scelta fatta. In primis perché si è assicurato un acquisto del titolo sulla parità o al di sotto nei casi più felici. Poi perché al momento può decidere con la massima tranquillità il da farsi: incassare il “bottino” e spostare altrove il capitale o restare fino al termine? L’attesa del 2037 garantirebbe un 4% lordo annuo per 12 anni circa (a marzo, al temo dell’acquisto), un ritorno capace di coprire tasse, spese e, si spera, anche il costo della vita. Tradotto, un ritorno reale positivo, risultato tutt’altro che scontato sull’obbligazionario.

Nel caso della dismissione anticipata, invece, ecco anzitutto un +5/6% di capital gain a seconda del prezzo di carico. Poi c’è il rateo cedolare di periodo, e trattandosi di 8 mesi si tratta di un altro 2,5-2,8% circa a seconda della data di acquisto.

7,5% di guadagno in 8 mesi tra rateo interessi e capital gain per il BTP 4%

Diciamo subito che l’esercizio di calcolare i guadagni muovendo dai prezzi min-max esce bene solo sulla carta e a posteriori, cioè a giochi già fatti. Entrare e uscire esattamente sui minimi e massimi capita di rado e richiede anche un certo grado di preparazione e capacità di lettura dei mercati. Inoltre anche tanta propensione al rischio di solito avulsa al piccolo investitore, cassettista o meno che sia.

Oltre al rischio servono però anche bond che siano più “adatti” allo scopo, cioè con precise caratteristiche di fondo:

  • elevata liquidità sul mercato secondario in termini di contratti e controvalore, e al riguardo il BTP 1fb37 4% ben si comporta. Su base giornaliera vanta una media tra i 100 e 200 contratti, con punte anche fino a 3-400, e controvalori in genere racchiusi tra i 5 e i 10 mln di €;
  • buona durata residua e duration modificata, quest’ultima oggi pari a 8,78. Anni fa era decisamente maggiore, e difatti il grafico del BTP 1fb37 mostra un minimo storico 62,50 nel novembre 2011 e un massimo a 146,54 a febbraio 2021;
  • infine una buona cedola e un buon emittente, quasi al pari di quanto avviene con le azioni di Borsa. Qui sono i titoli delle società più sane che producono utili e pagano ricchi dividendi ad essere quelli più gettonati, cioè più domandati dagli operatori. Lo stesso vale più o meno sul comparto obbligazionario, per cui la cedola non deve esser esigua mentre il debitore deve essere solvibile e credibile.