Comunicazione Enea superbonus 110%: come fare e novità

Caterina Gastaldi

20 Maggio 2022 - 18:16

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Per poter avere accesso alle diverse agevolazioni fiscali del superbonus 110% è necessario essere in possesso della comunicazione Enea.

Comunicazione Enea superbonus 110%: come fare e novità

Secondo quanto previsto dal decreto Pnrr 2 diventa obbligatorio l’invio della pratica all’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, per poter ottenere l’accesso al superbonus del 110%.

Quali sono i cambiamenti più rilevanti e come funziona questa comunicazione? Ecco una breve guida per aiutare a muoversi con più semplicità nel momento in cui si deve inviare la comunicazione all’Enea, le novità del 2022, e le informazioni di cui tenere conto.

Come fare la comunicazione Enea per il superbonus 110%

Questa comunicazione è necessaria per poter attingere a ogni tipo di bonus quando si vanno a fare lavori di ristrutturazione di un immobile, superbonus 110% compreso. Tuttavia, malgrado possa essere un’operazione comune da svolgere, questo non la rende semplice e il rischio di errore è sempre presente.

La comunicazione va fatta attraverso il portale Enea, al quale è obbligatorio registrarsi per poter fare procedere con l’invio.

Inoltre, all’interno della comunicazione è necessario inserire determinati dati e specifici documenti, ovvero:

  • i dati anagrafici di chi andrà a beneficiare dell’agevolazione, copia del documento di identità e del codice fiscale;
  • la tipologia dell’intervento effettuato (in questo caso superbonus del 110%);
  • le informazioni sull’edificio prima della ristrutturazione e quelle post-ristrutturazione;
  • l’ammontare totale della spesa;
  • i dati relativi all’immobile, compresa la visura catastale;
  • i dati relativi alle riqualificazioni energetiche del patrimonio edilizio esistente;
  • due Attestati di Prestazione Energetica (Ape), prima e dopo i lavori.

È anche necessario allegare l’asseverazione con firma e timbro del tecnico che ha eseguito i lavori, attestante che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti.

Quando trasmettere la comunicazione all’Enea

La comunicazione all’Enea va trasmessa entro 90 giorni, e assolutamente non oltre, dalla fine dei lavori.

Per quel che riguarda il superbonus del 110%, però, l’asservazione può essere effettuata in corso d’opera, allo stato di avanzamento dei lavori al 30% o al 60%, in modo da accedere allo sconto in fattura o alla cessione del credito.

Per creare la comunicazione è necessario, in quest’ordine:

  • registrarsi al portale dell’Enea;
  • accedere al sistema;
  • compilare l’asseverazione con tutta la documentazione richiesta;
  • stampare, firmare, e scansionare il documento generato dal sistema;
  • caricare il documento firmato e scansionato per protocollarlo;
  • infine, scaricare l’asseverazione protocollata e conservarla.

Il processo sembra semplice, ma bisogna fare particolare attenzione alle tempistiche e alla correttezza di tutta la documentazione specifica richiesta.

Le novità col decreto Pnrr: cosa cambia?

Le modifiche apportate dal decreto Pnrr rendono obbligatorio l’invio delle informazioni a lavori ultimati all’Enea, introducendo così un potenziamento del monitoraggio degli interventi per l’efficientamento energetico e la sicurezza degli edifici che godono dell’Ecobonus e del Sismabonus fino al 110%.

Il motivo dietro a questo scelta è semplice: aumentare i controlli per evitare truffe e il rischio di evasione fiscale.

La relazione sui dati elaborati viene poi trasmessa dall’Enea al ministero della Transizione Ecologica.

Chi deve fare la pratica Enea

A poter fare la pratica è sia la persona che andrà a beneficiare del bonus, sia un intermediario. Quando ci si va a registrare sul portale Enea si dovrà andare a selezionare una delle due opzioni.

In caso si scelga “beneficiario” allora a poter utilizzare questo nominativo sono:

  • il privato cittadino che beneficerà della detrazione e che ha pagato l’impianto o lavori;
  • l’amministratore di condominio, se con pochi beneficiari e senza ragione sociale;
  • la persona non professionista, che supporta il beneficiario nella compilazione della dichiarazione (come un parente, o un amico).

Si ricade nel ruolo di “intermediario” nel caso in cui:

  • si sia amministratori di un grosso condominio;
  • si sia una società;
  • si tratti del tecnico professionista che compila la dichiarazione per conto di un cliente o di un assistito.

Nel momento della registrazione dell’intermediario si dovranno andare a inserire le informazioni di registrazione all’albo professionale, se esistenti.

Quanto costa fare una pratica Enea

Il costo della pratica Enea è variabile, nel caso dell’ecobonus 110%, per quel che riguarda sia la compilazione, sia l’asseverazione, il prezzo va dagli 80 euro fino ai 350 euro, di media, per quel che riguarda il listino prezzi dei professionisti che si occupano questi lavori specifici, tenendo anche conto dei diversi documenti che è necessario presentare.

Nel caso in cui ci si occupasse personalmente della compilazione i prezzi diminuiscono, ma se non si ha la giusta esperienza si potrebbe incorrere in problemi durante la compilazione.

Cosa succede se non faccio la comunicazione Enea?

In caso di omessa o mancata comunicazione all’Enea, stando anche alla risoluzione n. 46/E del 2019, non si va a perdere il diritto alla detrazione fiscale. Questa regola vale anche in caso di comunicazione trasmessa con errori.

Risoluzione n° 46/E del 14 aprile 2019
Testo della risoluzione n° 46/E del 18/04/2019 concernente la trasmissione in via telematica all’Enea delle informazioni sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, per il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito

Questo adempimento infatti ha lo scopo di monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito dagli interventi nell’ambito del programma Nazionale.

Attenzione però, questo non significa che non si corrano rischi. Infatti la comunicazione è pur sempre obbligatoria e si incorre in sanzioni in caso di invio mancato, ma è possibile applicare l’istituto della «remissione in bonis».

Inviando la comunicazione entro la scadenza prevista per la dichiarazione dei redditi, ci si trova a dover pagare anche una sanzione da 250 euro attraverso modello F24.

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