Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fissato il tasso minimo garantito all’1,60% annuo. Basterà a convincere gli investitori italiani? Il sondaggio di Money.it
Comprerai il nuovo BTP Italia Sì?
E’ questa la domanda che Money.it vuole porre ai suoi lettori in occasione del collocamento del nuovo titolo di Stato indicizzato all’inflazione nazionale, riservato esclusivamente ai risparmiatori retail, a partire da lunedì 15 a venerdì 19 giugno (fino alle ore 13, salvo chiusura anticipata).
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fissato il tasso minimo garantito all’1,60% annuo. A questo si somma il tasso di inflazione italiana (Indice FOI senza tabacchi), con protezione anche in caso di deflazione. Le cedole sono semestrali, il capitale nominale è garantito a scadenza e il bond dura 5 anni (dal 23 giugno 2026 al 23 giugno 2031). È previsto inoltre un premio fedeltà extra dello 0,60% del capitale per chi lo sottoscrive in emissione e lo tiene fino a maturità.
Questo nuovo strumento arriva in un momento delicato per le famiglie italiane. L’inflazione, pur lontana dai picchi del 2022-2023, resta una preoccupazione concreta: secondo le proiezioni più recenti, l’Istat stima un tasso intorno al 2,9% per il 2026, mentre Bankitalia e altri istituti indicano valori medi tra il 2% e il 2,6% nei prossimi anni, spinti soprattutto dai costi energetici e dalle tensioni geopolitiche. In questo contesto, il BTP Italia Sì si presenta come uno scudo diretto contro il carovita domestico, diverso dai tradizionali BTP Italia per un meccanismo di calcolo semplificato delle cedole: tasso fisso più inflazione del semestre, applicato direttamente sul capitale nominale senza rivalutazione del montante.
Il titolo si emette alla pari (prezzo 100), con lotto minimo di 1.000 euro e codice ISIN IT0005713539. Non ci sono tetti né riparti: tutte le domande valide verranno accolte per intero. Al termine del collocamento il tasso minimo garantito potrà essere rivisto solo al rialzo in base alle condizioni di mercato. La sottoscrizione è possibile in filiale bancaria, all’ufficio postale o direttamente online tramite home-banking con funzione trading abilitata, sul MOT di Borsa Italiana.
Rispetto ai BTP tradizionali a tasso fisso di analoga durata, che oggi offrono rendimenti lordi intorno al 3,1-3,2%, il BTP Italia Sì sposta il rischio sul fronte inflattivo. Se l’inflazione media nei prossimi cinque anni si attesterà intorno al 2%, con un tasso fisso all’1,60% più premio fedeltà, il rendimento lordo annuo potrebbe aggirarsi tra il 3,7% e il 4%, con un netto (dopo tassazione al 12,5%) vicino al 3,3-3,5%. In caso di inflazione più elevata (3% o oltre), il vantaggio diventerebbe ancora più marcato. Al contrario, se i prezzi dovessero frenare bruscamente verso l’1% o meno, i BTP nominali tradizionali risulterebbero più convenienti grazie alla cedola fissa certa.
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