Una nuova miniera compete con le più grandi del mondo, fino a 500.000 tonnellate di rame ogni anno per questa compagnia ferroviaria.
Sta per nascere una delle più grandi miniere di rame del mondo, grazie all’accordo tra China railways group e la Repubblica democratica del Congo. Proprio in questi giorni il governo congolese ha comunicato che l’incontro tra i rappresentanti della società e il ministro delle Miniere Louis Watum Kabamba si è svolto positivamente. Dovrebbe quindi concludersi presto l’intesa sul giacimento nella provincia del Kasai-Oriental, conosciuto da tempo per la ricchezza di diamanti, ma ricco anche di rame.
Realizzare questa miniera comporterà inevitabilmente grandi sforzi vista l’attuale assenza di infrastrutture minerarie. Le soddisfazioni promesse, però, sembrano superare abbondantemente l’investimento richiesto all’inizio. Gli obiettivi del progetto sono molto ambiziosi, puntando a trasformare il giacimento in una delle miniere di rame più produttive di sempre. Non è certo un caso se tanto la China railways group quanto il governo di Kinshasa hanno molta fretta di iniziare i lavori il prima possibile e sono già state poste le condizioni per la cooperazione.
China railways group vuole costruire una delle più grandi miniere di rame del mondo
China railways group è ormai una presenza consolidata nel settore minerario della Repubblica del Congo, soprattutto in qualità di azionista di maggioranza di Sicomines. Quest’ultima porta avanti un’attività ventennale sulle infrastrutture minerarie, che nel 2025 le hanno garantito una produzione di rame di ben 250.000 tonnellate. Ma la nuova miniera potrebbe raddoppiare la cifra, portando l’estrazione cinese in Congo a un livello altissimo. Secondo le prime stime, infatti, questa miniera potrebbe garantire una produzione annua compresa tra 200.000 e 500.000 tonnellate di metallo.
Se la miniera riuscirà a essere sfruttata al massimo del suo potenziale diventerà quindi una delle più produttive di sempre, visto che colossi come Tenke Fungurume del gruppo Cmoc e Kamoa-Kukula di Ivanhoe Mines e Zijin Mining hanno prodotto rispettivamente 519.000 e 400.000 tonnellate di rame nel 2025. Prima di pensare a queste cifre, però, sono ben altri i conti che toccano alla compagnia ferroviaria cinese. C’è un motivo se questo ricchissimo giacimento del Congo non è ancora stato sfruttato per l’estrazione di rame e risiede nell’enorme investimento iniziale richiesto. Sono richiesti importanti investimenti per riuscire a estrarre il rame e trasportarlo, considerando che sarà necessario ottimizzare le strade, assicurare un’adeguata fornitura di corrente elettrica, ma anche occuparsi della lavorazione.
Sul punto, tuttavia, entrambe le parti hanno mantenuto un certo riserbo. Non si conosce pubblicamente, almeno per il momento, l’esatto importo dei costi stimati, né tantomeno le possibili date di completamento del progetto. Si sa soltanto che il presidente Felix Tshisekedi è “desideroso di veder realizzare il progetto il prima possibile”, ma non quando è previsto l’effettivo obiettivo di realizzazione.
Stati Uniti vs Cina nella Repubblica del Congo
La ricchezza della provincia del Kasai-Oriental non è certo una nuova scoperta. Proprio lì ha operato con grandi successi per anni la società di estrazione mineraria statale Miba, che ha estratto numeri record di diamanti nel corso del tempo. Adesso, però, ha dovuto interrompere quasi completamente la produzione a causa del forte indebitamento e dovrà unirsi in una joint venture con la compagnia ferroviaria cinese.
Quest’ultima sta facendo grandi affari con la Repubblica del Congo e non era neanche scontato. L’accordo di Kinshasa con Donald Trump garantisce infatti l’accesso previdenziale di Washington a una serie di materie prime strategiche, incluso il rame, ma nonostante ciò gli investitori statunitensi hanno dovuto cedere il passo sotto l’avanzata cinese. Le due potenze continuano quindi a contendersi lo sfruttamento delle preziose terre congolesi, ma sul rame la partita sembra per il momento vinta da Pechino. Non è cosa da poco, visto che si tratta del secondo produttore mondiale di rame e che quest’ultimo è sempre più ambito per le infrastrutture energetiche e l’elettronica.
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