Come viene tassata la pensione in Italia?

Quali tasse si applicano sulla pensione? Dall’aliquota Irpef alle addizionali regionali e comunali; ecco tutto quello che c’è da sapere.

Come viene tassata la pensione in Italia?

Anche la pensione non è immune dalle tasse. Dall’importo dell’assegno previdenziale, infatti, bisogna sottrarre alcune imposte così come succede per il reddito da lavoro dipendente al quale la pensione è assimilata.

Quindi per capire di quanto cambia la pensione dal lordo al netto bisogna comprendere quali sono le tasse che vi si applicano, così da farvi un’idea di quanto effettivamente andrete a guadagnare una volta che smetterete di lavorare.

Nel dettaglio, così come il reddito da lavoro dipendente, l’Inps sostituendosi al fisco effettua sulla pensione lorda una trattenuta mensile a titolo di imposta sul reddito delle persone fisiche, la cosiddetta Irpef. Anche per quanto riguarda la pensione la tassazione viene calcolata sulla base di aliquote proporzionali suddivise in scaglioni di reddito (più questo è elevato e maggiore sarà l’aliquota applicata).

Non sempre però la pensione è soggetta a tassazione: dal 2017, infatti, è stata introdotta una no tax area per coloro che hanno un reddito annuo di pensione inferiore agli 8.125€ (indipendentemente dall’età). In tal caso, quindi, la pensione è esente da Irpef.

A questa trattenuta fiscale però se ne aggiungono altre due ovvero le addizionali regionali e comunali per le quali le relative aliquote vengono fissate da ciascuna Regione o Comune.

Una volta capito quali sono le tasse che si applicano sul reddito del pensionato bisogna approfondire il loro funzionamento; partiamo con le aliquote Irpef facendo chiarezza su quali sono le fasce di reddito e le relative percentuali.

Aliquote Irpef sulla pensione

Per il reddito da pensione si applicano le stesse aliquote Irpef previste per il reddito da lavoro dipendente. Nel dettaglio, a seconda della fascia di reddito si applicano le seguenti percentuali:

  • da 0 a 8.125€: no tax area;
  • da 8.126€ a 15.000€: 23%;
  • da 15.001€ a 28.000€: 27% (della parte eccedente i 15mila euro) alla quale si aggiungono 3.450€, ovvero il 23% di 15mila euro;
  • da 28.001€ a 55.000€: 38% (della parte eccedente i 28mila euro) più 6.960€ (l’imposta dovuta per il reddito fino a 28mila euro);
  • da 55.001€ a 75.000€: 41% (della parte eccedente i 55mila euro) più 17.220€ (imposta dovuta per il reddito fino a 55mila euro);
  • oltre i 75.000€: 43% (della parte che supera i 75mila euro) alla quale si aggiungono 25.420€ (imposta dovuta per il reddito che non oltrepassa questa soglia).

Prendiamo come esempio un pensionato con reddito annuo pari a 40.000€. In questo caso l’importo della tassazione Irpef dovuta è dato dalla somma tra 6.960€ e il 38% di 12.000€ (la differenza tra 40mila e 28mila euro), ovvero 4.560€. Il totale dell’imposta dovuta - senza calcolare le eventuali detrazioni fiscali a cui ha diritto il pensionato - è di 11.520€.

Le aliquote regionali e comunali

Come anticipato sulla pensione poi si applicano anche delle addizionali regionali e comunali a seconda della residenza del pensionato. In questo caso sono le singole Regioni e Comuni a decidere se applicare un’aliquota unica oppure se differenziarla a seconda della fascia di reddito.

Nel dettaglio, ecco una tabella nella quale sono riassunte tutte le aliquote regionali:

Abruzzo 1,73%
Basilicata 1,23% (fino a 55.000€), 1,73% (da 55.0001€ a 75.000€) e 2,33% (oltre i 75.000€)
Calabria 1,73%
Campania 2,03%
Emilia Romagna 1,33% (fino a 15.000€), 1,93% (da 15.0001€ a 28.000€), 2,03% (da 28.0001€ a 55.000€), 2,23% (da 55.001€ a 75.000€), 2,33% (oltre i 75.000€)
Friuli Venezia-Giulia 0,70% (fino a 15.000€), 1,23% (per le fasce di reddito successive)
Lazio 1,73% (fino a 15.000€), 2,73% (da 15.0001€ a 28.000€), 2,93% (da 28.0001€ a 55.000€), 3,23% (da 55.001€ a 75.000€), 3,33% (oltre i 75.000€)
Liguria 1,23% (fino a 15.000€), 1,81% (da 15.0001€ a 28.000€), 2,31% (da 28.0001€ a 55.000€), 2,32% (da 55.001€ a 75.000€), 2,33% (oltre i 75.000€)
Lombardia 1,23% (fino a 15.000€), 1,58% (da 15.0001€ a 28.000€), 1,72% (da 28.0001€ a 55.000€), 1,73% (da 55.001€ a 75.000€), 1,74% (oltre i 75.000€)
Marche 1,23% (fino a 15.000€), 1,53% (da 15.0001€ a 28.000€), 1,70% (da 28.0001€ a 55.000€), 1,72% (da 55.001€ a 75.000€), 1,73% (oltre i 75.000€)
Molise 1,73% (fino a 15.000€), 1,93% (da 15.0001€ a 28.000€), 2,13% (da 28.0001€ a 55.000€), 2,23% (da 55.001€ a 75.000€), 2,33% (oltre i 75.000€)
Piemonte 1,62% (fino a 15.000€), 2,13% (da 15.0001€ a 28.000€), 2,75% (da 28.0001€ a 55.000€), 3,32% (da 55.001€ a 75.000€), 3,33% (oltre i 75.000€)
Puglia 1,33% (fino a 15.000€), 1,43% (da 15.0001€ a 28.000€), 1,71% (da 28.0001€ a 55.000€), 1,72% (da 55.001€ a 75.000€), 1,73% (oltre i 75.000€)
Sardegna 1,23%
Sicilia 1,50%
Toscana 1,42% (fino a 15.000€), 1,43% (da 15.0001€ a 28.000€), 1,68% (da 28.0001€ a 55.000€), 1,72% (da 55.001€ a 75.000€), 1,73% (oltre i 75.000€)
Umbria 1,23% (fino a 15.000€), 1,63% (da 15.0001€ a 28.000€), 1,68% (da 28.0001€ a 55.000€), 1,73% (da 55.001€ a 75.000€), 1,83% (oltre i 75.000€)
Valle d’Aosta 1,23%
Veneto 1,23%

Per consultare le aliquote comunali, invece, potete cliccare qui e utilizzare il servizio realizzato dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) indicando il Comune d’interesse.

In alternativa potete scaricare il file che trovate in allegato, contenente tutte le aliquote comunali Irpef aggiornate al 2018.

Tabella addizionali comunali 2018
Clicca qui per scaricare il file con tutte le addizionali comunali aggiornate al 2018.

Conclusioni

Sul reddito del pensionato quindi si applicano diverse tasse. A tal proposito è importante ricordare che nel caso in cui l’interessato possieda più di una pensione erogata da enti differenti non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi per sommarle dal momento che sono i singoli enti a comunicare tra di loro tramite il casellario centrale dei pensionati, così da calcolare esattamente la misura dell’imposta dovuta.

Ovviamente la dichiarazione dei redditi è necessaria qualora si abbiano altri redditi (se non si riferiscono alla pensione) e nel caso in cui si abbia diritto a determinate detrazioni.

Infine ricordiamo che nel caso in cui il pensionato fosse residente all’estero - per almeno 6 mesi l’anno - questo potrà chiedere (qualora si trovi in un Paese con cui l’Italia ha sottoscritto una Convenzione per evitare la doppia imposizione dell’assegno previdenziale) la detassazione della pensione in Italia, pagando così le tasse secondo le regole del Paese di residenza.

Ecco perché molti italiani una volta ottenuta la pensione decidono di trasferirsi in altri Paesi preferendo quelli dove c’è un regime fiscale agevolato (Portogallo e Tunisia su tutti) così da risparmiare sulle tasse e percepire un assegno previdenziale di importo più elevato.

Per maggiori informazioni in merito vi consigliamo di leggere- Pensioni, regime fiscale agevolato all’estero: dove andare per pagare meno tasse.

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Argomenti:

Pensione Tasse

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