Come investire nel terzo trimestre tra tensioni geopolitiche e rebus AI. I rischi da monitorare

Laura Naka Antonelli

08/07/2026

Le sfide che si stagliano di fronte ai vari asset sono molteplici e a dimostrarlo è stata proprio la seduta di oggi, con i prezzi del petrolio schizzati dopo le parole di Trump.

Come investire nel terzo trimestre tra tensioni geopolitiche e rebus AI. I rischi da monitorare

Su cosa e come investire nel terzo trimestre di quest’anno, che si è appena aperto con l’inizio del mese di luglio?

Le sfide che si stagliano di fronte ai vari asset finanziari sono molteplici. A dimostrarlo è stata proprio la seduta di oggi, mercoledì 8 luglio 2026, che ha visto l’azionario andare in tilt dopo le dichiarazioni proferite dal Presidente americano Donald Trump, che ha annunciato la fine del cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran.

A reagire sono stati subito soprattutto i prezzi del petrolio, che sono schizzati fino a oltre il 7%, scontando i nuovi venti di guerra e il rischio di nuovi shock dal lato dell’offerta. Ma market mover di queste ultime sessioni è stato anche il tema dell’AI. Basti pensare al trend del VanEck Semiconductor ETF, che viaggia a livelli inferiori del 12% rispetto ai recenti massimi. L’interrogativo è dunque su come muoversi, e quali asset scegliere.

Generali Investments: la competizione per il capitale sta ridefinendo equilibrio tra risparmio e investimenti

A questa domanda ha risposto Vincent Chaigneau, Head of Research di Generali Investments, che si è focalizzato sulla “ rivoluzione dell’AI ”, sottolineando che il fenomeno “sta intensificando la domanda sia di capitale di debito sia di capitale azionario, proprio mentre i governi devono far fronte a crescenti esigenze di finanziamento legate all’invecchiamento demografico, all’aumento della spesa per la difesa, agli investimenti per il clima e alle pressioni sociali”.

Proprio questa competizione per il capitale, ha fatto notare Chaigneau, “sta ridefinendo l’equilibrio tra risparmio e investimenti e sostiene un regime di tassi d’interesse più elevati”.

Il responsabile della divisione di ricerca di Generali Investments ha rivolto inoltre la sua attenzione alle pressioni inflazionistiche degli States, scrivendo nella sua nota che, a far salire l’inflazione USA, sono diversi fattori, motivo per cui “gli investitori dovrebbero guardare oltre l’energia e considerare anche i prezzi alimentari, i semiconduttori e le aspettative d’inflazione, in un’economia che continua a mostrare un forte dinamismo”.

Chaigneau ha poi sottolineato che, sebbene le aspettative della divisione di ricerca di Generali sui tassi di interesse USA e dell’area euro che saranno decisi dalla Fed di Kevin Warsh e dalla BCE di Christine Lagarde siano “rispettivamente in linea con il consenso e meno restrittive rispetto a quanto scontato dai mercati, riteniamo che vi sia scarso valore nell’inseguire il recente rally delle obbligazioni a lunga scadenza, soprattutto negli Stati Uniti”.

Meglio il credito dei Titoli di Stato, mentre sulle azioni Generali Investments mantiene moderato sovrappeso

Generali Investments ha reso noto di continuare a preferire “ il credito rispetto ai Titoli di Stato, anche agli attuali livelli compressi degli spread”, in quanto sono le condizioni in cui versano le casse dello Stato di diverse economie a confermarsi la fonte più alta di preoccupazione per gli analisti, e in misura anche decisamente più alta rispetto ai bilanci delle aziende.

L’esperto ha così confermato “un moderato sovrappeso sulle azioni, con un orientamento geografico diversificato e una preferenza per i settori ciclici ”, aggiungendo che, “per monitorare il rischio che l’ondata legata all’AI raggiunga il suo picco, osserviamo attentamente gli investimenti in conto capitale (Capex) e i margini del settore tecnologico”. In ogni caso fino a oggi, “i segnali restano positivi”, ha precisato Chaigneau.

Tra i rischi chiave l’inflazione, i tassi e i conti pubblici. Attenti anche al fattore AI

Generali Investments ha comunque individuato alcuni rischi chiave che gli investitori dovrebbero continuare ad attenzionare.

  • Geopolitica, con i nodi dello Stretto di Hormuz e dell’Iran che non sono stati risolti e con le novità che sono piombate improvvisamente proprio oggi sui mercati finanziari globali. E in ogni caso anche prima delle parole di Trump, l’esperto aveva menzionato la presenza di “tematiche cruciali”, in particolare quelle relative allo Stretto e al programma nucleare iraniano, avvertendo che un deterioramento dello scenario avrebbe potuto “riaccendere tensioni sulle catene di approvvigionamento e sui mercati energetici”.
  • Altro rischio è una inflazione più persistente del previsto. Così Vincent Chaigneau: “Riteniamo che il mercato stia guardando troppo ai prezzi dell’energia e troppo poco ad altre fonti di pressione inflazionistica. Tra i principali rischi figurano infatti il rialzo dei prezzi alimentari, l’aumento dei costi dei semiconduttori e il possibile consolidamento di aspettative d’inflazione più elevate in un’economia statunitense che continua a mostrare segnali di surriscaldamento”.
  • Rischio tassi: rendimenti strutturalmente più elevati. L’ Head of Research di Generali Investments ha rimarcato che “la crescente competizione per il capitale tra settore pubblico e privato potrebbe mantenere elevati i tassi di interesse di lungo termine”. D’altronde, “la rivoluzione dell’IA richiede enormi investimenti, mentre gli Stati devono finanziare spesa sociale, difesa, transizione climatica e dinamiche demografiche” e “questo squilibrio tra domanda di capitale e risparmio disponibile rappresenta un rischio strutturale per le obbligazioni governative ”.
  • Finanze pubbliche sotto pressione: “Le principali preoccupazioni dei mercati derivano dai conti pubblici piuttosto che dai bilanci aziendali. I deficit elevati e il crescente fabbisogno di finanziamento degli Stati sono considerati una vulnerabilità più rilevante rispetto alla situazione finanziaria delle imprese, che nel complesso rimane solida
  • Possibile esaurimento del ciclo dell’Intelligenza Artificiale: “Come rischio di medio termine rileviamo un possibile rallentamento della spinta dell’AI. Per questo bisogna monitorare attentamente due indicatori: la crescita degli investimenti (Capex) e l’evoluzione dei margini del settore tecnologico. Il vero interrogativo è se le aziende riusciranno a monetizzare in modo sostenibile gli enormi investimenti effettuati, mantenendo livelli elevati di redditività in un contesto di crescente concorrenza”.
  • Valutazioni elevate dell’azionario USA: “Il mercato azionario statunitense presenta oggi un rapporto rischio-rendimento meno favorevole rispetto agli ultimi quindici anni. Le elevate valutazioni e la forte concentrazione degli indici implicano che replicare le performance del passato sarà molto più difficile. Questo rafforza la necessità di maggiore diversificazione geografica e di una più intensa attività di selezione dei titoli”.