Come ha fatto l’Irlanda a superare la crisi (e perché gli economisti continuano a preoccuparsi)

Oliver Hearn

10 Giugno 2026 - 20:53

Mentre la ripresa economica dell’Irlanda dalla crisi finanziaria del 2008 appare quasi miracolosa, persistono ancora debolezze strutturali che mettono il Paese a rischio.

Come ha fatto l’Irlanda a superare la crisi (e perché gli economisti continuano a preoccuparsi)

Nel 2010 l’Irlanda è diventata il secondo Paese dell’eurozona a richiedere un salvataggio internazionale, dopo il collasso del suo sistema bancario sotto il peso della crisi finanziaria globale. Diciotto anni dopo il crollo che ha trasformato l’economia e la politica del Paese, l’Irlanda registra oggi avanzi di bilancio per miliardi di euro, vanta una delle economie a più rapida crescita d’Europa ed è ormai considerata un apparente modello di successo fiscale. Eppure, dietro questi numeri impressionanti si cela una domanda scomoda: quanto è sostenibile la prosperità dell’Irlanda quando una parte così consistente di essa dipende da un ristretto numero di multinazionali?

Nel primo articolo della nostra serie dedicata all’eredità della crisi finanziaria del 2008, l’Irlanda rappresenta un esempio emblematico di come un Paese possa riprendersi da una profonda crisi economica. Allo stesso tempo, però, dimostra anche i rischi derivanti dal sostituire una vecchia vulnerabilità con una nuova.

L’eredità della crisi

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